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DICHIARAZIONE di Mattioli Antonio Segretario Generale Flai Cgil Parma
Parma, 19 Marzo 2004.

A tre mesi dal crac Parmalat sono state presentate le linee generali che dovrebbero determinare il piano industriale della “nuova Parmalat” e, strano ma vero, questo avviene alla presenza della continuità produttiva del Gruppo.
L’ironia è d’obbligo a dispetto di chi parlava di un’azienda decotta e di lavoratori che rappresentavano solo un costo per il sistema produttivo.
Se siamo arrivati sin qui è stato possibile grazie al lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali, alla pressione prodotta dai lavoratori, dal ruolo delle istituzioni (a partire dai componenti il tavolo istituzionale di Collecchio), dalla coesione sociale che sul sistema produttivo si è creata, dal contributo del management industriale; un lavoro finalizzato a dimostrare che siamo di fronte ad un Gruppo che è in grado di autofinanziarsi e che produce valore, qualità ed innovazione.
Le linee generali del Piano, che verranno presentate alle Segreterie Generali delle Organizzazioni Sindacali il 25 Marzo, dovranno prevedere il mantenimento della filiera integrata, delle produzioni nazionali ed internazionali utili a strutturare un Gruppo in grado di sostenere la competizione con le altre multinazionali del settore, percorsi che impediscano traumi occupazionali e garantiscano la continuità produttiva.
Se, con le prime indicazioni, viene sconfessata l’idea di un core-business collegato solo al latte (come indicato più volte dal ministro Marzano), rispondendo in parte alla posizione assunta da subito dalle organizzazioni sindacali, si rende comunque necessario riconsiderare l’intera filiera recuperando marchi e produzioni che rappresentano un valore aggiunto per l’intero Gruppo.
Oggi stiamo affrontando situazioni delicate nell’area forno e in realtà importanti come l’Emmegi di Termini Imprese, o siamo di fronte a cessioni come nel caso della Streglio.
Così come gli attori della filiera, dall’autotrasporto alla distribuzione (passando per il factoring), soffrono tensioni finanziarie che pregiudicano la stessa continuità produttiva.
In tal senso si rendono necessari provvedimenti urgenti atti a ripristinare le condizioni di liquidità nella filiera: deve essere un obiettivo comune il mantenimento del sistema “nuova Parmalat”, anche perché rappresenta una risorsa per tutti, dagli allevatori ai risparmiatori.
I lavoratori dipendenti e le organizzazioni sindacali continueranno a garantire la continuità produttiva e nello stesso tempo pretendono un confronto finalizzato a salvaguardare il Gruppo, l’occupazione, la qualità, i diritti; dal lavoro si deve ripartire per rilanciare una risorsa che è dell’intero paese.
Questa posizione la sosterremo con tutte le iniziative necessarie, anche con la mobilitazione.


Antonio Mattioli
Segretario Generale Flai Cgil Parma


Odg Comitato Direttivo CGIL Emilia Romagna 5/3/04 sulla PARMALAT

Il crac Parmalat, la situazione in cui versano i grandi gruppi industriali (in particolare nell’agroalimentare che rappresenta il 2° settore per importanza e peso in Italia) impone al nostro Paese un cambio radicale delle politiche economiche ed industriali.

Il CD della Cgil Emilia Romagna, nel sostenere le iniziative e le posizioni assunte dai lavoratori della Parmalat e dalle organizzazioni sindacali di categoria a partire dalle istanze territoriali, ribadisce la necessità di mantenere l’integrità dell’intera filiera respingendo lo “spezzatino” già annunciato dal Ministro Marzano (praticato nella vicenda Cirio), che avrebbe come effetto l’uscita del nostro paese dalla possibilità di competere nei mercati internazionali e nazionali dell’agroalimentare con capacità produttiva, di innovazione, di ricerca e con politiche commerciali adeguate.

Il piano industriale deve pertanto prevedere il mantenimento di un gruppo e di una struttura produttiva che confermi e consolidi quanto si è dimostrato in questi mesi: la “Nuova Parmalat”, depurata dal buco e dalle frodi finanziarie, con un core business che contenga gli attuali marchi, i prodotti (nell’agroalimentare: latte ; Yogurt; succhi) ed una adeguata presenza internazionale, è in grado di garantire “l’autofinanziamento” e la tenuta dei livelli occupazionali.

