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COMUNICATO STAMPA

 

ZUCCHERO: SU OSTELLATO SI GIOCA UNA PARTITA PERICOLOSA SULLA PELLE DEI LAVORATORI

Dichiarazione alla stampa del Segretario provinciale della Flai-Cgil Fabrizio Tassinati

Mentre dall’Europa arrivano ulteriori finanziamenti agli agricoltori per le dismissioni delle produzioni di barbabietola da zucchero con effetto retroattivo, nel nostro paese i lavoratori dipendenti coinvolti dalla chiusura dei 13 stabilimenti ( a cui si deve aggiungere Pontelagoscuro che ha appena terminato la sua ultima campagna) stanno ancora lottando per avere un futuro occupazionale.

Se è vero che a fatica e dopo 17/18 mesi abbiamo raggiunto accordi per una parte dei siti produttivi dismessi che, attraverso riconversioni in agro energie, garantiranno occupazione e reddito, in alcune realtà stiamo affrontando indecenti posizioni assunte di volta in volta ora dalle industrie, ora dagli agricoltori, ora dalle Amministrazioni siano esse Comunali o Provinciali.

Pur avendo acquisito risultati importanti, per alcune realtà resta ancora molto da fare ed in alcuni casi ti accorgi che a qualcuno del futuro dei lavoratori non gliene importa  nulla.

Sono 21 mesi che stiamo lavorando per garantire il futuro ai lavoratori di Ostellato, tenendo conto di tutte le compatibilità ed obbligando l’azienda Co.Pro.B. a presentare una soluzione sostenibile ed eco-compatibile.

Alcuni mesi fa l’azienda un progetto di riconversione per Ostellato l’ha presentato,(impianto di produzione di energia elettrica da biomasse utilizzando biostabilizzato) ma l’Amministrazione Provinciale di Ferrara e quella Comunale di Ostellato l’hanno rifiutato perché cozzava con il piano provinciale dei rifiuti. Il 28 Marzo 2007 al Ministero dell’Agricoltura il Sindaco di Ostellato e la Provincia di Ferrara hanno dichiarato che quel progetto non lo si voleva ma che erano disponibili a un progetto alternativo “anche”  di produzione di energia elettrica ma che non prevedesse di bruciare il “Biostabilizzato” (rifiuti nobili della raccolta differenziata).

Bene! Tutti d’accordo a quel punto per costringere l’azienda a presentare un progetto alternativo in sostituzione del precedente così come previsto dall’Accordo Interministeriale.

Intanto veniva prorogata la Casa Integrazione per i dipendenti che scadrà il 31 Dicembre prossimo.

Intanto i lavoratori (che da 90 unità sono rimasti ora in 45 unità) lasciati ad un futuro a dir poco incerto.

Oggi cosa abbiamo?

Il 25 ottobre ultimo scorso in Assessorato Provinciale all’Agricoltura di Ferrara ci è stato presentato dall’azienda un nuovo progetto di riconversione che deve ancora essere perfezionato nei dettagli e che lascia aperte tante riflessioni, una tra tutte l’impatto occupazionale (20 Unità)  su cui abbiamo già detto essere insufficiente perché bisogna ricollocare TUTTE le 45 unità ora presenti in azienda.

Insomma un nuovo progetto che va nella direzione giusta ma che va ulteriormente modificato e rivisto in funzione delle aspettative occupazionali, delle opportunità agricole al fine di creare anche una filiera locale redditizia per gli agricoltori, e la compatibilità ambientale sapendo bene che dovrà essere sottoposto all’esame di impatto ambientale come previsto dalla Legge per gli impianti di tale dimensione.

 

Alla luce di questi fattori e in mancanza di approfondimenti sull’insieme del progetto che dovranno essere fatti al più presto sia in Regione Emilia Romagna che al Ministero dell’Agricoltura, ci sembra quanto meno inopportuno e prematuro discuterne a mezzo stampa.

Qualcuno infatti sta decidendo di alzare il tiro sulla riconversione di Ostellato facendo uscire interviste che non fanno che destabilizzare, magari ad arte e appositamente, un clima già troppo incerto e preoccupante per gli ex saccariferi di Ostellato e per lo sviluppo economico e sociale di un territorio gravemente colpito dalla riforma dell’OCM Zucchero.

Alla domanda “vale veramente la pena effettuare questa riconversione” formulata dal Sindaco di Ostellato, invitiamo tutti, Lui compreso,  al  senso di responsabilità anche rispetto alle cose dette negli ultimi mesi, prima di decidere in un senso oppure in un altro.

Ricordiamo, se ancora ce ne fosse bisogno, che tra 60 giorni, in assenza di un progetto di riconversione per l’ex zuccherificio di ostellato, i lavoratori si ritroverebbero senza ammortizzatori sociali e quindi licenziati.

Ribadiamo con forza e a gran voce che continueremo con le nostre iniziative per raggiungere l’obiettivo di garantire a questi lavoratori l’occupazione negata da un’Ocm scellerata.

 

 

 

Ferrara, lì 02 Novembre 2007

 

 

 

 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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