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FLAI-CGIL EMILIA ROMAGNA
COMUNICATO STAMPA
Crisi e sacrifici per
tutti, ma aiuti solo per alcuni.
I pescatori in stato di agitazione nei confronti del Ministero delle
Politiche Agricole e del Governo.
L’inizio della scorsa
estate è stato il momento in cui tutto il settore della pesca si è
fermato, per protestare e chiedere aiuto al Governo, contro il caro
gasolio, cioè contro quell’aumento spropositato del prezzo del gasolio
che rendeva antieconomico fare uscire i battelli a pescare.
In quel frangente i
marinai dipendenti sono rimasti solidali con i datori di lavoro, ed
hanno partecipato alle manifestazioni assieme a loro, andando
addirittura fino a Bruxelles per richiedere gli aiuti al settore.
Il frutto di quella
mobilitazione e delle contemporanee spinte delle associazioni della
pesca e dei sindacati dei lavoratori è stato l’inserimento, da parte del
Governo, di indennità aggiuntive nel decreto che ha stabilito il
fermo pesca per il scorso mese di agosto. Contemporaneamente ha deciso
di riavviare la campagna di incentivazione alla demolizione della
imbarcazioni, e il successivo 23 ottobre con un decreto legge ha anche
stanziato 30 Milioni di Euro come aiuto al settore per far fronte
alla crisi.
Soldi non se ne sono
ancora visti, ma si prevede che verso febbraio – marzo arrivino le
indennità per il fermo pesca, e con quelle anche le indennità aggiuntive
agli armatori, che dovranno essere poi divise con l’equipaggio così come
accade per la retribuzione(che si chiama appunto “alla parte”). E fin
qui, a parte la lunga attesa, pare vada tutto bene!!!
Ma per quanto riguarda
gli incentivi alle demolizioni ed i 30 Milioni di Euro stanziati ad
ottobre, il Natale ha portato un brutto regalo, però ai soli pescatori
dipendenti.
Nonostante le promesse
ricevute durante il confronto con il Governo sino a metà dicembre, nelle
modifiche apportate al Decreto Legge del 23 ottobre u.s. il Parlamento
ha di fatto escluso i dipendenti da ogni aiuto.
In caso di demolizione
dell’imbarcazione le indennità andranno infatti al solo armatore(N.B.
che nelle demolizioni fatte sino al 2006 era previsto un indennizzo
forfetario, oltre che per l’armatore, anche per il suo dipendente che
perdeva il posto).
Ed anche i 30 mln di
Euro andranno alle sole aziende, lasciando i loro dipendenti a doversi
arrangiare!!!
Come se non bastasse,
siamo stati costretti a registrare una scarsa attenzione anche alla
richiesta di estendere alla pesca la Cassa Integrazione Ordinaria, già
prevista ad esempio in agricoltura, per il casi di maltempo.
La FLAI CGIL
dell’Emilia Romagna sarà occupata, nelle prossime settimane, ad
informare ed a confrontarsi con tutti i pescatori dei porti della costa
emiliano-romagnola sulle ragioni che hanno costretto i sindacati del
settore pesca a proclamare lo stato di agitazione, ed a minacciare il
Ministero delle Politiche Agricole ed il Governo di ulteriori iniziative
in mancanza di risposte certe e positive.
Alle assemblee saranno
invitati anche gli armatori con i quali, teniamo a precisare, non vi è
alcuna contrapposizione. Stiamo chiedendo al Ministro che tenga conto
che, per le peculiarità del settore, i pescatori dipendenti partecipano
anche al rischio d’impresa, e per mesi si sono visti decurtare le
retribuzioni così come gli armatori i profitti. Qui si è realmente sulla
stessa barca!!! Gli aiuti devono essere distribuiti di conseguenza.
Marco Rinaldi – FLAI
CGIL Emilia Romagna – settore pesca
Rimini, 26 Gennaio 2009
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