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FAI-CISL FLAI-CGIL
UILA-UIL
NAZIONALI
Comunicato Stampa
Il gravissimo incendio che ha distrutto lo
stabilimento del Gruppo Arena a Castelplanio (Marche) e la conseguente
morte di una dipendente ripropongono in modo drammatico il tema della
sicurezza del lavoro e dell’integrità fisica dei lavoratori.
A parte le indagini della magistratura e
degli enti preposti che, siamo convinti, accerteranno cause e
responsabilità, è inderogabile un intervento radicale e strutturale
sulla sicurezza del lavoro, sulla responsabilità delle imprese e sulla
cultura del lavoro sicuro.
Nello stabilimento di Castelplanio sono
occupati circa 600 dipendenti ed è la realtà produttiva tra le più
importanti del Gruppo Arena.
Quanto accaduto mette a rischio il futuro
di centinaia di famiglie che hanno come unico reddito quello prodotto
dal posto di lavoro in Arena.
Da subito dobbiamo individuare soluzioni
utili a garantire la continuità della produzione e il reddito di tutti i
dipendenti, compreso quelli assunti a tempo determinato, e risolvere il
problema della continuità produttiva di un Gruppo che sta affrontando un
difficile piano di riorganizzazione produttiva e finanziaria.
Avevamo individuato il percorso del
rilancio ma a questo punto, con quanto è accaduto, tutto si rende più
complesso e difficoltoso.
Di fronte alla morte di una lavoratrice
parlare di futuro sembra maledettamente cinico, ma dobbiamo farlo per
forza.
Siamo vicini alla famiglia e faremo tutto
il possibile per non lasciarla sola; la vita non ha prezzo e morire per
un diritto come quello del lavoro è inconcepibile!
Il prossimo 5 Aprile incontreremo
l’Azienda, l’incontro era in calendario per il piano di
riorganizzazione, direttamente ad Ancona ed utilizzeremo questa scadenza
per decidere i passi necessari per garantire continuità produttiva,
occupazionale e coperture economiche per il reddito dei dipendenti.
Fai Cisl
Flai Cgil Uila UiL
Faiotto–Ceradini Mattioli–D’Ambrosio Pellegrini
– Sette
Roma, 3 Aprile 2007
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