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FAI-CISL FLAI-CGIL UILA-UIL
Nazionali
Roma, 9 maggio 2007
Alle strutture Regionali e Territoriali
Fai - Cisl, Flai - Cgil, Uila – Uil
interessate al Settore saccarifero
LORO SEDI
Cari amici e compagni,
vi inviamo la nota congiunta
FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL ed UNIONZUCCHERO in merito alla proposta
di modifica dell’OCM Zucchero.
Infatti, a fronte della
mancata riduzione della quota di produzione zucchero a livello europeo,
si stanno cercando altre strade per poter ottenere il medesimo
obiettivo: una delle proposte riguarda la possibilità anche per i
bieticoltori di rinunciare alla quota zucchero.
E’ immediatamente evidente che
tale proposta se accettata potrebbe rischiare di mettere in crisi anche
il nostro “presidio” di produzione zucchero e creerebbe nuovi, gravi
problemi dal punto di vista occupazionale.
Ci sembra importante l’aver
trovato una posizione condivisa con Unionzucchero e ci stiamo attivando
per un urgente incontro presso il Ministero dell’Agricoltura.
Fraterni saluti.
FAI-CISL
(S. Retini - A. Savignano)
FLAI-CGIL
(A. Mattioli – E. Ronconi)
UILA-UIL
(T. Bocchi - S. Modanesi)
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Nota condivisa in merito alla proposta
di ulteriore riforma della OCM zucchero
Unionzucchero / FAI–CISL – FLAI-CGIL –
UILA-UIL
Le scriventi Parti sociali sono vivamente
preoccupate per le possibili prospettive negative sull’assetto
produttivo del settore bieticolo-saccarifero e per l’ulteriore impatto
sociale che la nuova proposta di riforma dell'OCM zucchero finirà per
realizzare in Italia ove non vengano significativamente modificate le
previsioni normative che sono state anticipate dalla Commissione
europea.
Conseguentemente, in vista del confronto
politico che a giorni sarà avviato in seno al Consiglio dei Ministri
agricoli dell'UE e all’interno del Parlamento europeo, ritengono
opportuno evidenziare alcuni obiettivi condivisi.
Le difficoltà emerse nella gestione della
ristrutturazione finora condotta dalle imprese industriali (in
particolare per quanto riguarda l'avvio di nuove attività in grado di
assorbire la manodopera attualmente in forza all'industria) rischia di
presentarsi in modo ancor più dirompente laddove la rinuncia alla quota
di produzione sia rimessa alla libera volontà dei bieticoltori,
producendo ulteriori effetti traumatici non sostenibili sul fronte
occupazionale.
E’ assolutamente necessario, dunque, che
dalla proposta di riforma venga soppressa la previsione di una facoltà
individuale dell’agricoltore incentivata economicamente.
In ogni caso, le azioni dei bieticoltori
in tal senso dovranno essere comunque ricondotte nell’ambito di un
confronto nazionale e dovranno essere necessariamente gestite
unitariamente sul territorio nazionale.
La frammentazione delle iniziative al di
fuori di ogni quadro istituzionale e senza una consultazione con le
Parti sociali interessate, finirebbe infatti per destrutturare il
settore bieticolo - saccarifero minandone la sostenibilità economica
complessiva o quantomeno per incidere su singole realtà industriali
privandole della necessaria continuità di conferimento di materia prima.
Diversamente, una riforma come quella
ipotizzata dalla Commissione europea avrebbe effetti incontrollabili e
per di più finirebbe per inficiare l'ottimo risultato conseguito lo
scorso febbraio dal Governo italiano con l'esonero dell'Italia dal
taglio transitorio di quota.
Roma, 9 maggio 2007
UNIONZUCCHERO
FAI – CISL
FLAI – CGIL
UILA – UIL
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