FAI-CISL FLAI-CGIL
UILA-UIL
Roma, 10 ottobre 2005
A tutte
le strutture FAI FLAI UILA
e alle RSU interessate al
settore saccarifero
Il Coordinamento saccarifero nazionale
riunitosi a Ferrara il 5 ottobre us., valutata la situazione del
settore, dopo ampio dibattito, ha proclamato lo stato di agitazione, una
giornata di sciopero nazionale con manifestazione a Roma di fronte alla
sede del Governo ed ulteriori iniziative da tenersi a Roma e
Bruxelles.
I gravi ritardi accumulati nella
definizione di un piano di settore, in grado di affrontare e governare
le ricadute della imminente riforma OCM, mettono gravemente a rischio la
sopravvivenza della filiera.
I negoziati a Bruxelles procedono, ma
l'azione del nostro Governo appare poco incisiva. Il rischio di portare
a casa esclusivamente quello che altri concederanno, appare purtroppo
inevitabile se non ci sara' una netta inversione di tendenza ed una
contrapposizione forte con posizioni negoziali ben determinate. Tutto
questo ancora oggi manca. Il Ministero delle Risorse Agricole ha
predisposto una bozza di piano di settore, dove si limita a fare una
fotografia dell'attuale situazione, assume i documenti dei bieticoltori
e degli industriali ed elenca i titoli delle azioni da mettere in atto.
Decisamente poco, considerato che il
Ministero ha dichiarato che gli stabilimenti in attività, dopo la
riforma, non saranno più di 10, di cui 8 collocati al Nord, 1 al Centro
e 1 al Sud. Una visione inaccettabile, che priva intere aree dell'unica
attività produttiva presente sul territorio, con conseguenze
drammatiche sul versante sociale ed economico. Ma non solo, significa
anche la scomparsa della bieticoltura in molte Regioni del Centro e del
Meridione.
Tutto questo contrasta nettamente con le
volontà più volte espresse dal Ministro Alemanno, oggetto di documenti
condivisi.
Abbiamo la consapevolezza che la riforma
OCM rappresenterà una drastica riduzione del settore, ma prima di
definire il numero degli zuccherifici chiusi, vanno definiti i bacini
bieticoli, con garanzia per il futuro della bieticoltura su tutto il
territorio nazionale ed ottenuta, dalla Comunità Europea, la
possibilità di concedere aiuti accoppiati e nazionali. Una volta
definiti i bacini andranno individuati gli stabilimenti che, per loro
collocazione, rimarranno in attività e le alternative produttive
possibili per quelli chiusi.
Il
tutto, governato da un piano di settore, che assegni ad un soggetto
istituzionale, di garanzia, la ripartizione delle risorse economiche
messe in campo dalla Comunità e dal Governo nazionale, finalizzate alla
salvaguardia del settore, alla realizzazione delle alternative
produttive e all'impatto sociale.
Le
possibili alternative produttive, ad oggi, appaiono quelle legate alla
raffinazione, alla produzione del bio-etanolo e nel campo delle
bio-masse. Tutte richiedono interventi forti del Governo e scelte che le
sostengano, oltre ad un tempo, congruo, per la loro realizzazione. Il
piano di settore dovrà definire l'insieme delle azioni e delle misure in
tal senso ed unitamente a ciò, il CIPE, dovrà dichiarare lo stato di
crisi del settore saccarifero consentendo così il ricorso alla Cassa
Integrazione Straordinaria per gli stabilimenti che cesseranno
l'attività.
Solo
attraverso la realizzazione di tale contesto, sarà possibile governare
le forti ricadute che la nuova OCM determinerà.
Con queste motivazioni faremo un grande
manifestazione a Roma, per chiedere al Governo di scendere in campo,
esercitando il ruolo che gli compete.
Nel frattempo continueranno gli incontri
al tavolo verde (convocato per la mattinata del 13 ottobre alla
presenza dei ministri Scajola e Alemanno) e quelli politici e di
approfondimento con Unionzucchero.
Nella giornata del 7 ottobre, ha avuto
luogo l’incontro programmato con la società SFIR relativamente allo
stabilimento di Foggia. Su questo versante, l’Azienda pur affermando di
non poter più svolgere la campagna bietole nello zuccherificio di
Foggia, ha riconsiderato la volontà di anticipare il ricorso alla
CIGS, convenendo sulla opportunità di un governo nazionale, a livello
di settore, per tutti gli stabilimenti. Per quanto ci riguarda il
futuro di Foggia dovrà e potrà essere deciso esclusivamente all’interno
di un piano di settore condiviso. L’ attività alternativa proposta
dall’azienda, nel campo della raffinazione, appare alquanto prematura e
oltremodo difficile da realizzare. In ogni caso, anch’essa, dovrà
essere ricondotta all’interno di un piano di settore.
Seguirà circolare con modalità e
programma dello sciopero e della manifestazione del 21 ottobre prossimo.
Nel frattempo andranno effettuate assemblee informative in tutti gli
stabilimenti.
Cordiali saluti.
FAI-CISL
FLAI CGIL UILA UIL
S. Retini G. Battistelli–E. Ronconi
T. Bocchi–A. Mattei
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