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COMUNICATO STAMPA

    

 Tagli alle risorse per la tutela del territorio. Ecco perché l’Italia frana

 

Le recenti catastrofi ambientali legate al maltempo che ha colpito alcune zone del Veneto e della Campania ripropongono in tutta la loro drammaticità le responsabilità del governo per i tagli delle risorse da destinare a chi opera per la tutela del territorio.

Sono stati ridotti, infatti, sia i fondi per il settore della forestazione, con il risultato di non aver ancora consentito il rinnovo del Ccnl scaduto da mesi, che quelli per le comunità montane e i consorzi di bonifica, considerati due enti inutili e quindi da sopprimere al più presto.

Particolarmente delicata è la situazione degli oltre 2.000 operai forestali della provincia di Salerno, che non percepiscono lo stipendio da quattro mesi.

Per la forestazione salernitana, infatti, erano stati stanziati dalla Regione Campania 110 milioni di euro, che però non sono mai arrivati a destinazione. 

Nello stesso territorio, inoltre, è stato eliminato l’80% dei fondi per i Consorzi di bonifica, che svolgono l’importante opera di tutela del sistema idrogeologico e che occupano circa 500 lavoratori.

La situazione è molto simile anche in Veneto. La Regione ha, infatti, tagliato 15 milioni di euro ai Consorzi di bonifica, utilizzati oltretutto come tema elettorale dalla Lega Nord, che prima ha promesso la soppressione della tassa da destinare a questi enti salvo poi annunciare di volerla reintrodurre perché impossibilitata a coprire la spesa.

“Se non si fossero tagliati i fondi – ha dichiarato il Segretario generale della Flai-Cgil Stefania Crogi – sicuramente quanto successo in Veneto e in Campania negli ultimi giorni non sarebbe stato possibile”.

“Ci troviamo davanti ad uno scenario desolante – ha continuato Crogi – con il paese che frana ogni giorno di più per colpa della mancanza delle risorse necessarie a mettere in sicurezza il territorio”.

“Il governo– ha continuato Crogi – ha delle precise responsabilità rispetto a questi disastri ambientali e non può pensare di risolvere le emergenze senza nemmeno spendere un euro e senza mettere chi dovrebbe operare per la tutela dell’ambiente nelle condizioni di lavorare”.

 

 

 

Roma, 12 Novembre 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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