|
FAI-CISL FLAI-CGIL UILA-UIL
Roma,
4 ottobre 2005
Alle Segreterie e alle RSU
FAI – FLAI –
UILA
Interessate al gruppo
Granarolo Yogolat
Nella
giornata di ieri si è tenuto a Roma l’incontro con la Granarolo Yogolat.
All’ordine del giorno la sottoscrizione del protocollo sulle relazioni
e la riapertura del confronto sul piano industriale.
Sul
primo punto non ci sono stati particolari problemi e di fatto sono stati
sottoscritti i documenti frutto del lavoro delle Commissioni
bilaterali, già affrontati e giudicati positivamente dal coordinamento.
La firma
del protocollo ha messo ordine al sistema delle relazioni, rivisitando
gli accordi precedenti in Granarolo e Yomo e ha dotato il Gruppo di un
nuovo modello più rispondente alle nuove dimensioni.
E’ un
passaggio politico importante, che crea le premesse per un salto di
qualità nelle relazioni, ovviamente collegato allo spirito necessario.
Diversa
è la valutazione sugli aspetti relativi al secondo punto. Le Segreterie
nazionali hanno illustrato le loro osservazioni al piano industriale e
strategico sottolineandone i punti critici e gli aspetti non condivisi
dal Coordinamento. In particolare si sono evidenziate le forti
contraddizioni fra le strategie dichiarate all’epoca dell’operazione
Yomo, in rapporto a quelle attuali ed ai risultati conseguiti.
Il
sindacato è stato un convinto sostenitore della scesa in campo di
Granarolo per il controllo della ex -Yomo, perché ciò avrebbe
consentito ad un’azienda italiana, fortemente integrata nella filiera,
di rafforzare la propria presenza e le sue potenzialità. Per una
Granarolo leader nel latte fresco, ma con qualche difficoltà sul resto,
i marchi Yomo, Pettinicchio e Merlo potevano rappresentare e
rappresentano una grande opportunità. E’ mancata però, fino ad ora, la
capacità di realizzare ciò. Lo yogurt stenta e il caseario non
decolla. Pettinicchio non ha recuperato quote significative di mercato e
le opzioni espresse su Merlo che lasciano intendere un disimpegno
della Granarolo sono preoccupanti.
E’ stata
inoltre confermata la volontà da parte della Granarolo di procedere alla
chiusura dello stabilimento di Rimini, in quanto l’assetto produttivo
non risponderebbe più alle esigenze dell’Azienda e non rientrerebbe nei
criteri di efficienza del latte fresco.
E’ stata
realizzata ed è in corso di realizzazione la nuova struttura
organizzativa sulla logistica e sul commerciale, ma le performance sono
negative ed appare riduttivo attribuirle alla crisi congiunturale che il
settore vive.
Da
quanto fin qui illustrato emerge in modo netto che Fai, Flai e Uila e il
coordinamento delle RSU Granarolo-Yogolat respingono un piano
industriale basato su scelte ispirate dalla necessità di ridurre i
costi. Il gruppo Granarolo-Yogolat deve accompagnare le
razionalizzazioni mettendo in campo opzioni in grado di sviluppare i tre
busines (latte, yogurt, caseari) con scelte non esclusivamente rivolte
alla GDO, ma anche al normal trade. Il tutto in una logica fortemente
connotata dalla filiera che può offrire un forte valore aggiunto
rappresentato dall’italianità, qualità e garanzia della materia prima
utilizzata.
La
risposta dell’Azienda alla richiesta di riformulare un piano che non
fosse basato su chiusure, cessioni o tagli occupazionali ma su scelte di
rilancio, sviluppo e consolidamento delle produzioni, non e' stata
soddisfacente. FAI, FLAI E UILA hanno così dovuto prendere atto della
impossibilità di continuare il confronto, hanno dichiarato lo stato
di agitazione nel Gruppo con blocco delle flessibilità e degli
straordinari ed un pacchetto di 8 ore di sciopero, di cui 4 dovranno
essere effettuate in tutti i siti nella giornata di giovedì 13 ottobre
p.v.
Si
raccomanda alle strutture territoriali di dare la massima informazione
svolgendo assemblee in tutti i siti del Gruppo.
FAI
CISL FLAI
CGIL UILA UIL
Sergio Retini
Stefania Crogi–Ivan Comotti Tiziana Bocchi
|