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FLAI-CGIL NAZIONALE
Comunicato Stampa
Dalla
revisione della o.c.m. zucchero ulteriore sostegno agli agricoltori: il
lavoro dipendente nel dimenticatoio
Mentre dall’Europa arrivano ulteriori
finanziamenti agli agricoltori per le dismissioni delle produzioni di
barbabietola da zucchero con effetto retroattivo, nel nostro paese i
lavoratori dipendenti coinvolti dalla chiusura dei 13 stabilimenti
stanno ancora lottando per avere un futuro occupazionale.
Se è vero che a fatica e dopo 15/16
mesi abbiamo raggiunto accordi per una parte dei siti produttivi dimessi
che, attraverso riconversioni in agroenergie, garantiranno occupazione e
reddito, in alcune realtà stiamo affrontando un’indecente posizione
assunta da parte degli agricoltori che, con la pancia piena, si mettono
di traverso per impedire un futuro dignitoso e di lavoro per i
dipendenti degli ex-zuccherifici.
E’ emblematico il caso di Russi.
Dopo mesi e mesi di confronto e di
trattativa con l’impresa, le istituzioni e le associazioni agricole,
abbiamo raggiunto un intesa sul progetto industriale per l’attivazione
di una centrale a biomasse per la produzione di energia pulita
attraverso la combustione di prodotti agricoli che migliora in modo
determinante l’impatto ambientale rispetto all’ex zuccherificio, è stato
definito un accordo vantaggioso tra le stesse associazioni agricole ed
Eridania sul prezzo della materia prima, è stata individuata l’area per
la locazione del nuovo stabilimento, creando i presupposti per la
cantierabilità del progetto.
Di fronte a tutto ciò, oggi, una parte
delle associazioni agricole si mette di traverso adducendo motivazioni
pretestuose e strumentali per sfilarsi dagli impegni assunti.
In un territorio a vocazione
ortofrutticola era collocato uno zuccherificio che impattava
sull’ambiente con criticità che il nuovo progetto supera, nuovi
investimenti energetici sono stati avviati in zone limitrofe senza colpo
ferire, con il tacito assenso delle associazioni agricole e dei comitati
ambientalisi, ed ora, di fronte ad un progetto eco-compatibile ed in
grado di garantire occupazione e sviluppo, le stesse associazioni, che a
livello nazionale delle agroenergie ne fanno una bandiera ed a livello
locale fanno accordi, in questo caso si tirano indietro ed alimentano la
tensione nel territorio.
Cosa c’è dietro?
Quali interessi, che nulla hanno a che
fare con il lavoro e lo sviluppo, alimentano le loro posizioni
contradditorie?
Come mai di giorno fanno accordi e di
notte manifestano contro?
I lavoratori sono stanchi e la pazienza
è al limite!
Il 31 Dicembre è vicino ed a quella
data, senza progetto industriale e senza investimenti, non ci sarà
nessun sostegno al reddito e nessuna prospettiva occupazionale.
Le aziende ricevono i finanziamenti,
gli agricoltori hanno la pancia piena ed i lavoratori un calcio nel
sedere.
Non ci stiamo ed il prossimo 2 Ottobre,
in occasione dell’incontro in sede ministeriale, pretenderemo la piena
applicazione di quanto convenuto; in caso contrario la tensione sociale
che si produrrà sarà la logica conseguenza dell’atteggiamento
irresponsabile di chi gioca con la pelle dei lavoratori!
Antonio Mattioli
Segretario Nazionale Flai Cgil
Roma, 27 settembre 2007
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