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Comunicato Barilla

 

Il 4 aprile 2005, a Roma le Segreterie Nazionali di Fai, Flai e Uila e il coordinamento Barilla hanno incontrato l’Azienda per verificare la possibilità di negoziare le modifiche al piano industriale presentato in data 29.10.2004.

La Barilla ha confermato il proprio rifiuto ad aprire una vera trattativa sul piano industriale presentato il 29.10.2004. Le Segreterie Nazionali ed il Coordinamento, perciò, hanno respinto la richiesta aziendale di discutere solo delle conseguenze sociali ed occupazionali del piano Barilla, un piano, peraltro, fatto soltanto di dismissioni e chiusure.

Nello specifico, abbiamo rivendicato un progetto di investimenti per il polo della pasta a Caserta per rilanciare il sito, senza dover chiudere Matera. Si è dichiarata con forza l’assoluta contrarietà alla chiusura di Matera, al trasferimento del Corial e alla vendita del mulino di Termoli. Si è rivendicato un piano di investimenti per innovazione di processo e di prodotto negli stabilimenti i cui impianti sono in esercizio da troppi anni, come avviene nel sito di Pedrignano, o debbono e possono essere aggiornati e migliorati, come è il caso degli stabilimenti bakery nei quali non sono stati realizzati e nemmeno sono previsti investimenti, respingendo la logica aziendale basata su costi del lavoro e rigidità di orari.

Le segreterie nazionali invitano la Barilla a ripensare un piano industriale basato sulla competitività e il rilancio delle produzioni e dei siti, sulla base di sfide sulla qualità e l’innovazione, sulla ricerca e sullo sviluppo. Solo su queste base sarà possibile aprire una trattativa.

L’orientamento condiviso con il coordinamento prevede una capillare informazione ai lavoratori con un calendario di assemblee. Si invita a vigilare nei vari siti in modo da essere pronti ad intervenire qualora dovessero verificarsi cambiamenti improvvisi di scenario o azioni unilaterali della Barilla.

 

FAI CISL FLAI CGIL UILA UIL

U. Stendardi F. Chiriaco-S. Crogi G. Sambucini

 

Roma, 5 aprile 2005

 

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