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FLAI ER
FLAI Forlì
“POLLO DEL CAMPO
CHIUDE A FAENZA E FORLI’ MA NON E’ COLPA DELL’AVIARIA- DOMANI PRESIDIO
DAVANTI ALLA MANIFESTAZIONE AVITALIA A FORLI’ “
Dichiarazione di
Mirko
MASOTTI Segretario Generale FLAI Forlì
Giordano
GIOVANNINI Segr. Gen.le FLAI Emilia Romagna
Se c’era chi poteva nutrire dubbi, ora c’è
la prova provata: la crisi dei consumi di carne avicola ed il
conseguente calo della produzione per le prossime settimane e mesi è
un’ottima occasione per licenziare e chiudere stabilimenti; è il
caso del Gruppo POLLO del CAMPO la cui maggioranza è stata
rilevata da AMADORI, secondo gruppo avicolo nazionale, e che dopo la
chiusura di Ferrara si sta apprestando a chiudere Faenza e ieri sera ha
informato le Organizzazioni sindacali di categoria dell’intenzione di
chiudere anche la Centrale Avicola Romagnola di Forlì dal 31
dicembre; risultato oltre 200 POSTI di LAVORO CANCELLATI.
E’ questo un atteggiamento
inaccettabile ed irresponsabile tanto più da parte di una azienda che ha
beneficiato di un accordo territoriale (un anno fa) sottoscritto
dalle organizzazioni sindacali di categoria, dalle centrali cooperative,
dalla Provincia, Comune e Regione e dalla Camera di Commercio; un
accordo che prevedeva l’uso di uno spazio e di uno stabilimento di
proprietà del Demanio (oggi della Regione Emilia Romagna) con
l’usufrutto di un benefit proveniente dall’affitto che il CONAD gli
paga; un accordo che prevedeva un impegno a fare un nuovo stabilimento
nella zona adiacente all’autostrada ed una occupazione che da 120
avrebbe dovuto diventare di 250 addetti.
E se ciò non bastasse AMADORI,
Pollo del Campo, Martini di Cesena, Arena ecc. sono tra le aziende più
scatenate ad andare all’assalto di ulteriori aiuti, indennizzi e
fiscalizzazioni degli oneri sociali e fiscali (e cioè soldi pubblici e
sacrifici dei lavoratori) per “far fronte alla crisi”
dell’avicolo: se il risultato diventa prendi i soldi e chiudi…….
E’ innegabile che l’informazione
allarmistica sull’influenza aviare di queste ultime settimane abbia
determinato, per altro solo in Italia, una diminuzione drastica dei
consumi di carne avicola ed una tensione sui prezzi, ed è altrettanto
innegabile che questa questione abbia accentuato e accelerato la crisi
del comparto avicolo nazionale e regionale, ma anche di fronte
all’emergenza “aviaria”, PROPONIAMO di estendere l’uso dei contratti di
solidarietà ed il possibile ricorso alla Cassa integrazione in modo
selettivo e negoziato; ciò al fine di trattenere e salvaguardare le
professionalità indispensabili per il rilancio e l’innovazione del
settore. Più
che mai è evidente l’urgenza di definire un piano nazionale di
settore per non restare eternamente in balia delle tante emergenze.
Con
queste posizioni domani a Forlì presidio di sindacati e lavoratori
davanti alla manifestazione di Avitalia al Palasport ore 9.
NON VI PERMETTEREMO DI STRUMENTALIZZARE
UNA EMERGENZA
PER CHIUDERE STABILIMENTI-
LA CITTA’ TUTTA DEVE REAGIRE CON
INDIGNAZIONE.
Bologna, 28 ottobre 2005 |