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CIRIO: comunicato unitario 20 ottobre 2003

L’applicazione dell’amministrazione straordinaria ai sensi della Legge Prodi deve essere per Cirio l’occasione, non solo della ricerca di un adeguato acquirente, ma anche e soprattutto di salvaguardia e di rilancio del settore industriale che fa capo alla Cirio-Del Monte S.p.A.
Va sottolineato, difatti, che nel nostro Paese la vicenda Cirio, se da un lato coinvolge circa 30.000 investitori che rischiano di perdere i loro risparmi e per i quali va ricercata un’opportuna tutela, dall’altra è caratterizzata dalla presenza di un settore industriale, che per le sue relazioni a monte ed a valle con l’economia dei territori dove insistono gli stabilimenti, coinvolge parecchie migliaia di produttori e di lavoratori ed intere collettività locali.
Questo settore è del tutto estraneo alla drammatica crisi che ha colpito il gruppo Cirio, le cui cause sono imputabili esclusivamente alle disinvolte operazioni finanziarie dell’azionista di riferimento.
Anzi, proprio nel momento della bufera finanziaria che ha investito il gruppo, il settore industriale ha evidenziato in pieno la sua validità e capacità produttiva ed industriale garantendo la continuità delle produzioni e della presenza sul mercato.
Ciò è stato possibile grazie all’impegno straordinario ed alla professionalità dei lavoratori e del management, alla forza dei marchi, ma anche alla caratteristica peculiare della Cirio-Del Monte, che è quella di essere un sistema profondamente integrato con l’agricoltura e più in generale con l’economia territoriale di cui rappresenta il naturale sbocco ed apice di qualità.
Per questo la salvaguardia ed il rilancio della Cirio-Del Monte costituiscono una dovuta tutela non solo dell’occupazione, ma anche di un importante patrimonio economico e sociale per l’intera collettività.
Il Coordinamento Nazionale delle RSU della Cirio-Del Monte, pertanto, nel ribadire la sua netta contrarietà ad ogni ipotesi di spezzettamento del settore industriale, sollecita il Ministero delle Attività Produttive a riconvocare urgentemente l’apposito “tavolo di crisi”, con il coinvolgimento anche delle Regioni interessate, per ricercare innanzitutto le soluzioni più idonee per garantire l’effettuazione della campagna produttiva 2004, per la quale vanno adottate sin d’ora misure adeguate, e per riconfermare i già espressi orientamenti per una soluzione che salvaguardi l’unicità e possibilmente l’italianità del settore e che dia le necessarie garanzie per il rilancio industriale e la tutela dell’occupazione in tutto il settore, compresa l’area della ricerca.

FAI-CISL (S. Retini)
FLAI-CGIL (V. Lacorte)
UILA-UIL (P. Papiccio)

Roma, 20 ottobre 2003

 
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