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Flai Fai
Uila Nazionali
1 Giugno 2005
Presidio Nazionale con 8 ore di
sciopero dei lavoratori del settore zucchero nei luoghi di lavoro, nelle
Piazze, nelle sedi Istituzionali, tra la gente
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Per richiamare l’attenzione di tutto
il Paese verso i gravi problemi del settore
-
Per modificare la Proposta Europea
sulla nuova OCM che altrimenti comporterà un drastico
ridimensionamento produttivo con la perdita del posto di lavoro per
migliaia di lavoratori nel settore agricolo e nel settore industriale
La riforma dell’OCM zucchero
comporterà nei paesi comunitari:
-
Il calo delle quote sussidiate del 17%,
che passeranno quindi da 17,4 a 14,6 milioni di tonnellate con una
diminuzione produttiva per l’Europa di 2,8 milioni di tonnellate,
- Una
riduzione del sostegno diretto al reddito per gli agricoltori italiani
che ammonterà nel 2005/2006 a meno 39 milioni di Euro,
- L’aumento
annuo delle importazioni all’interno della comunità, che passeranno da
1,8 a 2,4 milioni di tonnellate, in Italia già oggi incidono per 800.000
tonnellate,
- L’insostenibilità
e quindi l’abbandono della produzione da parte di “alcune”regioni
produttrici comunitarie, tra cui l’Italia,
- La
chiusura di oltre il 30% degli stabilimenti Europei, senza considerare
le conseguenze dell’aumento delle importazioni,
Un progetto di riforma che spinge
chiaramente per lo spostamento delle produzioni bieticole verso i paesi
europei attualmente più competitivi tagliando fuori tutti gli altri.
Un disegno che relegherebbe il nostro
paesi a semplice nazione consumatrice estromettendoci dal mercato
produttivo.
Da tempo, di fronte ad un simile pericolo,
le organizzazioni sindacali chiedono a gran voce un fronte comune
compatto al quale prendano parte tutti i soggetti della filiera; per
portare avanti obiettivi comuni che possano incidere e modificare le
decisioni comunitarie.
Decisioni che, se fossero applicate
comporterebbero per il nostro paese una gravissima crisi occupazionale,
mettendo in discussione la sopravvivenza di una intera filiera
produttiva che, compreso l’indotto, dà lavoro a 77.000 persone.
Di fronte a quanto prospettato
dalla riforma, Fai, Flai e Uila hanno più volte richiesto:
- Un
riequilibrio, che sia caratterizzato da una maggiore equità, delle quote
produttive assegnate ai vari paesi europei e il mantenimento di un
rapporto equilibrato tra importazioni e consumi nazionali;
- L’introduzione
di contingenti di importazione per i PMA ed i Balcani, tematica
importantissima per l’Italia vista la sua collocazione geografica;
-
La
compensazione ai territori più svantaggiati;
-
Il
mantenimento della presenza del settore e degli aiuti nazionali per il
Sud;
-
Il
mantenimento del sistema delle quote e la titolarità delle stesse agli
stati membri, vietando all’interno di questo la trasferibilità tra stati
membri;
-
Il
mantenimento degli aiuti comunitari accoppiati;
-
La
creazione di un fondo europeo per la ristrutturazione da utilizzare per
la formazione, la riconversione ed il sostegno al reddito dei
lavoratori;
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La
titolarità della gestione delle risorse agli stati membri;
- L’elaborazione e
l’incremento, tramite apposite politiche legislative ed economiche di
diversificazioni produttive da affiancare alla tradizionale produzione
saccarifera;
-
La
riconversione degli impianti saccariferi destinati a chiusura per la
produzione di alcool da trazione con origine agricola.
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