EMILIA

ROMAGNA

contratti | sicurezza sul lavoro | sicurezza alimentare | agroalimentare | foto | link

 

I dossier

 

OGM 

 

Mucca pazza 

 

Gli anni del Governo Berlusconi

 

Indagine sulla contrattazione nelle imprese alimentari Emilia Romagna

 

La finanziaria 2005 e 2004 documenti e commenti

 

Mercato del lavoro tutti i materiali (a cura di CGIL e FLAI Emilia Romagna)

Previdenza agricola

 

Aziende

 

Le principali Aziende ed i settori in Emilia Romagna

 

Europa

Per orientarsi nell'economia, nelle leggi e nei diritti europei

 

Leggi manuali RSU

 

Leggi, manuali, informazioni

 

Informazioni sui testi integrali, sintesi, commenti

 
Congressi

 

Il Congresso Nazionale CGIL

 

Il Congresso Regionale CGIL EmiliaRomagna

 

Il Congresso Nazionale FLAI CGIL

 

Il Congresso Regionale FLAI CGIL Emilia Romagna

 

 

 

 

Forum agroalimentare promosso da FLAI CGIL Emilia Romagna
 

FLAI  FAI  UILA  NAZIONALI

   

Roma, 19 gennaio 2009

Alle Segreterie FAI–FLAI-UILAPesca

Regionali e Territoriali

LORO SEDI

 

Mai, come in questa circostanza, la pesca è stata così redditizia. L’ultimo passaggio di rete a strascico ha fruttato per le imprese 30 milioni di euro.

Ovviamente, lo sforzo di pesca, questa volta, non è stato  condiviso con i marinai ma bensì, con l’apporto determinante del  parlamento che insensibile, alle richieste dei lavoratori, ha deciso in maniera univoca, di aiutare solo le imprese, come se queste ultime, fossero le uniche vittime dei danni conseguenti il caro gasolio, dimostrando insensibilità e scarsa conoscenza delle norme contrattuali di lavoro  e delle peculiarità di questo settore.

Tutti gli argomenti, affrontati nelle  discussioni  precedenti, dove abbiamo ripetutamente dimostrato  che tra le vittime del caro gasolio c’erano anche i lavoratori, sono stati di fatto ignorati.

E’ accaduto che durante le festività natalizie, il parlamento modificasse il dlg n° 162 del 23 ottobre 2008, destinando le risorse di 30 milioni di euro, esclusivamente alle aziende, sotto forma di aiuti al credito o agli  investimenti.

Con questa modifica, di fatto, si impedisce di distribuire gli aiuti ai lavoratori ma si permette, alle imprese, di accaparrarsi l’intera cifra  e di calpestare la buona fede dei pescatori.

Lavoratori che  affrontano ogni giorno i rischi che questo mestiere impone.

Lavoratori che a causa di un sistema retributivo come quello alla parte, sono di fatto obbligati a partecipare in maniera forte al rischio di impresa.

Marinai che si impongono un  lavoro massacrante, perché maggiori sono le catture, maggiore sarà, forse la retribuzione e incerto il futuro della risorsa.

Dipendenti che durante le manifestazioni per il caro gasolio, sono rimasti solidali con i propri datori di lavoro, facendo proprie le  richieste.

Cosa diversa, però, sono gli aiuti che arrivano dallo stato, in questo caso il rischio di impresa è solo dell’armatore. Gli aiuti di stato non vanno divisi con chi, tutti i giorni, indipendentemente dalle condizioni lavorative, garantisce la  sopravvivenza dell’azienda.

In questo caso, l’aiuto dei lavoratori non serve, in questo caso, i lavoratori, non rischiano.

Per questi motivi FAI, FLAI, UILA Pesca hanno indetto lo stato di agitazione del settore, organizzando assemblee tra i lavoratori, in tutte le marinerie per discutere e informarli di quanto sta accadendo, riservandosi ogni forma di protesta fino a considerare lo sciopero generale per rivendicare la dignità, il rispetto e i diritti dei lavoratori.

 

FAI-CISL

F. Orsomando

 

FLAI-CGIL

G. Mininni

 

UILA Pesca-UIL

G. Majrone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

contratti | sicurezza sul lavoro | sicurezza alimentare | agroalimentare | archivio foto | link utili