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COMUNICATO STAMPA

Definite le linee-guida per il rinnovo degli integrativi nell’industria alimentare

 

Le Organizzazioni sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno varato oggi le linee-guida per la contrattazione di secondo livello nelle industrie alimentari, in previsione della scadenza di circa 1.000 contratti, per un totale di 430.000 lavoratori interessati presenti su tutto il territorio nazionale.

 

Fai-Flai-Uila si pongono, in particolare, l’obiettivo di diffondere la contrattazione integrativa anche alle aziende e alle realtà produttive che ne sono ancora sprovviste, che sono circa il 60%; di elaborare specifiche piattaforme in tutte le Regioni per le aziende artigiane e di distretto e di sito in comparti specifici come quello della trasformazione del pomodoro e della lavorazione delle carni; di ampliare gli interventi di welfare contrattuale come il Fondo sanitario integrativo, la cassa rischio vita e Alifond; di confermare la struttura degli accordi di gruppo, sia sulla parte normativa che su quella salariale.

 

Nelle piattaforme per i rinnovi saranno contenute, inoltre, richieste che puntano al miglioramento dei sistemi di informazione e consultazione di gruppo; ad una maggiore tutela contrattuale dei lavoratori stagionali e precari; alla diffusione di accordi sullo sviluppo professionale; ad una reale inclusione dei lavoratori migranti attraverso specifici programmi di formazione; ad aumenti salariali modulati a seconda della condizioni dei diversi gruppi, elevando gli importi del Premio ad obiettivi relativamente più bassi e valorizzando i risultati storicamente acquisiti.

 

“Con la definizione delle linee-guida – ha dichiarato il Segretario generale della Flai-Cgil Stefania Crogi – ci stiamo predisponendo ad affrontare la stagione dei rinnovi contrattuali di secondo livello con le stesse premesse con cui abbiamo affrontato quelli dei contratti nazionali, basate quindi su un forte rapporto unitario e sul comune obiettivo di consegnare ai lavoratori accordi migliorativi delle loro condizioni sia normative che salariali”.

 

“Le categorie sindacali dell’agro-alimentare – ha continuato Crogi - hanno già dimostrato di essere in grado di puntare solo ed esclusivamente al merito delle cose e di saper raggiungere ottimi risultati in un contesto generale non proprio favorevole ed è quello che intendono fare anche in questa occasione”.

 

 

 

 

Roma, 18 Ottobre 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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