Si deve pertanto attivare da subito, anche a partire dalle sole linee generali del piano industriale, un tavolo ed un confronto che veda presenti le OO.SS. di categoria, le RSU ed il Commissario straordinario Bondi che fino ad oggi si è rifiutato di incontrare le Organizzazioni sindacali; ciò lo pretendiamo e sarà rivendicato anche con le pressioni e la lotta, non solo per un rispetto delle regole minime di Relazioni Sindacali, ma anche per il lavoro fin qui svolto dai lavoratori e dalle proprie rappresentanze quali soggetti capaci di salvare un patrimonio industriale e nel contempo di indicare le possibili vie d’uscita dalla crisi.

La CGIL Emilia Romagna, anche alla luce del “Patto per la qualità dello sviluppo, la competitività, la sostenibilità ambientale e la coesione sociale in Emilia Romagna” appena siglato tra organizzazioni sindacali, Regione, Enti Locali ed associazioni imprenditoriali, ritiene pertanto necessario accompagnare la vertenza Parmalat con l’attivazione di una forte iniziativa dei territori e delle categorie regionali interessate affinché diventi l’occasione per ripensare e rilanciare il sistema agroalimentare emiliano romagnolo; ciò va fatto attraverso un coinvolgimento di tutti gli attori (dai produttori fino ai consumatori) e realizzando una maggiore integrazione di filiera, valorizzando il lavoro, qualificando i sistemi territoriali, coinvolgendo il sistema cooperativo.



COMUNICATO STAMPA Collecchio 5 marzo 2004.


Il Tavolo Inter-Istituzionale per la crisi Parmalat, composto dalle Istituzioni Locali, Provinciali e Regionali, dalle Organizzazioni Sindacali e dai Parlamentari eletti nel comprensorio ha valutato, in data odierna, l’esito della discussione parlamentare, in Commissione Agricoltura e alla Camera dei Deputati, e le posizioni assunte dal Governo e dai Gruppi Parlamentari, circa la conversione in legge del Decreto Legge 27 gennaio 2004, n.16, recante “Disposizioni urgenti concernenti i settori dell’agricoltura e della pesca” che, agli Artt. 4 e 5, prevede agevolazioni per le imprese agricole e di autotrasporto che vantino crediti nei confronti di aziende, come Parmalat, ammesse ad amministrazione straordinaria ai sensi del D.L. 23/12/2003, n.347 (Decreto Marzano);

Da quanto emerso (relazioni degli On. Marcora e Motta) risulta chiaro che le possibilità di una conclusione positiva risultano estremamente ridotte, sia in relazione ai tempi (il rinvio della trattazione pregiudica la possibilità di conversione entro la data di scadenza del 27 marzo) sia in relazione ai contenuti, dal momento che la maggior parte degli emendamenti migliorativi sono stati bocciati in Commissione e che il Governo ha negato al provvedimento la necessaria copertura finanziaria.

I componenti il Tavolo Interistituzionale esprimono grande preoccupazione per le conseguenze che dal mancato adeguamento del Decreto possono scaturire per la tenuta economica e occupazionale di settori produttivi collegati all'azienda ma non assistiti dalle norme del decreto Marzano;

Si associano agli allarmi lanciati dalle associazioni imprenditoriali (Apindustria, Apla-Confartigianato, CNA, Confcooperative, Gruppo Imprese Artigiane, LegaCoop, UPI e altre) che hanno contribuito fino ad oggi, con i loro associati, a garantire le minori ripercussioni possibili sulla continuità produttiva del gruppo anche in funzione dei più volte annunciati e promessi provvedimenti di sostegno.

Richiamano il Governo a superare i conflitti interni e a tenere fede responsabilmente agli impegni assunti in svariate occasioni nei confronti delle categorie interessate circa l’estensione delle agevolazioni sul credito, la moratoria fiscale (I.V.A. su fatture non incassate) ed il rifinanziamento del Fondo di Garanzia ex art. 52 L. 448/1998.

Invitano ancora una volta gli Enti Locali, le Associazioni delle imprese e i Sindacati dei Lavoratori ad assumere urgenti iniziative nei confronti del Governo.

Danno mandato ai Parlamentari di Parma Pierluigi Bersani, Vittorio Guasti, Luca Marcora, Carmen Motta, Albertina Soliani e Antonio Vicini di rappresentare le istanze richiamate presso il Ministro dell’Economia e/o la Presidenza del Consiglio al fine di ripristinare le condizioni di liquidità delle aziende operanti nella filiera, evitando di attivare finanziamenti a pioggia, e sulla urgente necessità di copertura finanziaria dei provvedimenti.
In tal senso la Regione Emilia Romagna ha operato nelle scorse settimane, compatibilmente con le risorse a disposizione e coerentemente con gli impegni assunti per garantire la continuità della filiera.


