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Flai Emilia Romagna
Dichiarazione stampa di Giordano
Giovannini Segretario Generale Flai Emilia Romagna
“I lavoratori delle Cooperative: smarcatevi
dalla Confindustria “
I lavoratori e le lavoratrici delle
aziende della Cooperazione Alimentare hanno risposto con determinazione
alle proposte inaccettabili delle controparti cooperative.
Sia nella giornata del 22 luglio che oggi
5 agosto le Aziende Cooperative si sono fermate con adesioni allo
sciopero altissime in tutta la Regione (GRANAROLO; PROGEO; CO.PRO.B.;
CO.IND.; FRUTTAGEL; UNICARNI; CIV & CIV; CONSERVE ITALIA; CANTINE
RIUNITE; COOPADOR; ITALCARNI solo per fare alcuni nomi) e presidi
partecipati .
Chi pensava che con soluzioni a “rate” e
pressioni nei confronti delle RSU e dei lavoratori si potesse
addormentare la trattativa si è sbagliato. Con lo sciopero di 8 ore e
con il blocco degli straordinari e delle flessibilità i lavoratori e le
lavoratrici rivendicano con forza una conclusione positiva e in tempi
stretti del negoziato per il rinnovo del secondo biennio del Ccnl.
Ma per fare ciò le centrali cooperative (LegaCoop;
Confcooperative; AGCI) devono mettere in campo fatti concreti, proposte
serie e percorsi autonomi degni di quei valori che hanno rappresentato
la genesi del movimento cooperativo e delle relazioni industriali;
relazioni industriali che, per esempio, hanno consentito nel 1995 la
firma di un contratto nella cooperazione agricola totalmente alternativo
nel modello e nei costi a quello dei privati agricoli. Oggi, per altro,
stiamo parlando del solo adeguamento della parte economica e della
tutela del potere d’acquisto, cioè del riconoscimento dovuto ai
lavoratori per la loro prestazione lavorativa e non di altro; è quindi
necessario dire molto semplicemente se si è d’accordo o no con le
richieste dei 106 Euro presenti in piattaforma.
Gli atteggiamenti fin qui registrati
riconfermano ancora una volta che assenza di autonomia e subalternità
hanno il fiato corto, e sarebbe più corretto e onesto dire che si è
d’accordo con le posizioni di Federalimentare; viceversa, se si vuole
riaprire il negoziato e fare il contratto la sede ed il merito sono noti
e non servono né diversivi, né scorciatoie e né tanto meno provocazioni.
Bologna, 5 Agosto 2005
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