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Articoli
sull'influenza aviaria tratti da ANSA e DIRE
AVIARIA: E-R; FLAI-CGIL, NO A
LICENZIAMENTI E CHIUSURE
(ANSA) - BOLOGNA, 3 NOV - La Flai-Cgil dell'Emilia-Romagna
chiede il ritiro dei licenziamenti e il blocco delle chiusure degli
stabilimenti di Pollo del Campo (Amadori). E' quanto il segretario
generale della Flai emiliano-romagnola, Giordano Giovannini, chiede al
'tavolo di crisi' sull'avicolo convocato nel pomeriggio in Regione
dall'assessore all'agricoltura Tiberio Rabboni.
"Non
siamo più disponibili a sederci ai tavoli di confronto dietro a slogan
tipo 'tutti uniti per salvare il settore',
quando
attori importanti della filiera lasciano a casa i lavoratori e chiudono
stabilimenti", afferma Giovannini. "Se l'obiettivo comune diventa quello
di rilanciare il settore la prima cosa da fare è tutelare le risorse
strategiche in esso presenti e cioé, oltre al prodotto, altre
all'impresa, il lavoro ed il patrimonio professionale e di competenze
che rappresenta. Per questo il 'tavolo di crisi' deve esprimersi sul
ritiro della decisione di Amadori di chiudere Car (Centrale Avicola
Romagnola 160 occupati) e Faenza (48 occupati) e sulla proposta di un
accordo regionale, da tradurre poi azienda per azienda, in cui si
confermano per il 2006 gli organici del 2005, compresi gli avventizi".
Su
queste basi - secondo la Flai-Cgil - "si può partire per chiedere al
Governo di estendere l'uso di ammortizzatori sociali, oggi non
applicabili nel settore, come i contratti di solidarietà e la Cig in
deroga ed un piano nazionale di settore con risorse adeguate; la
Regione, dal canto suo, si deve impegnare con proprie risorse e
strumenti ed azioni che alleggeriscano il peso dell'esposizione
finanziaria delle aziende: intervento verso le banche, attivazione dei
Consorzi idi, uso della legge sul lavoro accompagnato da azioni di
formazione professionale".(ANSA).
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INFLUENZA POLLI.
CGIL: SUBITO RITIRO ESUBERI E CHIUSURE=
FLAI: ALTRIMENTI
SALTA CONFRONTO SU CRISI DEL SETTORE
(DIRE) -
BOLOGNA- "Non siamo piu' disponibili a sederci ai tavoli di confronto
dietro a slogan tipo 'tutti uniti per salvare il settore', quando attori
importanti della filiera lasciano a casa i lavoratori e chiudono
stabilimenti". E' la Cgil a lanciare l'ultimatum in vista dell'incontro
del tavolo di crisi, previsto per oggi in Regione, sul settore avicolo.
Il sindacato ci andra', chiedendo il ritiro dei licenziamenti ed il
blocco delle chiusure degli stabilimenti di Pollo del Campo (Amadori).
Ma anche per dire, come anticipa in una nota Giordano Giovannini,
segretario regionale Flai-Cgil, che il confronto continuera' se gli
imprenditori fermeranno i licenziamenti.
"Se l'obiettivo
comune diventa quello di rilanciare il settore la prima cosa da fare-
afferma Giovannini- e' tutelare le risorse strategiche in esso presenti
e cioe', oltre al prodotto, altre all'impresa, il lavoro ed il
patrimonio professionale e di competenze che rappresenta". Per questo il
tavolo di crisi di oggi, secondo la Cgil, deve esprimersi per chiedere
il ritiro della decisione di Amadori di chiudere la "Car" (Centrale
Avicola Romagnola, 160 occupati) e la sede di Faenza (48 occupati).
Inoltre, la Cgil propone di arrivare a un accordo regionale, da tradurre
poi azienda per azienda, in cui si confermano, per il 2006, gli organici
del 2005, compresi gli avventizi.
"Su queste basi-
afferma Giovannini in una nota- si puo' partire per chiedere al Governo
di estendere l'uso di ammortizzatori sociali, oggi non applicabili nel
settore, come i contratti di solidarieta' e la Cassa integrazione in
deroga ed un piano nazionale di settore con risorse adeguate".
La Regione, invece,
conclude il sindacalista della Flai-Cgil, "si deve impegnare con proprie
risorse e strumenti ed azioni che alleggeriscano il peso
dell'esposizione finanziaria delle aziende", ad esempio con un
"intervento verso le banche, l'attivazione dei Consorzi Fidi, l'uso
della legge sul lavoro accompagnato da azioni di formazione
professionale".
(Com/Mac/ Dire) |