SINTESI PROPOSTA RIFORMA OCM
IP/05/776
Bruxelles, 22 giugno 2005
La riforma dello zucchero offrirà ai
produttori europei prospettive di competitività a lungo termine
Oggi la Commissione europea ha proposto
una profonda riforma dell’organizzazione comune dei mercati nel settore
dello zucchero. Si tratta di cambiamenti destinati ad aumentare la
competitività e l’orientamento al mercato del settore dello zucchero
dell’Unione europea, a garantire al settore un futuro sostenibile a
lungo termine e a rafforzare la posizione negoziale dell’UE nell’ambito
dell’attuale ciclo di negoziati sul commercio mondiale. In altre parole,
viene ammodernato un regime rimasto pressoché inalterato per quasi
quarant’anni. Il nuovo regime continuerà a garantire ai paesi in via di
sviluppo un accesso preferenziale al mercato europeo dello zucchero a
prezzi attrattivi, ben al di sopra dei prezzi del mercato mondiale. I
paesi dell’Africa, dei Caraibi del Pacifico che esportano
tradizionalmente zucchero nell’Unione europea beneficeranno di un
programma di aiuti, anch’esso adottato oggi dalla Commissione. Le
proposte di riforma della Commissione comprendono una riduzione del
prezzo dello zucchero bianco del 39% in totale, da effettuarsi in due
tappe; la concessione di una compensazione agli agricoltori sul 60%
della riduzione del prezzo, sotto forma di un pagamento disaccoppiato,
subordinato al rispetto di norme di gestione ambientale e del
territorio, che si aggiunge al pagamento unico per azienda; un regime
quadriennale di ristrutturazione volontario, volto a incoraggiare i
produttori meno competitivi a cessare l’attività e infine la
soppressione dell’intervento. Il programma di aiuti a favore degli ACP
beneficerà di una dotazione di 40 milioni di euro per il 2006 e getta le
basi per ulteriori aiuti futuri. La Commissione confida in un accordo
politico sulle odierne proposte di riforma da parte del Consiglio
agricoltura che si terrà in novembre.
“Non ci sono alternative ad una profonda
riforma del settore”, ha affermato Mariann Fischer Boel, Commissaria
all’agricoltura e allo sviluppo rurale. “La soluzione di comodo sarebbe
quella di incrociare le braccia, il che significherebbe però assistere
ad una lenta e dolorosa agonia del settore europeo dello zucchero. Sono
convinta invece che i produttori di zucchero dell’Unione europea abbiano
di fronte a sé buone prospettive di competitività, ma solo se ci
attiviamo fin da oggi con determinazione per prepararli alle sfide che
li aspettano. Stiamo offrendo loro una piattaforma di programmazione
stabile a lungo termine, che poggia su un cospicuo fondo di
ristrutturazione, destinato ad incoraggiare i produttori meno
competitivi ad abbandonare l’attività nel settore e a far fronte alle
ripercussioni sociali ed ambientali del processo di ristrutturazione.
Manterremo inoltre le preferenze a favore dei nostri fornitori
tradizionali dei paesi in via di sviluppo e il mercato europeo
continuerà a rappresentare uno sbocco attraente per lo zucchero prodotto
da alcuni di loro.”
Il Commissario allo sviluppo e all’aiuto
umanitario, Luis Michel, ha sottolineato dal canto suo che:
“Comprendiamo perfettamente che la riforma del settore europeo dello
zucchero possa costituire una seria sfida per molti dei nostri partner
dei paesi ACP, ma siamo convinti che il programma di aiuti proposto
consentirà loro una transizione armoniosa accompagnata da una strategia
locale di sviluppo sostenibile.”
Le ragioni della riforma
Dopo le riforme della PAC del 2003 e del
2004 è tempo ormai di estendere al regime dello zucchero il tipo di
approccio già adottato in altri settori. La riforma del settore dello
zucchero deve tenere adeguatamente conto dei redditi degli agricoltori,
degli interessi dei consumatori e della situazione dell’industria di
trasformazione; deve inoltre rafforzare la competitività del settore
europeo dello zucchero, migliorarne l’orientamento al mercato e
contribuire ad un equilibrio di mercato sostenibile, in linea con gli
impegni internazionali assunti dall’UE. La Commissione ha compiuto
un’analisi in profondità del mercato dello zucchero e ha consultato il
maggior numero possibile di interessati. Le sue valutazioni di impatto
hanno chiaramente dimostrato che il mantenimento delle status quo è
improponibile. Senza riforme occorrerebbe ridurre drasticamente tutte le
quote, il che colpirebbe più duramente i produttori più competitivi e
comporterebbe uno scenario di erosione.
I produttori europei devono avere la
certezza a lungo termine quanto alle regole che dovranno rispettare. La
proposta di riforma delinea pertanto un quadro economico e giuridico del
settore europeo dello zucchero fino al 2014/2015, senza clausola di
revisione intermedia. La Commissione propone un’ingente riduzione dei
prezzi in due tappe, abbinata alla creazione di un cospicuo fondo di
ristrutturazione della durata di quattro anni. Il fondo di
ristrutturazione persegue tre obiettivi principali: innanzitutto offre
incentivi per incoraggiare i produttori meno competitivi a cessare
l’attività nel settore; in secondo luogo, stanzia risorse per sostenere
l’impatto socio-ambientale della chiusura degli stabilimenti
(finanziando piani sociali o programmi di riconversione e misure per il
ripristino ambientale dei siti industriali); in terzo luogo, nelle
regioni più colpite dalla riforma finanzia lo sviluppo di nuove attività
coerentemente con i Fondi strutturali e dello sviluppo rurale.
