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FLAI-CGIL EMILIA ROMAGNA
COMUNICATO STAMPA
ANCHE IN ITALIA LA PESCA E’ TRA LE
ATTIVITA’ PRODUTTIVE PIU’ PERICOLOSE
Dichiarazioni del responsabile del
dip. Pesca della Flai-Cgil Giovanni Mininni
“I dati resi noti oggi dalla Fao nel suo
rapporto sulla sicurezza nella pesca a livello mondiale confermano la
fortissima esposizione del settore alla dinamica degli incidenti sul
lavoro.
Anche in Italia, dove si stima siano circa
40.000 i lavoratori dipendenti del settore, la pesca è tra le attività
produttive più pericolose.
La forte esposizione alla dinamica degli
incidenti è da ricondurre direttamente ai grandi carichi di lavoro, alla
mancanza dei dispositivi minimi di sicurezza, allo stato di logoramento
delle imbarcazioni e all’assenza di un sistema di ammortizzatori sociali
adeguato.
Come se non bastasse i lavoratori italiani
della pesca vengono retribuiti in base al prodotto venduto, secondo una
pratica quasi medioevale come quella della ‘paga alla parte’. Ciò li
porta ad uscire in mare anche con condizioni meteo avverse, mettendo a
repentaglio la propria incolumità pur di garantirsi un reddito.
E’ per questo che da tempo immemore
abbiamo sollecitato i governi che si sono succeduti affinché fosse
stabilito un regime di ammortizzatori sociali in grado di garantire
reddito ai lavoratori anche in caso di mal tempo e calamità naturali,
evitandogli così il rischio di uscire in mare a tutti i costi.
Abbiamo più volte richiesto, inoltre, la
piena attuazione del Testo unico sulla sicurezza, che per la pesca
vorrebbe che ogni lavoratore imbarcato fosse dotato di alcuni specifici
dispositivi di sicurezza individuale.
Con estremo rammarico, però, abbiamo
dovuto registrare finora il totale disinteresse da parte dei governi, e
in particolare dell’attuale Ministro delle Politiche agricole, nei
confronti dei lavoratori della pesca e l’impossibilità di migliorarne le
condizioni”.
Roma, 2 Marzo 2009
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