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Flai-Cgil Umbria contro la filiera verde

Riforma Ocm: Petruzzi Segretario Generale della Flai-Cgil Umbria chiarisce la posizione del sindacato rispetto alla situazione del settore del tabacco

La segreteria regionale della Flai-Cgil umbra intende puntualizzare la posizione del sindacato in merito alla situazione del tabacco e della Riforma Ocm.
La Flai-Cgil è stupita delle accuse di immobilismo lanciate, nei giorni scorsi, da una forza politica che in Umbria è una parte del Governo Regionale, Provinciale e, nella stragrande maggioranza dei casi, anche comunale.
La Cgil, da sola, ha denunciato il ritorno al passato dell’Assessore regionale all’agricoltura Liviantoni, il quale ha convocato la filiera agricola escludendone nuovamente i lavoratori dipendenti e i loro rappresentanti. La modalità con cui questa convocazione è stata effettuate tradisce lo spirito del patto regionale per lo sviluppo che, come noto, si basa sulla condivisione e la convocazione di tutti i soggetti a vario titolo interessati.
Un anno e mezzo fa, quando iniziò la mobilitazione contro la proposta della Riforma Ocm tabacco, abbiamo assistito a posizioni ambigue: da una parte quelle messe in atto dal Governo italiano durante la presidenza del semestre della comunità europea che tendeva a rinviare le decisioni o a delegare ad altri le scelte e, dall’altra, una posizione espressa da alcune forze politiche umbre che oscillava tra una posizione generica a difesa dell’occupazione ed un’apparentemente salutista, gradita a chi sostiene un’equazione consistente in due aspetti. Il primo è che il fumo fa male ed il secondo, è che bisogna cessare la produzione del tabacco.
Le segreterie nazionali e territoriali Flai-Cgil hanno sostenuto da sempre e, in tutti i livelli istituzionali, che l’erogazione del sostegno al produttore debba essere soggetta alla certificazione dell’occupazione in azienda ed alla conclusione di un contratto di coltivazione con un’azienda di trasformazione riconosciuta. Inoltre, la parte del premio non utilizzata dovrà essere convogliata ad un fondo per tutte quelle aziende che continueranno la produzione del tabacco o che comunque, pur diversificando parzialmente o totalmente la produzione, manterranno i livelli di occupazione preesistenti. Al fine di incentivare queste aziende ed accompagnare le relative trasformazioni , per tutelare i lavoratori, andranno individuati opportuni interventi per la formazione.
Flai-Cgil e tutti i sindacati della categoria agroalimentare sono convinti della necessità di continuare ed eventualmente rafforzare, la mobilitazione dei lavoratori del settore tabacco (produzione, prima lavorazione e trasformazione), dell’indotto e dell’intero territorio interessato per evitare la fine della produzione di questa coltura e soprattutto per evitare l’ulteriore precarietà e espulsione dal mondo del lavoro nelle fasce più deboli e elaborando un progetto credibile e condiviso necessario per la riorganizzazione e trasformazione della filiera.
La Cgil aveva chiesto e torna a chiedere la attivazione del tavolo di crisi presso il Ministero del lavoro al fine di individuare ed attivare nuove forma di ammortizzatori sociali specifici a fronte della crisi di un intero territorio.
Già da tempo Cgil, Cisl e Uil di categoria hanno presentato al Governo nazionale, ai parlamentari europei proposte concrete per gestire i necessari cambiamenti di questo settore, così come da giorni hanno predisposto un ulteriore documento che formalizzeranno alla Giunta regionale nel previsto incontro di oggi con l’Assessore e che sarà discusso con tutti i lavoratori e lavoratrici del settore tabacco nella programmata assemblea di venerdì 15 ottobre 2004 in occasione dell’inaugurazione della mostra mercato Agritab a Trestina (Città di Castello) come prima iniziativa di risposta alle decisioni assunte dalla commissione a Bruxelles e per la ripresa delle iniziative di lotta.

Flai regionale Umbria
Alessandro Petruzzi, segretario generale

6 ottobre 2004

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