FLAI Emilia Romagna
Dichiarazione stampa di Giordano Giovannini
Segretario Generale Flai Emilia Romagna
“Dai contratti una spinta per il
rilancio e la qualificazione dell’agricoltura: approvate dai lavoratori
le piattaforme per i rinnovi dei Contratti nazionali Operai agricoli,
Forestali e Cooperazione agricola “
.
FAI-CISL,
FLAI-CGIL, UILA-UIL hanno così messo nero su bianco le richieste da
inviare alle controparti sui 3 contratti che scadranno alla fine del
2005 e che riguardano quasi un milione di lavoratori a livello nazionale
( 90 mila nella nostra Regione ), in grandissima parte avventizi e cioè
con rapporti di lavoro che vanno dalle 51 alle 151 giornate di lavoro
l’anno:
- un aumento salariale del 6.7% per il
prossimo biennio;
- diritti per qualificare e
stabilizzare il lavoro;
- una revisione del sistema
classificatorio che permetta uno sviluppo delle professionalità ed un
suo riconoscimento economico;
- un sistema di relazioni sindacali con
sedi e confronti sulle politiche del settore.
Un
più forte Contratto Nazionale
quindi, capace di rispondere sia alla
“questione salariale”,
ancor più marcata nel comparto agricolo, sia al tema dello sviluppo
che Governo ed associazioni agricole vorrebbero affrontare con la
”via bassa”
e cioè con tagli sul costo del lavoro, sui diritti e sulle prestazioni
della disoccupazione; un forte contratto per contrastare il lavoro nero
e l’evasione ampiamente presente in agricoltura.
L’agricoltura italiana sta vivendo una profonda trasformazione sia per
effetto della globalizzazione che per i cambiamenti in atto nella PAC
(politica agricola comunitaria); in questa situazione con vere e proprie
crisi come quelle dello
zucchero,
dell’ortofrutta,
dell’avicolo,
solo per fare alcuni nomi, manca una politica del Governo (assenza di
proposte verso l’U.E.; di piani di settore; di politiche di filiera;) e
le Associazioni agricole sanno solo rivendicare assistenzialismo
(contributi a pioggia; tagli dell’IVA; dazi sui prodotti importati) e
tagli sul costo del lavoro.
Infatti, mentre si allargano le crisi e ci sarebbe bisogno di estendere
anche al lavoro agricolo gli ammortizzatori e gli strumenti di sostegno
al reddito (CIGS; mobilità; ecc.) o di supporto allo sviluppo
(programmazione negoziata; piani di settore; ricerca ed innovazione;
infrastrutture) ed alla riqualificazione dei lavoratori (fondi
interprofessionali per la formazione continua), il Governo, con la
finanziaria del 2005 ha tagliato le disoccupazioni speciali ed ha tolto
le risorse per l’integrazione al reddito in caso di calamità; misure che
colpiscono il lavoro mentre parallelamente si danno risorse a pioggia
alle imprese
(provvedimento sulle “crisi di mercato”; proroga versamenti contributi
all’INPS; ecc. ).
I
tre Direttivi FAI, FLAI, UILA hanno perciò deciso, assieme alla
piattaforma per il rinnovo dei contratti, un percorso che porterà alla
mobilitazione di tutta la categoria se il Governo entro il 10 ottobre
2005 non darà risposte alla richiesta sindacale di ritirare i
provvedimenti e di avviare un serio confronto sugli ammortizzatori e
sulla previdenza
recuperando la vera causa del buco nei conti dell’Istituto data dal
deficit della cassa dei coltivatori diretti (3.000 milioni di euro
bilancio 2004; 30.000 deficit patrimoniale) e dall’evasione delle
imprese.
Giordano Giovannini
Segretario Generale
FLAI Emilia Romagna
Bologna, 23 Settembre 2005
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