|
FLAI-CGIL Nazionale
Si è svolta
questa mattina a Roma l’annunciata manifestazione nazionale dei
lavoratori del bieticolo-saccarifero indetta da Flai Cgil, Fai Cisl e
Uila Uil mentre lo sciopero di otto ore ha bloccato tutti i siti
produttivi.
Due folti presidi di lavoratori provenienti da tutte le
realtà italiane del settore hanno stazionato davanti a Palazzo Chigi e
a Montecitorio scandendo slogan e dando vita ad una pacifica ed
appassionata azione di protesta e controinformazione.
Una delegazione è stata ricevuta nella tarda mattinata –
mentre era in corso il Consiglio dei Ministri – dai Ministri Alemanno e
Scaiola.
Franco
Chiriaco,
Segretario generale della Flai Cgil uscendo dall’incontro ha detto: “ E’
certamente un risultato della grande mobilitazione del sindacato e dei
lavoratori aver ottenuto un impegno del Governo – rappresentato dal
Ministro dell’Agricoltura e da quello delle Attività Produttive – a
superare i ritardi ed elaborare un Piano nazionale di settore condiviso
prima che sia approvata in febbraio la riforma dell’Ocm zucchero.
Un’assicurazione e un cambiamento di atteggiamento che registriamo
positivamente ma che impegna il sindacato e i lavoratori in un iter di
verifica stringente nel merito e nel metodo con cui verranno
individuate le soluzioni possibili. Ciò a partire dalla riunione di fine
ottobre dei capi di Governo Ue dove ci aspettiamo una presa di posizione
coerente ed esplicita del Presidente Berlusconi.”
Come è noto la decisione dello sciopero e della
manifestazione era stata determinata –oltre che dall’inerzia del Governo
nel contrastare gli aspetti economicamente e socialmente devastanti
dell’Ocm zucchero elaborata da Bruxelles – dalla mancata individuazione
di credibili alternative produttive alla prospettiva di chiusura di ben
nove stabilimenti e dall’assenza di risorse e volontà per definire gli
strumenti di intervento sociale necessari.
“Abbiamo la
consapevolezza – avevano affermato le
Segreterie nazionali di Flai, Fai e Uila nell’indire lo sciopero
odierno - che la riforma Ocm rappresenterà una drastica riduzione del
settore;ma prima di definire il numero degli zuccherifici chiusi, vanno
definiti i bacini bieticoli, con garanzia per il futuro della
bieticoltura su tutto il territorio nazionale ed ottenuta, dalla
Comunità Europea, la possibilità di concedere aiuti accoppiati e
nazionali. Una volta definiti i bacini andranno individuati gli
stabilimenti che, per loro collocazione, rimarranno in attività e le
alternative produttive possibili per quelli chiusi.
Il tutto
governato da un piano di settore che assegni ad un soggetto
istituzionale, di garanzia, la ripartizione delle risorse economiche
messe in campo dalla Comunità e dal Governo nazionale, finalizzate alla
salvaguardia del settore, alla realizzazione delle alternative
produttive e all'impatto sociale.“
|