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FLAI - CGIL EMILIA ROMAGNA
Dichiarazione di Giordano Giovannini
Segretario Flai Cgil Emilia Romagna alla Presentazione del Rapporto
sull’andamento dell’Agro-alimentare E/R
“ La Innovazione e
Riconversione del bieticolo-saccarifero
un esempio di ritardi e
resistenze”
Oggi, in occasione della Presentazione del
Rapporto 2005 sul sistema Agro-Alimentare dell’Emilia Romagna ed alla
presenza dell’Assessore Rabboni e del Ministro De Castro si è
tenuta una Tavola Rotonda sul tema della “RIORGANIZZAZIONE e COMPETITIVITA’
DELLE FILIERE AGROALIMENTARI”.
Al Tavolo Giordano Giovannini, Segretario
Regionale FLAI-CGIL ha espresso la necessità di una forte discontinuità nei
comportamenti e nelle politiche di Filiera: “Il problema è che mentre tutti
a parole evocano più Innovazione e più Integrazione per rispondere ai nuovi
fattori di competitività, ognuno continua a stare chiuso nella propria
nicchia guardando quelli a monte ed a valle della propria collocazione nella
filiera non come possibili alleati e partners. Così facendo non si fa
sistema, così non si può promuovere il made-stile Italy, così non si
difendono neppure le nostre produzioni d’eccellenza e tanto meno si
raggiungono nuovi mercati e nuovi potenziali consumatori: i 500 milioni di
“nuovi ricchi” della CINA, INDIA, RUSSIA, ecc…o i consumatori di nuovi
prodotti a forte contenuto salutistico e di servizi.
“Con questo approccio poi non si vincono di
certo neppure le scommesse sia della crescita dell’export (ferma al 14%) che
della domanda interna aggredita da nuovi concorrenti, non perché fanno
prezzi più bassi ma perché hanno più innovazione di prodotto, una migliore
logistica/confezionamento ed una entratura/accordi con tutte le maggiori
catene distributive internazionali”.
“Se poi guardiamo, ha proseguito Giovannini, a
come ci si approccia a un tema come la Riorganizzazione delle Filiere, il
caso del Bieticolo-Saccarifero fa scuola in negativo: siamo arrivati alla
riforma OCM zucchero senza una strategia ed un comparto più arretrato di
altri paesi come Francia e Germania. Ciò ha comportato un taglio di oltre il
50% con ben 13 stabilimenti industriali su 19 che dovranno abbandonare la
produzione di zucchero ed essere riconvertiti; ma i piani fino ad ora
presentati dai 4 Gruppi Nazionali sono incompleti e/o vaghi e soprattutto ve
ne sono alcuni che non valorizzano la filiera (uso materia prima non
agricola e non nazionale ma importata), non prevedono la compartecipazione
del mondo agricolo alla gestione della Produzione/Distribuzione delle
AGROENERGIE e quindi non si garantisce l’occupazione. Se così fosse noi non
daremo parere positivo ai progetti di riconversione e chiederemo di non dare
risorse pubbliche che viceversa vanno finalizzate a progetti concreti e
duraturi nel Tempo”.
“Nel giudicare positivamente le ultime
iniziative intraprese dalla Regione Emilia Romagna – costituzione del Tavolo
Agroalimentare, interventi sulle crisi dell’Avicolo, dell’Ortofrutta, del
Bieticolo-Saccarifero – chiediamo alla Giunta ed al Consiglio di indirizzare
le risorse a partire da quelle previste dal futuro Piano Regionale di
Sviluppo Rurale verso la qualificazione e stabilizzazione del lavoro e per
l’adozione in tutte le filiere del marchio di qualità sociale
in modo da sconfiggere fenomeni di destrutturazione che stanno causando
illegalità, sommerso, evasione ed elusione fiscale e contributiva”.
Bologna, 29 Maggio 2006
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