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COMUNICATO UNITARIO GRANAROLO

 

Lo scorso Venerdì 28 Settembre si è tenuto l’incontro tra il Coordinamento ed il Gruppo Granarolo con all’ordine del giorno l’avvio del confronto sul piano industriale.

Alla luce dell’informativa presentata dall’azienda ed in riferimento all’attuale contesto abbiamo deciso una tempistica diversa per valutare il piano e gli interventi necessari a sostenerlo.

Veniamo da un anno e mezzo di riorganizzazione conseguente all’acquisizione Yomo che, oltre ad avere modificato radicalmente la struttura del Gruppo, ha prodotto tensioni finanziarie, alle quali l’Azienda è stata in grado di rispondere,  che ne denotano la sovraesposizione sul mercato.

A tutto ciò dobbiamo aggiungere gli effetti prodotti dalla “guerra del latte” che sta condizionando tutta la produzione e la trasformazione di questo paese, a partire dai grandi Gruppi.

Veniamo da esperienze del passato dove, a fronte di scenari di questo tipo, le aziende si sono attrezzate contenendo i costi e saturando i siti produttivi attraverso concentrazioni spesso subite e non dettate da politiche industriali mirate allo sviluppo.

Se pur in presenza di un Gruppo che ha saputo mantenere e, in alcuni casi, incrementare le quote di mercato, e sopportare un forte indebitamento, abbiamo convenuto di seguire un percorso diverso per discutere del futuro di Granarolo.

Abbiamo richiesto all’Azienda, che si è resa disponibile, di essere parte attiva, come altri gruppi, sul tavolo Ministeriale che abbiamo richiesto di avviare come Fai, Flai e Uila, per verificare se ci sono le condizioni per un patto di filiera del latte.

Il patto di filiera è indispensabile per tre motivi:

-         presentarci al livello europeo con una proposta paese in occasione della trattativa sulla riforma del comparto lattiero caseario che si aprirà nel prossimo Febbraio

-         intervento sulle quote latte in grado di dare una risposta strutturale ai fabbisogni del mercato italiano

-         evitare che nel conflitto aperto tra produttori (aziende agricole), trasformatori (Granarolo, Parmalat…), e grande distribuzione, gli unici a farne le spese siano i lavoratori dipendenti ed i consumatori

Abbiamo convenuto di riprendere il confronto sul piano il prossimo mese di Gennaio 2008, attivando un tavolo permanente in grado di valutare l’evolversi della situazione generale ed attivare interventi conseguenti con l’obiettivo di garantire continuità produttiva ed occupazionale; anche se sul lato degli investimenti saranno ultimati quelli previsti dall’accordo del 2006, mentre quelli necessari a consolidare e rilanciare il Gruppo dovranno essere compresi nel prossimo piano industriale.

Nei singoli siti tutti gli interventi finalizzati alla sicurezza del lavoro e del prodotto ed alla continuità produttiva dovranno essere ultimati; questo è importante perché in altre realtà produttive fuori dal Gruppo Granarolo iniziano a fermarsi gli impianti per la carenza di materia prima.

Il coordinamento di Gruppo ha condiviso quanto scaturito dall’incontro di Venerdì e sarà coinvolto in ogni momento nel quale si dovranno decidere scelte, strategie ed iniziative conseguenti.

 

                            

 

FAI  CISL                       FLAI  CGIL                  UILA  UIL

S.Retini                          A.Mattiolii                   T.Bocchi

 

Roma, 1 Ottobre 2007

 

 

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