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Comunicato Stampa 2 Luglio 2005.

Antonio Mattioli Coordinatore Nazionale Flai Cgil

 

PARMALAT

 

“Si stanno stringendo i tempi del concordato (le votazioni si concluderanno il 28 Agosto)  e dell’avvio di Assuntore previsto per il prossimo 1° Ottobre.

Con il gruppo avremo un incontro nazionale nel mese di Luglio per fare il punto sul piano industriale e sul piano investimenti che, a seguito del concordato, dovrà accompagnare il rilancio di Parmalat.

In questo periodo assistiamo a dichiarazioni, di una parte del mondo del credito, di alcune associazioni di consumatori, finalizzate ad utilizzare il concordato come grimaldello per far “saltare” la nuova Parmalat; se non passa il concordato a chi gioverebbe il fallimento del più grande gruppo industriale dell’agroalimentare italiano?

I conflitti d’interessi degli istituti di credito ammessi al concordato, gia oggetto di nostre considerazioni e della relazione presentata alla Consob da parte dell’Amministrazione Straordinaria, la sentenza di Milano, che ha provocato una reazione degli obbligazionisti giustificata e delle associazione dei consumatori, ma che dovrebbe essere della stessa portata anche nei confronti dell’immobilismo del governo che non ha prodotto una legge a tutela del risparmio ed ha prodotto norme che depenalizzano i reati fiscali e finanziari, rappresentano alcune delle sofferenze che si “scaricano” sul concordato Parmalat.

Alla stessa stregua vanno considerati i continui tentativi di “spezzettare” il Gruppo da parte della concorrenza per finalità che nulla hanno a che fare con la sostenibilità produttiva ed occupazionale; su Parmalat tentano di giocare partite che riguardano l’Antitrust, le quote di mercato, rischiando, senza avere una propria capacità finanziaria, di esporre ad un indebitamento insostenibile altre realtà produttive del territorio nazionale.

Noi continueremo a sostenere, anche perché abbiamo contribuito a costruirlo, il futuro di questa nuova Parmalat, opereremo affinché vengano rispettate tutte le scadenze per Assuntore ed impediremo ingerenze finalizzate a far saltare questo progetto.

La nostra convinzione è che con la continuità di un’Azienda sana, tecnologicamente avanzata, professionalmente adeguata, qualitativamente elevata, si possa competere a livello internazionale, garantire l’occupazione interna e dell’intera filiera ed inoltre garantire un ritorno del danno anche per i creditori; il fallimento provocherebbe un trauma sociale insostenibile.”

 

                                                                                    Antonio Mattioli

 

 

 

 

 

                                  

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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