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FLAI FAI UILA NAZIONALI
Roma, 19 gennaio
2009
Alle Segreterie
FAI–FLAI-UILAPesca
Regionali e
Territoriali
LORO SEDI
Mai, come in
questa circostanza, la pesca è stata così redditizia. L’ultimo passaggio
di rete a strascico ha fruttato per le imprese 30 milioni di euro.
Ovviamente, lo
sforzo di pesca, questa volta, non è stato condiviso con i marinai ma
bensì, con l’apporto determinante del parlamento che insensibile, alle
richieste dei lavoratori, ha deciso in maniera univoca, di aiutare solo
le imprese, come se queste ultime, fossero le uniche vittime dei danni
conseguenti il caro gasolio, dimostrando insensibilità e scarsa
conoscenza delle norme contrattuali di lavoro e delle peculiarità di
questo settore.
Tutti gli
argomenti, affrontati nelle discussioni precedenti, dove abbiamo
ripetutamente dimostrato che tra le vittime del caro gasolio c’erano
anche i lavoratori, sono stati di fatto ignorati.
E’ accaduto che
durante le festività natalizie, il parlamento modificasse il dlg n° 162
del 23 ottobre 2008, destinando le risorse di 30 milioni di euro,
esclusivamente alle aziende, sotto forma di aiuti al credito o agli
investimenti.
Con questa
modifica, di fatto, si impedisce di distribuire gli aiuti ai lavoratori
ma si permette, alle imprese, di accaparrarsi l’intera cifra e di
calpestare la buona fede dei pescatori.
Lavoratori che
affrontano ogni giorno i rischi che questo mestiere impone.
Lavoratori che a
causa di un sistema retributivo come quello alla parte, sono di fatto
obbligati a partecipare in maniera forte al rischio di impresa.
Marinai che si
impongono un lavoro massacrante, perché maggiori sono le catture,
maggiore sarà, forse la retribuzione e incerto il futuro della risorsa.
Dipendenti che
durante le manifestazioni per il caro gasolio, sono rimasti solidali con
i propri datori di lavoro, facendo proprie le richieste.
Cosa diversa,
però, sono gli aiuti che arrivano dallo stato, in questo caso il rischio
di impresa è solo dell’armatore. Gli aiuti di stato non vanno divisi con
chi, tutti i giorni, indipendentemente dalle condizioni lavorative,
garantisce la sopravvivenza dell’azienda.
In questo caso,
l’aiuto dei lavoratori non serve, in questo caso, i lavoratori, non
rischiano.
Per questi motivi
FAI, FLAI, UILA Pesca hanno indetto lo stato di agitazione del settore,
organizzando assemblee tra i lavoratori, in tutte le marinerie per
discutere e informarli di quanto sta accadendo, riservandosi ogni forma
di protesta fino a considerare lo sciopero generale per rivendicare la
dignità, il rispetto e i diritti dei lavoratori.
FAI-CISL
F. Orsomando
FLAI-CGIL
G. Mininni
UILA Pesca-UIL
G. Majrone
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