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Dichiarazione Stampa 28 Marzo 2006.

Parmalat

“Nell’incontro che si è tenuto ieri tra l’Amministratore Delegato di Parmalat, Enrico Bondi e gli analisti, sono stati comunicati i dati inerenti all’attuale situazione di Parmalat.

Senza dubbio il 2006 deve essere considerato l’anno del consolidamento, l’anno in cui tutti gli accordi raggiunti dovranno essere concretizzati e gestiti in modo condiviso.

E’ un piano complesso quello scaturito da mesi e mesi di confronto, accompagnato dalla continuità produttiva ed occupazionale che ne ha permesso il rilancio.

E’ un piano che interviene sugli assetti societari, sulla struttura organizzativa e produttiva, sulla rete vendita e distributiva, utilizzando risorse come quelle della qualità dei prodotti, dell’innovazione tecnologica e della professionalità proprie del sistema Parmalat; valori aggiunti che hanno contribuito a superare le tensioni ed i possibili effetti disastrosi del crack.

Non è un piano indolore; dal sistema produttivo Parmalat usciranno alla fine nell’intero gruppo circa 300 dipendenti che saranno accompagnati al pensionamento.

Uscire da un crack, che non può essere imputato al lavoro dipendente, con un piano di consolidamento e sviluppo, con strumenti e tutele che hanno impedito ed impediranno uscite traumatiche dal lavoro e che riconsegna al paese un risorsa fondamentale dell’agroalimentare, poteva apparire una “missione impossibile” alla quale però abbiamo creduto sin dall’inizio e sostenuta con tutte le nostre forze.

Oggi stiamo parlando di una Parmalat che non fa notizia dal punto di vista industriale, ma che si pone l’obiettivo di crescere in Italia e nel mondo e che si misura attraverso scelte sostenibili finanziariamente e industrialmente.

Con questa Parmalat gestiremo quanto convenuto, ponendoci l’obiettivo di valorizzare sempre di più il lavoro e la risorsa umana, senza perdere di vista le condizioni di lavoro e le criticità.”

 

Antonio Mattioli – Coordinatore Nazionale Flai Cgil

 

 

 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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