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FLAI-CGIL Nazionale
COMUNICATO STAMPA
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IL GOVERNO NON VUOLE RISOLVERE LA CRISI
DEL LATTE E METTE A RISCHIO IL FUTURO DI 50.000 LAVORATORI
Si è svolto oggi presso il Mipaaf
l’ennesimo incontro della filiera lattiero-casearia.
L’incontro non ha prodotto alcun risultato
politico, dimostrando così che il governo non è ancora nelle condizioni
di dare vita a quel patto di filiera in grado di rilanciare le
produzioni presenti nel nostro paese e di mettere d’accordo tutti i
soggetti che compongono il settore.
Il patto di filiera avrebbe il compito di
arginare la profonda crisi strutturale che si è abbattuta sul
lattiero-caseario e che rischia di coinvolgere i circa 50.000 lavoratori
che sono occupati tra le aziende di trasformazione e gli allevamenti.
Il settore sta scontando, infatti, il
prevalere di interessi corporativi, la “guerra sull’etichetta” e il
mancato accordo sul prezzo della materia prima.
Di conseguenza molti stabilimenti stanno
chiudendo, come nel caso di alcuni che fanno capo alla Granarolo e alla
Coperlat.
Altre aziende potrebbero, invece, definire
a breve un piano di riorganizzazione sul latte fresco, come nel caso
della Parmalat.
In difficoltà sono anche le aziende della
filiera del Parmigiano Reggiano, del Grana Padano e gli stessi
allevatori.
“Il tavolo convocato oggi non ha portato
ad alcun risultato” – ha dichiarato il Segretario nazionale della
Flai-Cgil – “perché il governo non vuole stroncare sul nascere la crisi
del lattiero-caseario, prendendo ancora una volta i lavoratori per i
fondelli, compiacendosi dei risultati ottenuti solo ed esclusivamente
sull’etichettatura”.
“Chi oggi si sta opponendo alla
definizione di un patto di filiera” – ha continuato Mattioli – “si sta
assumendo una pesante responsabilità nei confronti di tutto il paese,
restando inerme di fronte ad una crisi che massacrerà le produzioni, che
si scaricherà sui lavoratori e che svilirà il ruolo del nostro paese
all’interno di tutta la filiera internazionale del latte”.
Roma, 25 Novembre 2009
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