|
Comunicato su PARMALAT
“L’assalto di
Granarolo e Lactalis con il conseguente indebolimento della filiera
agroalimentare in Italia”
Il tentativo di
destrutturare, indebolire ed esporre finanziariamente la filiera
agroalimentare è sistematico ed in queste settimane si stanno
concentrando le azioni sulla filiera produttiva della nuova Parmalat.
Parmalat sta uscendo
dal tunnel del crack con il sistema produttivo e tecnologico integro,
trascinando con se non solo il lavoro dipendente, ma anche l’indotto, i
fornitori, i creditori (obbligazionisti), i distributori, rappresentando
per l’intero paese un’opportunità di rilancio.
Tutto ciò sta
accadendo in un contesto dove il sistema bancario sta raggiungendo
concentrazioni e sofferenze inedite, dove le “piattaforme”
finanziarie condizionano le economie di interi paesi, dove gli
interessi privati (lobby) hanno soggiogato le pubbliche virtù, dove
il lavoro ed il prodotto sono in secondo piano e comunque marginali
rispetto ad altri interessi.
Dopo le “turbolenze”
di alcune associazioni di consumatori
(non si comprende come mai sostengano il no al concordato sapendo che,
nel caso venisse bocciato, si attiverebbe la messa in liquidazione della
società e l’eventuale fallimento, lasciando sul lastrico i propri
rappresentati), arrivano le “sirene” di possibili acquirenti
imprenditoriali (Granarolo: ha un valore pari ad un quinto di
Parmalat, deve ancora perfezionare l’acquisizione Yomo, si esporrebbe in
maniera esponenziale finanziariamente, sarebbe costretta a tagliare
produzioni ed occupazione non per responsabilità dell’Antitrust ma per i
“doppioni” che si determinerebbero e per produzioni e marchi che
verrebbero messi sul mercato per un necessario ritorno finanziario.
Lactalis: poco presente in Italia, anche in questo caso dovrebbe
optare per una esposizione finanziaria che produrrebbe alta criticità,
dovrebbe sezionare la filiera produttiva con effetti traumatici dal
punto di vista occupazionale ed industriale).
Per garantire il
futuro di Parmalat/Assuntore opereremo su diversi fronti:
-
sostegno al concordato e conseguente avvio di Assuntore e quotazione in
Borsa
-
applicazione e gestione del piano industriale e di investimenti
-
attivazione di confronti con tutti i livelli istituzionali, coinvolgendo
anche i gruppi parlamentari di opposizione e maggioranza, le regioni ed
i ministeri interessati
-
richiesta di un intervento legislativo di supporto (non presente nel
nostro paese) che garantisca una struttura societaria composta da
azionariato diffuso
-
richiesta a tutti i soggetti coinvolti di assumersi le necessarie
responsabilità utili ad evitare che, con l’obiettivo di “aggredire”
Parmalat, si espongano ad alte criticità intere filiere produttive.
Dimostreremo che
abbiamo lavorato in questi due anni con la consapevolezza che stavamo
restituendo al sistema produttivo italiano una risorsa e non un piatto
con cui banchettare e dove il sistema bancario potrebbe contribuire a
rilanciare il volano di crescita e non cannibalizzare il valore del
lavoro e del prodotto
Antonio Mattioli Coordinatore Nazionale Flai Cgil
Parmalat
|