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Dichiarazione stampa di Stefania Crogi, della Segreteria nazionale e di  Ettore Ronconi, della FLAI Nazionale, sul piano di ristrutturazione BAT, multinazionale del tabacco.

 

                            

La MULTINAZIONALE BAT, HA PRESENTATO IL PIANO INDUSTRIALE DEI SITI PRODUTTIVI PRESENTI IN ITALIA. Nello stesso si evidenzia la chiusura di due siti rispettivamente di Rovereto e Chiaravalle. L’unico sito produttivo che continuerà le produzioni sarà quello collocato a Lecce. E’ utile evidenziare  che precedentemente si sono chiusi il sito di Scafati e di  Bologna, che grazie alla battaglia dei lavoratori ha recuperato una missione produttiva ed organizzativa. Sorprendono le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato Valli, che comunque vada, il loro obiettivo è salvaguardare l'occupazione. Parlare bene, razzolare male è il motto oramai vetusto e fuori moda che spesso i vertici dell’Azienda usano per rabbonire i lavoratori e le Rappresentanze sindacali.

La questione vera è che la multinazionale ha acquisito il mercato italiano, per inserire le varie marche estere prodotte fuori dai confini nazionali, penalizzando le marche italiane.

Il profitto portato ai massimi storici, per la Multinazionale è l’obiettivo strategico dei prossimi anni, il tutto condotto sulla pelle dei lavoratori e delle economie locali.

Inizia una dura e complessa battaglia per il movimento sindacale, il quale congiuntamente ai lavoratori determinerà una controproposta sul piano industriale, che garantisca i livelli occupazionali e faccia assumere al gruppo BAT, le responsabilità sociali che gli competono. L’otto maggio 2007, è convocato il coordinamento nazionale  sindacale, che affronterà e assumerà la strategia da adottare nei confronti del gruppo. E’ evidente, che se le posizioni  dell’Azienda non si modificheranno, sarà necessario avviare un ciclo di forte mobilitazione dei lavoratori. Inoltre sarà improrogabile spostare il tavolo del confronto ai massimi livelli Istituzionali, con l’obiettivo di garantire lavoro, prospettiva ai lavoratori e pressione politica ed Istituzionale per fare ravvedere la Multinazionale dal piano di ristrutturazione, che dal punto di vista delle prospettive occupazionali è alquanto fumoso e privo delle garanzie economiche e di futuro certo per i Lavoratori.

 

Stefania Crogi - Ettore Ronconi

 

 

Roma, 17 Aprile 2007

 

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