Per il Tavolo Inter-Istituzionale.
Giuseppe Romanini
Sindaco di Collecchio.


PARMALAT, FLAI CGIL: RINVIO CASINI È GESTO DI CHIAREZZA


“Mentre i lavoratori della Parmalat e il sindacato di categoria ancora non sono stati informati sul futuro del gruppo di Collecchio; e mentre dichiarazioni di esponenti governativi fanno temere per il futuro di quanti stanno operando per garantire produzione e commercializzazione, avanzava il tentativo di far passare – attraverso il Decreto 16 del 27 gennaio scorso - una sospensione dei versamenti contributivi e fiscali a favore delle aziende che conferiscono il latte per il quale sono regolarmente pagate. Oltre al danno emergente per l’Inps è emersa nel corso del confronto parlamentare l’assenza di copertura finanziaria per il decreto stesso. Positivo, dunque, a nostro parere, il rinvio del Presidente della Camera. Di tutto c’è bisogno nella difficile vertenza Parmalat meno che di scarsa linearità e trasparenza degli interventi.” E’ quanto dichiarato da Franco Chiriaco Segretario generale della Flai Cgil.

5 marzo 2004



DICHIARAZIONE di Mattioli Antonio Seg.Gen.Flai Cgil Parma.

TENERE BOTTA


E’ il termine con il quale, in slang parmigiano e parmense, si esprime la volontà di tenere duro, non mollare.
E’ diventato il motto dei lavoratori Parmalat, dalle giornate dei presidi di Dicembre, e fatto proprio dal Tavolo Interistituzionale; è il motto che ha pervaso la sala “Righi” in occasione della Tavola Rotonda che si è tenuta a Parma con la massima presenza delle Istituzioni locali e regionali, dell’Università, della Confindustria, organizzata dalla Cgil con l’intervento di Guglielmo Epifani.
Da tempo, come Flai e come Cgil sosteniamo che esiste un problema del sistema Parma, che il crac della Parmalat ha evidenziato con un effetto domino derivante dall’indebitamento dell’intero sistema produttivo ed in particolare dell’ Agro-alimentare.
Sono ormai diverse le Associazioni di Categoria (dall’API alle Associazioni Artigiane, dalle Associazioni Agricole ai rappresentanti del Commercio) che iniziano a condividere la necessità di affrontare il problema per come si chiama; liquidità finanziaria, necessità di investire in ricerca ed innovazione, rilancio della qualità dei prodotti e della territorialità.
Anche a livello Istituzionale si comincia a considerare il sistema Parma come un problema se non si interviene immediatamente
Sconcerta la posizione assunta dalla Confindustria locale che, per voce del suo Presidente, continua a valutare la situazione come contingente, negando l’evidenza.
Ribadiamo: c’è un effetto diretto del crac Parmalat sull’Azienda e sull’indotto che coinvolge un pezzo dell’economia locale e, per quanto ci riguarda, circa 3500 lavoratori.
Se non è diventato un dramma sociale è dovuto al fatto che i lavoratori, i produttori, i consumatori, le istituzioni hanno creduto nella qualità del lavoro e del prodotto e su questo dobbiamo continuare a lavorare per rendere l’attuale fase strutturale.
Per fare questo l’unico piano industriale possibile deve prevedere il mantenimento dell’intera filiera e delle produzioni nazionali ed internazionali legate ai marchi che hanno permesso l’autofinanziamento e che garantiscono l’integrità del sistema produttivo e dell’occupazione.
L’unico modo possibile per realizzarlo è che ci sia da subito, anche sulle linee generali, un coinvolgimento diretto delle Organizzazioni Sindacali: lo pretendiamo, anche per la legittimità che ci è data dal lavoro fin qui svolto e dal mandato dei lavoratori e questa “pretesa” la sosterremo anche con iniziative di pressione e lotta.
Esiste poi un effetto domino, aggravato dalla situazione generale, che porta i mediatori di Langhirano a fare il “totochiusura” quando parlano dei salumifici e prosciuttifici, il settore delle conserve vegetali ad un ridimensionamento della presenza sul territorio, alcuni grandi Gruppi a vivere tensioni finanziarie e stagnazione produttiva.
Questa è l’evidenza, e per questi mortivi abbiamo ribadito la necessità di uscire dall’autoconservazione ed affrontare il problema nella sua dimensione reale.
Dovranno essere superati i micro e/o macro conflitti d’interesse, individuate regole di partecipazione e soprattutto partire dai punti di forza per superare le debolezze ed invertire la rotta.
A Parma si dice “c’è del lavoro in bottega”; il prodotto diventa appetibile se tutti gli attori operano positivamente per raggiungere l’obiettivo di qualità.
Si faccia questo e si eviti l’autoconservazione: i lavoratori dell’agroalimentare ci sono.

