FLAI Nazionale
Roma, 12
settembre 2005
Alle Segreterie
delle FLAI
Regionali e
Territoriali
Interessate
PARMALAT
Alle RSU FLAI del
Gruppo PARMALAT
Prot.: 216/SC/AM
Oggetto:
Comunicazioni Parmalat
Care/i compagne/i,
Il futuro della
Parmalat, delineato nel piano industriale approvato nel Luglio 2004,
parte integrante della relazione che ha accompagnato la disanima per
rientro in borsa del Gruppo, articolato nella proposta di concordato
(per il quale a giorni si attende il responso del tribunale), si sta
ormai concretizzando.
Il prossimo 16
Settembre si terrà l’incontro in sede sindacale per definire l’accordo
di passaggio di tutte le società in Assuntore (nuova Parmalat), comprese
le attività no-core.
In quella sede si
inizierà il confronto sul piano industriale, comprensivo degli
investimenti che accompagneranno il consolidamento di Parmalat.
In questo contesto
le vicende dell’area forno (4 stabilimenti per 400 dipendenti) e dell’Emmegi
di Termini Imerese (150 dipendenti tra fissi e stagionali) dovranno
trovare soluzioni condivise in sede sindacale, così come previsto dal
protocollo del Novembre 2004.
Per quanto
riguarda il forno sono stati presentati i piani vincolanti da parte dei
tre soggetti industriali ammessi alla “fase finale” della procedura
prevista dal comitato di sorveglianza; tutte le proposte riguardano
l’intero assetto del forno ed evitano spezzatini.
Secondo le
indiscrezioni di ieri la Matilde Vicenzi dovrebbe essere la società che
acquisirebbe il forno; deve essere assolutamente chiaro che l’operazione
dovrà seguire tutte le tappe previste da quanto convenuto ed in
particolare la valutazione in sede sindacale, l’eventuale approvazione
del progetto industriale ed il conseguente accordo di cessione che dovrà
garantire continuità produttiva e livelli occupazionali.
Per la Emmegi,
dove i lavoratori sono in Cassa Integrazione Speciale, a fronte della
richiesta che Bondi ha presentato al Ministero di poter aprire le
procedure di cessione, ribadiamo la necessità di definire un piano
industriale che garantisca la continuità dell’attività agroalimentare
con l’impegno di Parmalat in un territorio come quello di Termini
Imerese e la Sicilia a vocazione agroindustriale; per questo motivo
abbiamo avviato la richiesta d’incontro urgente al Ministero delle
Attività produttive, alle istituzioni locali ed a Bondi (che sono i
soggetti che con noi avevano assunto l’impegno per individuare le
soluzioni di continuità per Emmegi), per riprendere un confronto
finalizzato a risolvere positivamente la situazione di questa realtà
produttiva.
Siamo convinti che
nessun soggetto, anche istituzionale, disattenderà gli impegni assunti
in questi due anni, anche perché ogni tassello è determinante per il
mosaico finale.
Non ci potranno
essere “scorciatoie” nelle procedure, gli appuntamenti e le scelte
dovranno essere condivise ai vari livelli, gli impegni rispettati e
solo in questo modo si potrà garantire un futuro condiviso per Parmalat.
p. la
Segreteria il Coordinatore Nazionale FLAI
S. Crogi
A. Mattioli
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