Dichiarazione Stampa
2 Agosto 2006
Antonio Mattioli
Segretario Nazionale Flai Cgil
Gruppo Arena
“Apprendiamo dalla stampa locale
notizie sulla chiusura dello stabilimento di Gatteo.
Forse non si è capito che intendiamo
fare sul serio e così continuano a circolare notizie sul futuro di
questa realtà che non hanno alcun fondamento se non probabilmente nelle
intenzioni di questo o quel dirigente aziendale o di altre fonti che non
fanno i conti la realtà.
Lo stabilimento di Gatteo rientra a
pieno titolo nel Gruppo Arena, non è dimenticato e l’unico piano
industriale che potremmo condividere sarà quello che prevedrà il
mantenimento di tutti i siti produttivi; questo deve essere scritto a
lettere cubitali.
Dopo gli impegni convenuti in sede
istituzionale a livello locale, in questi mesi ci siamo mossi per
cercare di impedire che si giocasse al massacro all’interno del Gruppo
con una “guerra tra poveri” portata avanti con la redistribuzione dei
volumi produttivi, magari supportata da orari impossibili in alcuni siti
e cassa integrazione in altri.
Abbiamo ribadito la necessità di
avviare un confronto sul piano industriale e finanziario di Arena e per
il quale dal prossimo 15 Settembre è previsto il primo incontro di
Gruppo.
Abbiamo stabilito che il tutto dovrà
avvenire a “bocce ferme” e pertanto non potranno essere attivati
interventi unilaterali di Arena in nessun sito del gruppo, tanto meno a
Gatteo.
Avvieremo incontri istituzionali a livello
locale, regionale e nazionale (anche nell’ambito del piano avicolo
nazionale) finalizzati a garantire strumenti ed impegni che possano
agevolare il rilancio del Gruppo ed anche di Gatteo.
Deve essere chiaro che nessuno potrà
chiamarsi fuori da questa vicenda e che saremo indisponili a soluzioni
di basso cabotaggio giocate sulla pelle dei lavoratori; non è in
discussione, nel senso che verrà attivata immediatamente, la
mobilitazione dell’intero Gruppo nel caso vi siano atti unilaterali
dell’azienda o atteggiamenti atti a dilazionare nel tempo l’avvio del
confronto.
Arena si è assunta la responsabilità di
darci risposte di merito positive, la mettiamo seriamente alla prova
senza concedere “cambiali in bianco”.
Sulla crisi dell’avicolo “ci hanno
marciato” in molti; in questo comparto esistono problemi strutturali che
devono trovare soluzioni definitive e condivise e comunque utili a
garantire un futuro stabile ai lavoratori, compresi quelli di Arena.”
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