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    Flai Fai Uila Nazionali

 

COMUNICATO STAMPA

 8 ore di sciopero nazionale nel settore saccarifero

 

Per modificare la proposta europea per la riforma della normativa zucchero  (OCM  zucchero) che comporterà nei Paesi comunitari ed in particolare per l’Italia una forte diminuzione della produzione nazionale, un drastico calo del sostegno diretto al reddito per gli agricoltori ed un forte aumento delle importazioni  le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil hanno proclamato otto ore di sciopero nazionale del settore per la giornata del 1 giugno 2005.

 

Giunti ormai a poche settimane dalla presentazione del nuovo testo giuridico da parte del Commissario Europeo all’Agricoltura, il Governo italiano non ha ancora espresso una posizione chiara e definitiva sul settore bieticolo nazionale.

 

Da mesi tutti i soggetti interessati alla filiera invocano, senza successo, un piano di settore nazionale.  I ritardi accumulati rischiano di farci arrivare fuori tempo massimo ed allora sarà troppo tardi per modificare  una proposta di riforma fortemente ispirata da francesi a tedeschi.

 

I segnali che giungono dall’Europa stanno diventando drammatici per la bieticoltura italiana. Si parla di una riduzione dei prezzi del 39% da effettuarsi in un biennio. Il prezzo d’intervento dello zucchero passerebbe così dai 655 Euro/ton attuali  a 505  Euro/ton  nel 2006/07 e a 385,5 Euro/ton a partire dal 2007/08 ed il prezzo minimo delle barbabietole  scenderebbe a 32,86 euro/ton nel 2006/07 ed a 25,05 Euro/t  nella campagna 2007/08 (- 42,6% rispetto prezzi attuali).

 

Con queste condizioni l’Italia scomparirebbe completamente dal settore diventando un mercato di consumo.  Il nostro Paese non può permettersi un colpo di tale portata. Le ragioni e le condizioni per mantenere la filiera ci sono tutte e va salvaguardata la possibilità di coltivare la barbabietola da zucchero al Sud, al Centro ed al Nord.

 

Soltanto un piano di settore nazionale ed una forte presa di posizione del Governo italiano possono scongiurare l’estinzione del comparto attraverso un progetto di prospettiva che realizzi la rimodernizzazione degli stabilimenti, investimenti per aumentare la qualità della materia prima e le alternative produttive possibili, difendendo attivamente il settore ed i 77mila lavoratori coinvolti.

 

 

Roma 30 maggio 2005

 

            FAI-CISL                   FLAI-CGIL                    UILA-UIL

             S. Retini                  G. Battistelli                 T. Bocchi

 

 

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