Antonio Mattioli
Seg. Generale Flai Cgil Parma


Parma, 4 Marzo 2004.


 


 

CONFERENZA STAMPA

Il Tavolo Interistituzionale di Collecchio, composto dalle Istituzioni Locali e Provinciali e Regionali, dalle Organizzazioni Sindacali e dai Parlamentari eletti nel comprensorio indice per:

VENERDI’ 5 MARZO alle ore 17 presso la Sala Consigliare del Comune di Collecchio

Una Conferenza Stampa per sostenere la necessità di promuovere interventi atti a garantire la continuità produttiva della filiera Parmalat, contenuti nelle modifiche proposte al “Decreto Alemanno” che, se non attivate, pregiudicano il lavoro svolto in questi mesi.

In questa occasione i Parlamentari motiveranno la posizione assunta nei confronti del Decreto in oggetto ed il Tavolo spiegherà le ragioni dell’urgenza degli interventi.  

p. il Tavolo Interistituzionale  Il Coordinatore  Il Sindaco di Collecchio                       

    G.Romanini


FAI - CISL FLAI - CGIL UILA - UIL


COMUNICATO STAMPA 23 febbario 2004

Programma/manifesto per la vertenza Parmalat


L’Assemblea nazionale delle Rsu del gruppo Parmalat, riunita a Roma il 23 febbraio 2004, ha approvato all’unanimità il seguente documento che contiene gli obiettivi e le azioni che Fai, Flai e Uila intendono perseguire nella vertenza Parmalat:

1) Mantenimento dell’integrità industriale del Gruppo Parmalat in Italia e nel mondo per salvaguardare l’occupazione e i redditi in tutta la filiera, nonché le potenzialità di espansione del “made in Italy” alimentare sul mercato internazionale.

2) Definizione da parte del Governo italiano di un progetto strategico di salvataggio e di rilancio della Parmalat, traguardato all’obiettivo di cui al precedente punto 1 e negoziato con l’Unione Europea nell’ambito della Direttiva del 9.10.99 “orientamenti comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà”. Nella definizione del progetto vanno coinvolte forze economiche (imprenditori - cooperazione - sviluppo Italia - banche - creditori - amministratori Parmalat - Sindacati), attraverso l’istituzione immediata di un tavolo di concertazione presso il Ministero delle Attività Produttive in raccordo con quello per le Risorse Agricole.

3) L’acquisto di azioni delle imprese agroalimentari quotate in borsa da parte di Fai-Flai-Uila e la delega ad esperti di fiducia per la partecipazione alle assemblee degli azionisti per poter esercitare un ruolo di controllo e di informazione sul reale stato dell’impresa.

4) Ricorso Fai-Flai-Uila alla Corte di Giustizia europea per il rispetto del diritto di informazione e di consultazione “in tempo utile” dei Sindacati dei lavoratori, sancito dalla Carta di Nizza e dalla “bozza” di Costituzione Europea.

5) Rilascio di delega a Fai-Flai-Uila da parte di tutti i lavoratori italiani del Gruppo Parmalat per essere rappresentati nel comitato dei creditori e/o nel comitato di sorveglianza.

6) Ricorso alla mobilitazione dei lavoratori per garantire l’integrità industriale del Gruppo (a fronte dei silenzi del commissario Bondi e di quelli del Governo sul piano di rilancio) e per opporsi ad ogni eventuale cessione di asset aziendali.


Roma, 23 febbraio 2004


PARMALAT FAI FLAI UILA NAZIONALI: Incontro con il Commissario per l’agricoltura Franz Fischler 

Le Segreterie generali di Fai, Flai e Uila hanno incontrato questa mattina il Commissario per l’agricoltura Franz Fischler per sottolineare il valore strategico delle produzioni agroindustriali della Parmalat e la necessità di rilanciare l’azienda garantendone l’integrità e la conferma dei livelli occupazionali. 

Fai Flai Uila hanno inoltre espresso la necessità che la UE rafforzi la legislazione a tutela dei risparmiatori e che il diritto societario e le normative sui fallimenti vengano rapidamente armonizzate. 

