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COMUNICATO STAMPA

 

Il 19 Settembre al Tavolo Bieticolo Saccarifero presso il MIPAF

il sindacato chiederà verifiche e rispetto degli impegni

 

L’Assemblea aperta sul saccarifero, organizzata lo scorso 11 settembre da FAI-FLAI-UILA regionali ha raggiunto l’obiettivo sindacale di far emergere le difficoltà, le resistenze e le diffidenze che ancora esistono sui progetti di riconversione per gli stabilimenti saccariferi dismessi e le necessarie azioni per accelerare i processi di cambiamento per consolidare la filiera bieticolo saccarifera post riforma e rilanciare la filiera agroenergetica. 

 

Abbiamo avuto la conferma che il Ministero dell’Agricoltura ha accreditato in via amministrativa i progetti di riconversione a Bruxelles e così facendo ha di fatto tolto la contestualità fra riconoscimento delle risorse alle Imprese Industriali  e la concreta realizzazione delle riconversioni produttive, unico strumento per realizzare uno dei requisiti della UE, la presenza di un Piano Sociale, e per onorare l’impegno assunto dal Governo nella L. 81 di garantire l’occupazione.

Ciò rende ancor più grave ed incerta la situazione della nostra regione dove vi sono ben 6 siti produttivi con le relative sedi amministrative da riconvertire.

 

Anche in vista della convocazione del Tavolo Bieticolo Saccarifero il 19 settembre prossimo presso il MIPAF,  FAI-FLAI-UILA dell’Emilia Romagna riconfermano l’obiettivo già sancito dell’accordo di febbraio tendente a salvaguardare i livelli occupazionali su tutta la filiera anche nel caso in cui alcuni progetti di riconversione non si concretizzeranno; l’accordo infatti prevede che vadano ricercate soluzioni alternative col medesimo riscontro occupazionale vincolando a questo sia i finanziamenti destinati all’Industria, sia quelli destinati agli agricoltori. Da parte sindacale saranno messe in atto tutte le azioni necessarie per accelerare tutte le verifiche e far decollare tutti i progetti di riconversione e perché vi sia la piena applicazione del protocollo di cui il Governo è garante.

 

E’ indubbio che il Governo e le Istituzioni locali, in particolare la Regione dell’Emilia Romagna, a fronte dei sei zuccherifici chiusi, devono sostenere con risorse economiche,  in parte ottenute dall’Unione Europea OCM zucchero, ed in parte con risorse pubbliche nazionali e regionali, piani poliennali di sviluppo di produzioni agricole no-food finalizzate a contribuire alla riconversione industriale degli stabilimenti e a sostenere un piano energetico nazionale con la costituzione di una filiera agroenergetica e con l’attivazione di accordi di conferimento fra agricoltori e imprese industriali fino alla compartecipazione delle imprese agricole alla gestione ed agli utili di vendita della produzione di energia.

 

Al Governo chiediamo inoltre di rispettare gli impegni iscritti nella Legge 81 e di prevedere nella finanziaria del 2007 la proroga della CIGS in deroga per tutti i lavoratori della filiera bieticolo-saccarifera che non rientrano nella normativa della Legge 223.

 

Non ultimo, chiediamo alle Società saccarifere di far funzionare a pieno regime gli impianti saccariferi rimasti in attività, raggiungendo e mantenendo l’obiettivo del 50% di produzione di zucchero affidato dall’OCM all’Italia.

 

 

                                                                                                

 

Bologna, 15 Settembre 2006

 

 

  

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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