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FLAI-CGIL Emilia
Romagna
Dichiarazione stampa di Giordano
Giovannini
Segretario Generale Flai Emilia Romagna
Gravissimo
atto di arroganza da parte della GRANAROLO Spa.
Mentre è aperto un confronto sindacale sul
Piano Industriale e sulle scelte di sviluppo del gruppo, l’azienda apre
la procedura di chiusura e mobilità per lo stabilimento di Rimini.
Anche dopo
l’acquisizione di YOGOLAT (Yomo; Pittinicchio; Merlo), che doveva
servire da volano per lo sviluppo e la diversificazione produttiva del
gruppo, le linee di prodotto dello
Yogurt e del caseario non decollano
perché non si sono fatti gli investimenti necessari e non c’è una
politica commerciale e di marketing adeguata.
Un
Piano Industriale e di riorganizzazione
presentato al coordinamento sindacale nazionale il 3 ottobre e che ha
trovato critiche ed opposizione da parte di FAI FLAI UILA perché
non garantisce lo sviluppo ed il
consolidamento del gruppo ma punta solo a razionalizzazioni
ed al consolidamento nei mercati e nei prodotti tradizionalmente
presidiati dalla Granarolo (latte fresco e Grande Distribuzione).
Il piano
di riorganizzazione presentato dall’azienda, infatti, punta a chiudere
stabilimenti come la centrale del latte di Rimini, indebolisce
produzioni come quella dello yogurt Alta Qualità di Castel San
Pietro Terme; non scommette sulla diversificazione attraverso la
produzione del caseario per il quale viceversa ha preannunciato la
possibile cessione del marchio e dello stabilimento Merlo di Alessandria
ed investimenti di pura conservazione su Pettinicchio (mozzarella).
Nell’area di Milano c’è inoltre la prospettiva di un drastico taglio
degli occupati sia per il trasferimento della Centrale Latte di Milano
sia per la ristrutturazione di Pasturago (Yomo). L’azienda poi si
appresta a cedere e terziarizzare la distribuzione e parte della
logistica (le filiali) e vorrebbe trasformare una parte dei rapporti di
lavoro del commerciale da lavoro dipendente ad agenti (merchandiser).
Una riorganizzazione improntata alla pura
logica di taglio dei costi.
Per questo
nell’incontro del 3 ottobre avevamo chiesto
un cambiamento del piano industriale ed un piano di investimenti per
garantire il consolidamento e lo sviluppo delle produzioni, dei marchi e
degli stabilimenti.
A fronte di ciò la
GRANAROLO decide unilateralmente,
con il tavolo di confronto aperto, di
avviare formalmente le procedure per la chiusura dello stabilimento di
Rimini ed i conseguenti licenziamenti dei lavoratori.
E’ un atto grave anche perché si ha la sensazione che sia più un prezzo
che Granarolo deve pagare alle banche (leggasi Banca Intesa) per
eventuali nuove scalate: dimostrare che si è come le altre
multinazionali.
Se GRANAROLO pensa di inaugurare così una
nuova stagione di “crescita per acquisizioni” e di Relazioni
Sindacali attraverso chiusure di stabilimenti e licenziamenti si deve
sapere che troverà la più netta e decisa opposizione del sindacato.
Intanto
GIOVEDI 13 ottobre,
come prima risposta, si effettueranno 4
ore di sciopero in tutto il gruppo
con un pacchetto di 8 ore indette dalle segreterie nazionali, da gestire
negli stabilimenti.
Segretario Generale FLAI-CGIL
Emilia
Romagna
Giordano
Giovannini
Bologna, 10 Ottobre 2005
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