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Integrativo BARILLA Niente più OGM |

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Dopo
nove mesi di una difficile trattativa arriva il nuovo integrativo di
contratto del gruppo Barilla. L’accordo, firmato il 20 settembre da
Flai, Fai, Uila e azienda è il risultato di un lungo confronto tra
lavoratori e sindacati, volto ad armonizzare salario, diritti e
produttività dei lavoratori dell’azienda entro un unico quadro
organizzativo. La Cgil si dice soddisfatta dei risultati economici e
normativi raggiunti, a partire dall’esclusione degli ogm (gli organismi
geneticamente modificati) dalle produzioni, un premio per obiettivi per
tutti i lavoratori da 1.600 euro in quattro anni e un innalzamento del
premio per obiettivi riservato agli addetti stagionali che passa dal 60
al 100 per cento, armonizzando così gli addetti.
Come spiega Giancarlo Battistelli, della
segreteria nazionale della Flai Cgil, “l’integrativo di contratto del
gruppo Barilla costituisce un importantissimo accordo di sviluppo in
grado di consolidare la forza economica dell’azienda e di rispondere
alle sfide del mercato”. L’integrativo definisce un quadro generale di
riferimento e modelli organizzativi coerenti con gli obiettivi
dell’azienda e, soprattutto, con le spinte che provengono dal mercato.
L’accordo, infatti, si inserisce nel quadro più ampio di un processo di
internazionalizzazione che nell’ultimo anno ha permesso al gruppo di
consolidare la propria forza economica sullo scenario nazionale e
internazionale.
La volontà dell’azienda di rafforzare la
propria presenza sul mercato è testimoniata dalla programmazione
d’investimenti per 475 milioni di euro. Investimenti che richiedono
l’adozione di adeguate strategie di sviluppo e l’elaborazione di nuovi
modelli organizzativi. Proprio per questo l’integrativo prevede, negli
stabilimenti dove si produce la pasta, la possibilità di introdurre la
produzione a ciclo continuo, che dovrà comunque essere attuata
attraverso accordi sindacali “locali”. Da questo punto di vista, “un
modello produttivo a ciclo continuo – dice il sindacalista – può essere
inteso come uno dei principali strumenti attraverso cui incrementare la
produttività dell’azienda e rafforzare la sua posizione sul mercato”. Il
nuovo integrativo risponde concretamente a questa esigenza poiché
propone, come detto, nuovi modelli organizzativi capaci di soddisfare
pienamente le necessità del gruppo, pur senza stravolgere radicalmente
l’assetto dell’azienda. Molte delle novità presenti nell’accordo,
infatti, ricalcano esperienze già da tempo impiegate in alcuni siti del
gruppo Barilla: lo stabilimento di Foggia, per esempio, utilizza già da
qualche tempo il ciclo di produzione continuo.
Un sistema organizzativo unitario,
ampiamente condiviso e in grado di rispondere efficacemente alle sfide
del mercato, dunque, ma senza perdere di vista le esigenze specifiche
delle singole realtà produttive. Il sindacato, infatti, ha voluto
proporre un modello altamente flessibile in grado di valorizzare il
livello di responsabilizzazione dei vari siti presenti sul territorio,
rifiutando l’imposizione centralistica da parte dell’azienda madre di un
unico modello organizzativo valido per tutti. “Il sindacato – aggiunge
Battistelli – ha guardato all’azienda in un’ottica di medio-lungo
periodo per poter valutare le esigenze delle diverse realtà produttive
presenti sul territorio e capirne la loro capacità di reazione”. Prima
dell’accordo, gli stabilimenti del gruppo Barilla erano caratterizzati
da situazioni produttive altamente diversificate, difficili da
armonizzare. L’unificazione dei modelli organizzativi, al contrario,
così come è stata pensata nell’integrativo, consente un’ottimizzazione
delle risorse e facilita la condivisione degli obiettivi economici,
evitando l’insorgenza di dinamiche concorrenziali tra le diverse realtà
aziendali del gruppo.
L’accordo, inoltre, risponde alla
necessità di assicurare una migliore organizzazione del lavoro,
attraverso l’elaborazione di nuovi strumenti contrattuali e nuove
competenze per i lavoratori e le rappresentanze sindacali. Come conclude
Antonio Mattioli, segretario generale della Flai di Parma, “l’accordo
respinge le pregiudiziali della Barilla e crea le condizioni per il
rilancio del ruolo delle rsu nel Gruppo”.
di Carla Pagani (Rassegna sindacale, n.36, ottobre 2003)
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