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FLAI Nazionale
CGIL Nazionale
Roma, 8 novembre 2005
Prot:2357/2005
Cod:III/3313/22
Att. On. Dott. Gianni Letta
Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00186
Roma
Le preoccupazioni che sin dall’inizio, e
cioè da quando la Barilla nell’ottobre 2004 presentò alle
Organizzazioni Sindacali il suo piano di riorganizzazione, abbiamo più
volte espresso sono purtroppo divenuto tragiche realtà.
Barilla, simbolo di italianità e di
tradizione culinaria, sta sempre più disimpegnandosi ed abbandonando
quei territori e quelle aree che di quelle tradizioni sono la culla.
La grande scommessa l’Azienda concordata
con le Organizzazioni Sindacali in un accordo integrativo di gruppo del
2003, che a fronte di ulteriori sacrifici prevedeva la stabilizzazione
dei siti produttivi ed un congruo piano di investimenti per far fronte
alle esigenze che il mercato richiedeva, è stata nei fatti smentita un
anno dopo. Il 2003 doveva chiudere un ciclo, fatto di ristrutturazioni,
di espulsione di mano d’opera, di condivisione di una scommessa che
tendeva a riposizionare l’Azienda, nel giusto ambito di mercato.
La Barilla decide invece nuove
acquisizioni all’estero, a volte esponendosi più del dovuto, come
recentemente ha ammesso l’Amministratore Delegato a proposito della
Kamps. E di nuovo si decide di approntare un piano industriale tutto
basato su logiche di contenimento dei costi, di chiusure di siti e di
tagli occupazionali.
Il Mulino di Termoli è stato venduto. Il
Centro Ricerche di Foggia è stato chiuso. La linea backery di Caserta
verrà chiusa a dicembre 2005. A Matera è stata aperta la procedura di
mobilità per cessazione di attività con 120 licenziamenti più l’indotto.
Attorno allo stabilimento di Matera, ai
suoi lavoratori e alle forze sociali che li rappresentano si stanno
stringendo in questi giorni in modo forte e visibile il consenso e la
solidarietà della cittadinanza e delle istituzioni locali.
Le chiediamo di attivare un tavolo presso
la Presidenza del Consiglio per far in modo che tutte le parti possano
essere messe a confronto e ricercare le soluzioni necessarie e
alternative che scongiurino la chiusura dello stabilimento di Matera.
Ci auguriamo che il comune intento sia
quello di evitare che Barilla, oltre essere il simbolo che sopra
ricordavamo, debba essere anche quello dell’Azienda che dopo aver
congruamente usufruito dei finanziamenti pubblici lucani abbandona
impunemente al suo destino i lavoratori e le famiglie che fino ad oggi
si sono impegnate per rendere il suo nome famoso nel mondo.
In attesa di una positiva risposta
porgiamo distinti saluti.
Franco Chiriaco
Carla Cantone
Segretario Generale
FLAI Segretaria Confederale CGIL
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