Comunicato
Stampa 5 Aprile 2005
Barilla
Interrotte le trattative
Ieri si è tenuto l’incontro tra i Coordinamento sindacale
del Gruppo Barilla e l’Azienda.
La Barilla, dopo 5 mesi di "riflessioni", ha di fatto
ribadito i contenuti del piano presentato ad Ottobre, proponendo
soluzioni impercorribili per la gestione delle chiusure e coinvolgendo
nei tagli il comprensorio di Parma (in particolare la realtà di
Pedrignano):
- La chiusura di Matera verrebbe
effettuata con la messa in mobilità di tutti i 115 addetti, verrebbe
costituita una Newco, senza la presenza di Barilla, coinvolgendo
un’azienda locale fuori mercato e con i dipendenti in Cassa Integrazione
(partecipata anche dal Consorzio Agrario di Taranto che avrebbe gia
dichiarato decine di esuberi), che reintegrerebbe il 50% degli organici
collocati in mobilità.
- Il mulino di Termoli verrebbe
ceduto ad un imprenditore molitorio della zona.
- Il Corial di Foggia (il centro
ricerca con 20 dipendenti) verrebbe chiuso.
- Lo stabilimento di Caserta, dopo
la chiusura della produzione Bakery e la contrazione sulla produzione di
pasta, avrebbe 25 esuberi.
- Viene confermato l’investimento del
mulino a Pedrignano, che occuperebbe 10/11 dipendenti, con la seguente
interruzione del contratto con Villa del Sole (mulino ex Figna di
Parma con 22 dipendenti) del quale è unico cliente.
- Per quanto riguarda Pedrignano
la Barilla ha dichiarato l’intenzione di volere abbattere drasticamente
"il costo del lavoro" ed un esubero di dipendenti non meglio
specificato.
Abbiamo respinto il piano e si sono interrotte le
trattative.
Ribadiamo la necessità di rilanciare il gruppo in Italia,
conferire gli investimenti convenuti dall’accordo di Gruppo, ed aprire
un confronto serio che definisca il ruolo di Barilla nel nostro paese
nei prossimi anni.
Ogni giorno che passa viene utilizzato da quest’Azienda
per modificare le proprie decisioni introducendo altre soluzioni
traumatiche, disconoscendo di fatto la capacità del sistema produttivo
del gruppo italiano, che noi consideriamo sano, per far fronte a scelte
sbagliate assunte dalla Barilla in questi anni.
Apprendiamo dalla stampa
dell’attivazione di altre linee di credito da parte della Holding che ci
preoccupano anche perché il condizionamento derivante dalle
acquisizioni, vedi Kamps, e dalle conseguenti operazioni finanziarie
diventa insopportabile per il nostro paese viste le conseguenze.
Se a questo aggiungiamo l’intenzione dichiarata
dall’azienda di procedere a terziarizzare a copaker, per il 2006, la
produzione di circa 900.000 quintali di pasta, diventa impensabile
giustificare questo piano di tagli.
Nei giorni scorsi, in occasione dell’incontro annuale con
i dipendenti di Pedrignano, l’amministratore Delegato dott. Bolla ha
dichiarato che i lavoratori e lo stabilimento sono un freno allo
sviluppo del Gruppo, "ringraziando" in questo modo loro ed l’intero
territorio di anni di sacrifici (a Parma sono stati chiusi tre
stabilimenti e gli organici sono diminuiti di circa 400 unità negli
ultimi 5 anni).
Ora basta!
A Barilla abbiamo dichiarato che l’interruzione del
confronto presuppone di mantenere le "bocce ferme" e che nel caso vi
siano interventi unilaterali dell’Azienda l’intero gruppo si mobiliterà.
Nel frattempo attiveremo le assemblee in tutti i siti,
a Parma si terranno il 14 e 15 Aprile e vigileremo affinché si
conservi l’intero patrimonio lavorativo di questa azienda nel nostro
paese."
Antonio Mattioli Coordinatore
Nazionale Flai Cgil
|