Il Commissario ha confermato il ruolo fondamentale che Parmalat svolge in Europa per la filiera agroalimentare e l’interesse della Commissione ad esaminare con la massima attenzione e rapidità tutte le proposte che il Governo italiano presenterà per salvaguardare e valorizzare l’impresa. 

Ha confermato inoltre l’impegno della Commissione e del Parlamento europeo per una legislazione più attenta ai diritti dei risparmiatori. 

I Segretari Generali 

  FAI-CISL                           FLAI-CGIL                         UILA-UIL

 (A. Gorini)                          (F. Chiriaco)                      (S. Mantegazza)

 

 

Roma, 13 febbraio 2004


 

CAE DICHIARAZIONE STAMPA Antonio Mattioli Segretario Flai Cgil Parma 11 febb.2004

CAE PARMALAT (Comitato Aziendale Europeo Parmalat) 

Si è riunito nelle giornate del 10 e 11 Febbraio Il Comitato Aziendale Europeo della Parmalat che raggruppa le rappresentanze aziendali e sindacali dei diversi siti e paesi.

Parmalat è presente in Europa con:

Italia 4000 dipendenti, Spagna 1300 dipendenti, Portogallo 350 dipendenti, Inghilterra 220 dipendenti, Romania 54 dipendenti, Ungheria 450 dipendenti, Russia 1000 dipendenti, mentre la Francia era stata ceduta a Lactalis prima del crac.

La situazione più critica è rappresentata dall’Ungheria (dove è a rischio la continuità produttiva a causa dell’avvio della procedura fallimentare), mentre negli altri paesi si sono create le condizioni per stabilizzare produzioni ed occupazione.

Le altre situazioni extra europee, che destano preoccupazioni, sono il Brasile ed il Cile, mentre nel nord America è stata superata una fase critica causata dalla difficoltà nel reperimento del latte.

Le organizzazioni sindacali europee hanno condiviso la necessità che vengano accertate le responsabilità del crac e valorizzata la parte sana di Parmalat, rappresentata dalla filiera produttiva, dall’occupazione e dalle produzioni.

E’ stata confermata l’indisponibilità ad accettare disaggregazioni del Gruppo, riaffermando il valore aggiunto facente capo al core – business (latte – yogurt succhi) ed alle realtà che producono reddito e qualità.

L’azienda, nella persona di Paolo Aceto, ha dichiarato la disponibilità ad intervenire urgentemente per affrontare i problemi contingenti, come l’Ungheria, e la volontà di non procedere a cessioni o disaggregazioni in attesa del piano complessivo, che dovrebbe essere presentato nel mese di Aprile e valutato anche con un incontro straordinario del CAE.

Per quanto riguarda la situazione italiana è stata confermata la normalizzazione del Gruppo, che dovrebbe essere favorita anche con l’apertura di linee di credito richieste dal Commissario Bondi (anche le vendite di Gennaio confermano la positività del 2003)

Permane una difficoltà nel forno che verrà immediatamente affrontata per favorire le vendite.

Si è convenuto, per l’Italia,un incontro di verifica per il 24 Febbraio.

E’ necessario sottolineare che qualsiasi scelta finalizzata a scorporare il sistema Parmalat, non solo non viene considerata dalla gestione Bondi, ma verrà contrastata dalle organizzazioni sindacali Nazionali ed Internazionali.

                                                                                            Antonio Mattioli

Parma, 11 Febbraio 2004.


 

COMUNICATO STAMPA (PARMALAT) 9 febbario 2004

Nelle giornate del 10 ed 11 Febbraio si terrà a Parma il CAE Parmalat.

Nella giornata del 10 alle 16 si incontreranno le delegazioni sindacali di Italia (i rappresentanti delle tre segreterie e tre delegati aziendali) – Spagna – Portogallo – Ungheria – Francia – Inghilterra – Germania per fare il punto della situazione sullo stato dei siti produttivi dei singoli territori.

Nella giornata dell’11 Febbraio alle 9,30 la delegazione sindacale incontrerà il Gruppo Dirigente Parmalat; gli incontri si terranno presso lo stabilimento di Collecchio.

L’ occasione dell’incontro del CAE rappresenta la prima verifica ufficiale sulla situazione Parmalat a livello internazionale.

L’ obiettivo di mantenere una filiera integrata ed internazionale della Parmalat può essere sostenuto intervenendo, attraverso il CAE, nei singoli paesi preservando le produzioni, facendo leva sul core business e facendo attenzione agli effetti sull’occupazione.

