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Dichiarazione Stampa 5 Ottobre 2005.

 

BARILLA

 Antonio Mattioli - Coordinatore Nazionale Flai Cgil

 

“La vertenza Barilla sta subendo un’accelerazione, causata dall’atteggiamento dell’Azienda, che rischia di destabilizzare l’intero Gruppo, mettendo a rischio continuità produttiva e livelli occupazionali.

A questo punto si è reso necessario assumere come intera categoria la vertenza Barilla attraverso la posizione espressa dal Direttivo Nazionale della Flai Cgil, unitamente alla Confederazione; non è accettabile che uno dei più importanti gruppi italiani dell’agroalimentare nel mondo non rispetti gli accordi e tenti di rispondere ad operazioni che nulla hanno a che fare con il prodotto ed il lavoro, con tagli occupazionali  e delocalizzazione di realtà produttive.

Oltre alla chiusura del centro ricerche di Foggia, della cessione del mulino di Termoli, della chiusura della Bakery di Caserta (con la conseguente collocazione in Cassa Integrazione di 50 dipendenti per i quali non è garantito il rientro), la Barilla vuole procedere sul piano di tagli chiudendo Matera e tagliando livelli occupazionali a Pedrignano.

Non possiamo accettare supinamente che la Barilla consideri gli accordi convenuti “carta straccia” e magari di quegli accordi applichi solo la parte che le conviene, non possiamo condividere che, in un gruppo dove mediaticamente si esalta il ruolo della persona, nei fatti i lavoratori siano considerati meri costi da tagliare, non possiamo permettere che, mentre Barilla utilizza la famiglia come strumento di marketing, nello stesso tempo la mette in crisi tagliando i posti di lavoro, non possiamo stare zitti di fronte a chi considera il sindacato, ed in particolare la Flai Cgil, un male da estirpare; vogliamo avere, dopo 10 anni di sacrifici, tagli e chiusure di stabilimenti, un futuro su cui contare.

Per questi motivi impediremo a tutti i costi la chiusura di Matera, perché non è solo un problema del sud (anche se per la Basilicata sarebbe une evento traumatico) o di un territorio, ma assume toni da ultima spiaggia; se passa il principio che per risolvere problemi finanziari o di espansione attraverso acquisizioni basta chiudere i siti produttivi e spostare le produzioni, in questo paese ed in Barilla nessuno può dormire sonni tranquilli.

Continueremo con la decisione di non convenire prestazioni aggiuntive e lo stato di agitazione.

Il giorno 16 Ottobre, a Parma,  presidieremo il luogo dove avverrà la consegna delle medaglie da parte della famiglia a quei dipendenti che hanno una certa anzianità di servizio (altra contraddizione in seno alla famiglia Barilla) per dire al paese ed a Parma che esiste un problema che vogliamo affrontare (così come è avvenuto in tante altre realtà dell’agroalimentare che, dopo confronti seri e rispetto degli impegni assunti, avranno un futuro occupazionale e produttivo), per garantire un futuro ad un Gruppo che anche per noi rappresenta una risorsa inalienabile.

Il giorno 20 Ottobre, al teatro Duni di Matera, proietteremo un documento dal titolo “Dove c’è Barilla, c’è casa” per informare cittadini ed istituzioni su cosa vuol dire Barilla vista dal lavoro dipendente. 

Verificheremo la posizione giuridica della Barilla rispetto all’inadempienza contrattuale causata dalla mancata applicazione di quanto previsto dall’accordo di gruppo del 2003.

Non siamo i “cattivi” che vogliono il male di questo gruppo; siamo quelli che, unitamente ai lavoratori, hanno gestito tagli, chiusure e riorganizzazioni con l’obiettivo di rilanciare la Barilla e che, nel momento in cui si trattava di consolidarne la presenza in Italia attraverso un piano industriale condiviso, sono stati beffeggiati dalle scelte aziendali esattamente contrapposte a quanto era stato convenuto.”

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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