Un programma di aiuti per i paesi ACP
L’Europa non deve trascurare i bisogni dei
paesi in via di sviluppo dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico per i
quali costituisce tradizionalmente un mercato di grande importanza. Dopo
la riforma l’Europa rimarrà un mercato attrattivo per alcuni dei paesi
che hanno un accesso garantito al mercato dell’UE in forza del
Protocollo sullo zucchero.
La Commissione propone tuttavia un regime
di aiuti a favore dei paesi ACP tradizionalmente esportatori di zucchero
nell’UE e riconosce che la riforma rappresenta una grossa sfida non solo
per i produttori di barbabietole e di zucchero dell’Unione, ma anche per
molti paesi ACP fornitori. Per poter far fronte alle diverse situazioni
nei vari paesi, il programma di assistenza della Comunità contempla
un’ampia gamma di azioni di tipo sociale, economico e ambientale.
In virtù del Protocollo sullo zucchero
esportano zucchero nell’Unione europea 18 stati ACP che possono in
qualche modo risentire dei tagli di prezzo sul mercato dell’UE.
L’impegno ad aiutarli nel processo di adattamento figurava già nella
comunicazione della Commissione del luglio 2004 ed è stato sviluppato in
un piano d’azione elaborato in gennaio come base di dialogo con gli ACP.
La Commissione propone di dare inizio al
programma di assistenza già dal 2006 perché quanto prima saranno
realizzati gli investimenti, tanto maggiori saranno le possibilità di
successo dell’adeguamento di tali paesi. Data la sua complessità, il
processo di ristrutturazione e di diversificazione richiede uno sforzo
duraturo, per cui l’aiuto del 2006 sarà parte integrante di un piano
della durata di otto anni. Per il 2006 è stato stanziato un bilancio
iniziale di 40 milioni di euro e per il periodo 2007-2013 sarà garantita
un’ulteriore assistenza a lungo termine.
Date le differenze tra i vari paesi ACP, è
stata prevista un’ampia gamma di opzioni di sostegno che ogni Stato
adatterà a seconda del fabbisogno evidenziato dagli interessati e
integrerà in una strategia sostenibile, globale e di lungo respiro. I
tipi di aiuti sono stati concepiti concentrandosi in particolare
sull’efficacia dell’attuazione.
Elementi delle proposte di riforma del
settore dello zucchero dell’UE
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Taglio dei prezzi del 39% in
due anni, a partire dal 2006/07, per garantire un equilibrio sostenibile
del mercato.
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Concessione agli agricoltori
di una compensazione sul 60% della riduzione dei prezzi; inserimento
dell’aiuto nel regime di pagamento unico per azienda, subordinandolo al
rispetto di norme di gestione ambientale e territoriale.
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Validità del nuovo regime,
compresa la proroga del regime delle quote zucchero, fino al 2014/15,
senza clausola di revisione intermedia.
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Fusione delle quote A e B in
una quota di produzione unica.
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Soppressione del regime
d’intervento: il prezzo d’intervento è sostituito da un prezzo di
riferimento.
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Ricorso al regime di ammasso
privato come rete di sicurezza qualora prezzo di mercato scenda al di
sotto del prezzo di riferimento.
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Regime di ristrutturazione
quadriennale volontario per gli stabilimenti che producono zucchero,
isoglucosio e sciroppo di inulina, sotto forma di un congruo pagamento
decrescente destinato a incoraggiare la chiusura degli stabilimenti e la
rinuncia alla quota, nonché a sostenere l’impatto sociale ed ambientale
del processo di ristrutturazione.
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Tale pagamento ammonta a 730
euro per tonnellata nel primo anno e scende a 625 nel secondo anno, a
520 nel terzo anno e a 420 nel quarto anno.
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Un pagamento complementare
per i produttori di barbabietole colpiti dalla chiusura degli
stabilimenti nel primo anno per il quale detengono diritti di fornitura.
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Entrambi i pagamenti saranno
finanziati attraverso il gettito di un prelievo decrescente a carico dei
detentori di quota, nell’arco di tre anni.
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La barbabietola coltivata
per fini non alimentari è ammissibile ai pagamenti previsti per il
ritiro dalla produzione e può beneficiare anche all’aiuto per le colture
energetiche di 45 EUR/ha.
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Per mantenere un determinato
livello di produzione nei paesi che producono attualmente zucchero C è
prevista una quota supplementare di 1 milione di tonnellate a fronte di
un pagamento unico corrispondente all’importo dell’aiuto di
ristrutturazione per tonnellata nel primo anno.
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Sarà escluso dalle quote di
produzione lo zucchero destinato alle industrie chimiche e farmaceutiche
e quello destinato alla produzione di bioetanolo.
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Aumento della quota di
isoglucosio di 300 000 tonnellate per le attuali imprese produttrici:
l’aumento avrà luogo progressivamente in tre anni al ritmo di 100 000
tonnellate all’anno.
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