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Dichiarazione Stampa 19 Luglio 2006

Antonio Mattioli – Segretario Nazionale Flai Cgil

 

Granarolo/Parmalat

 

“Nei giorni scorsi si è tenuto l’incontro con il Gruppo Granarolo per fare il punto sul piano di riorganizzazione conseguente all’acquisizione di Yomo, condiviso con l’accordo dello scorso Febbraio.

Il 2006 rappresenta per la Granarolo l’anno della stabilizzazione, utile per porre le basi per un solido rilancio, per rendere operative le scelte strategiche (incentrate su razionalizzazione, investimenti su impianti e prodotti finalizzati ad elevare la qualità del ciclo e delle produzioni, ricerca sulle proprietà organolettiche dei prodotti).

Questo piano produrrà un saldo occupazionale negativo che, se pur supportato da adeguati ammortizzatori che impediranno uscite traumatiche dal Gruppo, deve essere considerato come il prezzo che il lavoro “paga” per permettere il rilancio del Gruppo; per questi motivi impegneremo l’intera Granarolo a rispettare gli impegni condivisi in questi mesi.

In tal senso prendiamo atto della disponibilità da parte del Gruppo ad agevolare soluzioni imprenditoriali che potranno permettere la continuità produttiva della Centrale del Latte di Rimini; su questo versante è previsto un incontro decisivo del tavolo istituzionale  il prossimo 25 Luglio.

Sul fronte Parmalat prosegue la gestione del piano industriale non senza tensioni in alcuni siti, a partire da Taranto (circa 40 dipendenti) per il quale si stanno ricercando soluzioni esterne al Gruppo per evitarne la chiusura, mentre sul versante della Emmegi di Termini Imerese (80 dipendenti fissi) si attende la manifestazione d’interesse vincolante che potrebbe rappresentare non solo il preludio alla cessione ma anche un’opportunità per garantirne la continuità produttiva ed occupazionale.

Per il resto del gruppo prosegue la riorganizzazione accompagnata dal piano investimenti.

In Parmalat è necessario superare la fase dell’emergenza e riporre al centro dell’attenzione la qualificazione professionale ed il valore della risorsa lavoro non solo come elemento determinante per superare la crisi, ma come obiettivo condiviso per garantirne il rilancio.

Oggi si è tenuto il primo incontro del CAE (Comitato aziendale europeo) dopo la chiusura del concordato e l’avvio del piano di sviluppo.

Per noi ha rappresentato una scadenza importante per valutare la tenuta del Gruppo a livello internazionale e per verificare gli effetti della riorganizzazione; la conferma di Portogallo, Spagna, Romania e Russia nel perimetro Europeo di Parmalat e gli investimenti che si produrranno su questo versante è il primo segno tangibile dell’uscita dalla fase dell’emergenza.

Anche sul piano delle relazioni abbiamo convenuto un incontro internazionale di tutti i siti produttivi, le rappresentanze sindacali, le rappresentanze imprenditoriali da tenersi nel 2007 per valutare lo stato di avanzamento del piano industriale dell’intero Gruppo e per consolidare la fase di rilancio.

In questo paese abbiamo due risorse, importanti, determinanti nello scenario dell’agroalimentare italiano, come Parmalat e Granarolo che dovranno essere messe nelle condizioni di competere con concorrenti come Nestlè e Lactalis, che stanno determinando condizioni di monopolio a livello Europeo ed internazionale; questo potrà e dovrà realizzarsi attraverso la valorizzazione del lavoro e della qualità/salubrità delle produzioni.”

 

 

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