|
FLAI-CGIL NAZIONALE
Comunicato stampa
CONTRO LA “GUERRA DEL LATTE” UN PATTO
DI FILIERA PER SALVAGUARDARE LAVORO E CONSUMO
Dichiarazione
alla stampa dei Segretari nazionali della Flai-Cgil Stefania Crogi e
Antonio Mattioli
“La convocazione
di un tavolo di filiera sul comparto del latte deve necessariamente
vedere coinvolti tutti i soggetti interessati, incluso il lavoro
dipendente.
Il Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali ed il Ministero dello Sviluppo economico
devono farsi promotori di un confronto in grado di favorire una
soluzione condivisa per garantire quell’equilibrio necessario alla
tenuta dell’intero comparto nel paese.
Sull’oro bianco
abbiamo assistito in questi anni a tensioni sul mercato e nel rapporto
con il consumo causate da ‘patti di sindacato’ tra trasformatori di
dimensioni nazionali ed internazionali, da sovrapproduzioni che ne hanno
drogato il prezzo, dalla ‘battaglia’ delle quote-latte, dal
condizionamento della grande distribuzione ed in parte dalla scarsa
qualità della materia prima utilizzata.
Non
è più possibile che questo comparto - dove operano decine di migliaia di
produttori, grandi aziende di trasformazione come Granarolo e Parmalat,
importanti Consorzi come il Parmigiano Reggiano ed il GranaPadano, dove
i prodotti di nicchia e con certificazione d’origine hanno un peso
rilevante – sia lasciato in mano ad un mercato senza regole, in alcuni
casi condizionato da decisioni corporative sui costi che si scaricano
sul lavoro e sulla qualità delle produzioni.
Quanto sta
accadendo in questi giorni, dalla contrattazione del prezzo del latte al
prodotto consegnato al consumatore, determina condizioni che mettono a
rischio l’intera filiera; se poi consideriamo la salute precaria sul
fronte finanziario di alcuni importanti soggetti che la compongono si
rischia di ‘fare la classica frittata’.
Come sindacato da
tempo stiamo sostenendo la necessità di un patto di filiera, che
coinvolga il lavoro dipendente, in grado di garantire anche nei
confronti del consumatore un rapporto eccellente tra qualità e prezzo,
di certificare l’origine della materia prima, di contingentare
l’arbitrio della distribuzione, di reprimere e debellare le frodi e le
sofisticazioni.
Il latte ed i suoi
derivati rappresentano un bene comune sul quale si è aperta una guerra
che non ci appartiene e che rischia di metter in crisi produzioni,
qualità, occupazione e consumo.”
Roma,
6 Settembre 2007
|