|
|
Vento di crisi sull’industria
manifatturiera in Emilia Romagna
I dati sull’andamento dell’industria
manifatturiera, presentati in marzo 2004 dall’Unioncamere regionale, che
non sono certo confortanti. Nel 2003 la produzione industriale della
regione è calata dell’1,6 per cento e il fatturato dell’1,8.
Secondo Unioncamere, l’industria
manifatturiera emiliano-romagnola si dimostra scarsamente competitiva
sulle produzioni ad alto contenuto tecnologico e fatica a reggere la
concorrenza delle nuove economie emergenti per le produzioni di tipo
tradizionale.
Per di più, le previsioni restano molto
prudenti, visto che la ripresa nel 2004 non è affatto scontata.
Le preoccupazioni sono condivise dai
sindacati. “Pur senza drammatizzare, il quadro è indubbiamente deludente
– commenta Vittorio Bardi, della segreteria Cgil Emilia-Romagna –: anche
il dato positivo sull’occupazione in ER, che secondo fonti
confindustriali è cresciuta dell’1,5 per cento nel 2003 e che nel 2004
continua a crescere leggermente nell’industria, va valutato con
attenzione. Si tratta infatti dell’effetto dell’estensione di tutte le
varie tipologie di lavoro precario, che vengono registrate come nuove
assunzioni, indipendentemente dalla durata dell’impiego”.
Un altro capitolo ancora si è aperto con
la vicenda Parmalat, segnata – oltre che dagli aspetti più deleteri
della truffa – dalla pesantissima crisi di carattere finanziario,
emblematica di una situazione più diffusa: sono molte le imprese che
segnalano difficoltà in conseguenza della stretta nelle politiche
creditizie del sistema bancario. Un ambito in cui la gravità di tutti i
rischi presenti non è ancora ben misurata. “Si tratta d’intraprendere
con coraggio la strada dell’innovazione e della qualità – conclude Bardi
–, valorizzando le grandi potenzialità del nostro territorio. Direi che
diventa ancora più importante la scelta compiuta lo scorso febbraio
dalla Regione, dalle tre confederazioni sindacali, dalle associazioni
degli imprenditori e dagli enti locali, con il documento d’intesa sulla
qualità dello sviluppo e della coesione sociale in Emilia-Romagna, che
può convogliare energie, risorse, volontà, verso obiettivi condivisi di
rilancio dell’economia regionale. Insieme a Cisl e Uil, incontreremo
presto la Regione, per imprimere slancio alle misure decise
nell’accordo”.
Mayda Guerzoni
Uff. Stampa Cgil ER
Tratto da
Rassegna sindacale, n.
15, 15-21 aprile 2004
|
|