In questi giorni, mentre si sta normalizzando la situazione italiana in previsione del confronto sul piano industriale, stiamo assistendo ad una drammatica precipitazione degli effetti del crac, in particolare in Sud – America

Mentre in Italia proseguono gli incontri di monitoraggio finalizzati alla continuità produttiva, si rende necessario comprendere la posizione degli stabilimenti europei in previsione del riassetto del Gruppo Parmalat.

 

                                                                                       Antonio Mattioli

 Segretario Generale Flai Cgil Parma

 

Parma, 9 Febbraio 2004


 

COMUNICATO STAMPA (Brasile – Parmalat) 

Si è tenuto a Collecchio nella tarda serata di ieri, Martedì 3 Febbraio, l’incontro tra il Tavolo Istituzionale dell’Emilia Romagna ed il ministro delle politiche agricole del Governo Brasiliano Rossetto con la presenza del Presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani.

Congiuntamente si sono incontrati Siderlei, presidente della Contac (il sindacato dell’agroalimentare brasiliano) e Mattioli Antonio, unitamente a Giordano Giovannini, in rappresentanza delle corrispondenti organizzazioni sindacali di categoria locali.

Parmalat Brasile occupa 6500 dipendenti suddivisi in 8 stabilimenti e coinvolge circa 15000 produttori di latte, rappresentando circa il 35% della presenza Parmalat in Sud America.

Il Ministro Rossetto ha incontrato nel pomeriggio il commissario Bondi per valutare le procedure atte a salvare gli stabilimenti brasiliani attivando la “Concordata”, che permetterebbe di salvaguardare la continuità produttiva scorporandola dalla precedente gestione finanziaria, ottenendo disponibilità in tal senso

Il Tavolo istituzionale, per voce di Errani, ha convenuto un percorso di cooperazione finalizzato a mantenere integra la filiera internazionale di Parmalat.

Le organizzazioni sindacali hanno convenuto che la tenuta degli stabilimenti (in Brasile rischiano il fallimento nonostante la presenza di siti produttivi all’avanguardia) è determinante per confermare l’internazionalità del Gruppo e la solidità di un sistema industriale che rappresenta una risorsa produttiva, occupazionale ed economica per i paesi coinvolti nel crac Parmalat.

Il piano industriale dovrà rispondere all’obiettivo, condiviso da entrambe le rappresentanze sindacali, di garantire l’intera filiera del core business.                                                              

                                                                           

Parma, 4 Febbraio 2004.


Convocazione Tavolo Interistituzionale

CRISI PARMALAT

Oggi, Martedì 3 Febbraio, alle ore 18,30 

presso la Sala del Consiglio del Comune di Collecchio 

e’ convocato il Tavolo Istituzionale dell’Emilia Romagna (composto dalla Regione Emilia Romagna - Flai/Cgil, Fai/Cisl, Uila/Uil provinciali – Comune di Collecchio – Comune di Parma - Provincia di Parma – Parlamentari dei collegi della Provincia di Parma)  

per un incontro con: 

On. Rosseto – Ministro delle politiche agricole del Governo Brasiliano del Presidente Lula. 

Il Ministro sarà accompagnato dal Console del Brasile in Italia, da un dirigente del Banco do Brasil, da due parlamentari brasiliani e dal Presidente della CONTAC (il Sindacato di Categoria Brasiliano) Siderlei Silva de Oliveira componenti il Tavolo di Crisi Nazionale del Brasile sulla vicenda Parmalat. 

All’incontro prenderà parte il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. 

Il confronto è finalizzato ad individuare un percorso comune per affrontare la crisi Parmalat. 

 

                                                  PER IL TAVOLO ISTITUZIONALE

                                            Il Sindaco di Collecchio

                                               Giuseppe Romanini 

Parma, 3 Febbraio 2004.


 

COMUNICATO STAMPA NEWLAT 

In data odierna le OOSS di categoria e le RSU di Reggio Emilia e Lecce hanno incontrato la Direzione Aziendale di NEWLAT , alla presenza del Commissario Giudiziale Dott. B. Bartoli .

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi relativi al “governo” della fase di amministrazione controllata .

L’incontro è stato utile a definire percorsi condivisi che possano consentire agli stabilimenti la prosecuzione dell’attività , anche sul piano strettamente operativo , con continuità e garantendo gli attuali livelli produttivi .

Azienda e OOSS condividono con lo stesso spirito , nel rispetto delle norme in materia , percorsi utili ad affrontare positivamente le questioni relative ai crediti da lavoro dipendente congelati in virtù della amministrazione controllata .

L’Azienda ha inoltre informato RSU ed OOSS riguardo alle produzioni previste per la prossima settimana che si manterranno su quantitativi elevati . sarà pertanto necessario il ricorso allo straordinario in particolare per le produzioni di latte UHT e formaggini fusi .

E’ stata inoltre riconfermata la volontà di proseguire ,  con periodici e frequenti incontri , l’attività di informazione e confronto .

Martedì si terranno in Azienda le assemblee dei lavoratori . 

Reggio Emilia 30/01/2004

FLAI-CGIL Reggio Emilia

FLAI-CGIL Lecce

FAI-CISL Reggio Emlia

RSU NEWLAT Reggio Emilia e Lecce

  


DICHIARAZIONE di Antonio Mattioli

Segretario Generale Flai Cgil Parma (31 Gennaio 2004)

PARMALAT

 

Dalle dichiarazioni di Marzano a quelle di Villani (consigliere regionale di Forza Italia dell’Emilia Romagna), fautori dello spezzatino di Parmalat, passando per Filippi (consigliere regionale di Forza italia dell’Emilia Romagna), che si è posto un quesito esistenziale sul ruolo della Cgil nella vicenda Parmalat, appare chiaro che non conoscono il merito del problema ed il lavoro viene da loro considerato solo un accessorio meritevole solo di qualche attenzione.

L’unico obiettivo che si pongono è di realizzare un ritorno economico immediato dalla svendita dei pezzi pregiati del Gruppo cercando il consenso di soggetti sociali danneggiati dalla vicenda Parmalat.

Premesso che il ruolo del sindacato e dei lavoratori è noto ed in questi giorni se i siti produttivi garantiscono la continuità della Parmalat è grazie al lavoro di razionalizzazione, efficienza, ricerca della qualità, valorizzazione della risorsa umana ottenuta con anni di accordi sindacali che hanno prodotto un sistema industriale in grado di autofinanziarsi, viene da chiedersi dove erano questi signori quando il sindacato e la Cgil lanciarono, inascoltati, negli anni 2001 – 2002 l’allarme Parmalat; viene da chiedersi se questi signori sanno che l’erogazione degli stipendi di Gennaio, che verrà effettuata il 2 Febbraio, è garantita dalla continuità produttiva, dall’autofinanziamento e dalle vendite che confermano la positività del sistema produttivo Parmalat: viene da chiedersi se questi signori hanno scelto la strada breve della liquidazione della vicenda, mentre stiamo ragionando di un piano industriale che, partendo dal core- business (latte- succhi – yogurt), sia in grado di rispondere anche alla divisione forno e garantisca un sistema industriale nazionale ed internazionale all’avanguardia, dando risposte all’intera filiera: dall’allevatore al risparmiatore; viene da chiedersi se questi signori si stanno rendendo conto che la coesione sociale su questi obiettivi è il risultato di atteggiamenti responsabili di tutti i soggetti interessati; viene da chiedersi se questi signori si rendono conto che solo partendo dal lavoro, dagli investimenti in innovazioni, dalla ricerca, dal consolidamento dei sistemi produttivi, dal superamento di conflitti d’interesse, da regole che stabiliscano trasparenza e certezza, si possono determinare le condizioni di uno sviluppo sostenibile nel nostro paese.

La Cgil, il sindacato in generale ed i lavoratori ci sono e ci saranno, il Tavolo istituzionale è un riferimento necessario e determinante e questi signori?

                                                                      Antonio Mattioli


ALLARME BOSCHI 

Le Segreterie Territoriali di Flai Fai Uila lanciano una allarme per la continuità produttiva per la Ditta Boschi di Fontanellato e Felegara (700 dipendenti in Provincia di Parma).

Nei giorni scorsi abbiamo convenuto con il Commissario Dott. Ardenti Morini il percorso per la continuità produttiva (sia per la garanzia dei conferimenti, compreso il pomodoro, che per i programmi).

Nelle giornate del 29 e 30 Gennaio sono state effettuate le assemblee con i lavoratori per illustrare lo stato della situazione e per definire le iniziative atte a sostenere le retribuzioni ed i livelli occupazionali.

Per la struttura sociale la Boschi potrebbe, a seguito di un’ulteriore verifica della partecipazione Parmalat, non rientrare nella procedura prevista dal decreto “Prodi – Ter” o “Marzano”.

E’ indispensabile che, a fronte di un’azienda considerata da tutti per qualità del prodotto, capacità produttiva e redditività una risorsa, vengano ripristinate URGENTEMENTE le condizioni per la liquidità senza la quale si rischia la continuità produttiva ed un trauma sociale che non siamo disponibile ad accettare.

TUTTI si devono assumere le responsabilità necessarie per garantire il lavoro, dai produtti ai fornitori, dal credito alla proprietà; i lavoratori lo stanno facendo.

Nelle giornate del 4 Febbraio a Medesano e del 12 Febbraio a Fonatanellato si terranno assemblee aperte con le istituzioni e la cittadinanza per creare intorno alla Boschi la coesione sociale necessaria per garantire la continuità produttiva. 

FLAI CGIL    FAI CISL    UILA UIL    PARMA

                                    A. Mattioli      G.Alviti     O.Colonna

 

Parma, 30 Gennaio 2004  


 
COMUNICATO STAMPA incidente mortale all'Eridania Sadam di Russi

 

Le Segreterie Nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil  appresa la tragica notizia dell’incidente mortale sul lavoro che è costato la vita a Carmela Pezzullo nello stabilimento Eridania Sadam di Russi,  nell’esprimere le più sentite condoglianze ai familiari della vittima, denunciano il ripetersi d’infortuni mortali nel settore saccarifero.

 

L’anno 2003 è stato  orribile per il settore, dal punto di vista della sicurezza sul lavoro.

 

Tre persone hanno perso la vita nel 2003 mentre svolgevano il loro lavoro ed il  2004 inizia all’insegna del ripetersi di un fatto altrettanto drammatico.  Le responsabilità dovranno essere appurate dalla Magistratura, di cui aspettiamo con fiducia l’operato , ma nello stesso tempo dobbiamo battere le resistenze delle aziende a mettere sotto controllo la sicurezza negli stabilimenti. Non esistono tragiche fatalità: per ogni infortunio su lavoro ci sono cause perfettamente individuabili e prevedibili.  

E’ necessaria una risposta politica forte del settore.

Perciò

dichiariamo 4 ore di sciopero per tutti i lavoratori del Gruppo Eridania Sadam e 2 ore per tutti i lavoratori del settore saccarifero da effettuarsi  nella giornata di venerdì 23 gennaio  p.v.  

 

Le iniziative promosse dal sindacato e messe in atto negli stabilimenti, sia sul versante formativo, che nella dotazione di tutte le misure di sicurezza sugli impianti e personali non ci hanno messo  al riparo da rischi così gravi.

 

Per quel che riguarda i lavoratori  degli appalti, nel seminario del settore saccarifero sulla sicurezza della primavera scorsa avevamo  denunciato l’eccessiva approssimazione e gli scarsi controlli esercitati in materia nelle ditte appaltatrici e avevamo richiesto fortemente di adottare procedure rigorose sia per i dipendenti diretti sia per quelli indiretti.  I fatti del 2003 purtroppo dimostrano che non siamo stati ascoltati. In sede di Assozucchero, negli incontri avuti con Sfir ed Eridania-Sadam a seguito degli infortuni avvenuti, denunciammo  che almeno due persone erano morte perché non avevano trovato applicazione le norme più elementari sulla sicurezza.

 

Dovevano essere gli ultimi a pagare con la vita la leggerezza con cui si affrontano determinate situazioni.

La completa applicazione del dlgs 626/94 deve trovare piena applicazione a partire dalla valutazione di tutti i rischi e dalla formazione dei lavoratori alla gestione delle misure di prevenzione e protezione.

 

Sempre nel seminario del 2003 avevamo concordato con le società ed Assozucchero un percorso di incontri e di verifiche in grado di mettere sotto controllo la sicurezza  negli stabilimenti. Ma se le volontà non trovano riscontro nei fatti serve ben poco manifestarle. In ogni stabilimento erano previsti incontri con le direzioni aziendali, alle quali avevamo chiesto maggior collaborazione per individuare i rischi  e più vigilanza sull’applicazione delle norme ma le aziende hanno temporeggiato non dando,  evidentemente, molta importanza a queste problematiche.

 

Oggi ribadiamo che la sicurezza deve essere l’obiettivo prioritario. Rivendichiamo pertanto un tempestivo incontro con la Direzione di Eridania Sadam e la necessità di riaffrontare con Assozucchero questi temi, inserendoli  come primo punto all’O.d.G. del Comitato d’ Informazione e Consultazione dell’Industria Saccarifera previsto per il prossimo mese di febbraio. 

 

Roma  21 gennaio 2004                                                         

 

FAI CISL                                                      FLAI CGIL                                  UILA UIL

Sergio Retini                                                 Stefania Crogi                      Tiziana Bocchi     

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