Emilia

Romagna

home | contratti | sicurezza sul lavoro | sicurezza alimentare | agroalimentare

 

 

 

I dossier

 

OGM 

 

Mucca pazza 

 

Gli anni del Governo Berlusconi

 

Indagine sulla contrattazione nelle imprese alimentari Emilia Romagna

 

La finanziaria 2004 documenti e commenti

 

Europa

Per orientarsi nell'economia, nelle leggi e nei diritti europei

 
 
 
 
 
 

Comunicato stampa TAVOLO INTERISTITUZIONALE PARMALAT 19 aprile 2004


Il Tavolo Interistituzionale, al termine dell’incontro con il Dott. Enrico Bondi, durante il quale è stato illustrato il piano di ristrutturazione del Gruppo Parmalat, esprime apprezzamento per il lavoro fin qui svolto dall’Amministratore Straordinario.
Valuta positivamente le linee guida in quanto finalizzate al mantenimento di un gruppo industriale che, seppure ridimensionato, mantiene le caratteristiche di gruppo internazionale a guida italiana con la concreta possibilità di poter a breve produrre margini positivi.
Riconferma la necessità di un impegno coerente e coeso di tutti i soggetti pubblici e privati per garantire il buon esito finale ed il raggiungimento degli obiettivi indicati.
A tal fine richiama la necessità di mantenere costante il rapporto con il livello nazionale, incluse le rappresentanze sindacali, per la salvaguardia dei livelli occupazionali.


Il Tavolo Interistituzionale di Collecchio

Collecchio 19 Aprile 2004.

 


Dichiarazione stampa 19 Aprile 2004.

Parmalat: Antonio Mattioli Segretario Generale Flai Cgil Parma

“ L’incontro che si è tenuto a Collecchio tra il Tavolo Interistituzionale ed il Commissario Bondi è stata l’occasione per valutare la situazione del Gruppo alla luce delle linee generali del Piano di rilancio della “nuova Parmalat.
Sono state confermate le comunicazioni rese note ai creditori il 26 Marzo.
Due sono gli elementi importanti: un core-business che considera latte, derivati, yogurt e succhi e l’internazionalità del gruppo.
Restano le perplessità sulla quantità dei marchi considerati e la necessità di definire percorsi e tutele per impedire traumi occupazionali.
Questi elementi saranno oggetto di confronto a livello sindacale anche in previsione della presentazione del piano industriale prevista per la fine di Maggio.
Nelle prossime settimane dovrà essere avviato un confronto di merito.
Qualcuno in questi giorni ci ha chiesto un giudizio in termini di voto sul Commissario; credo che sia necessario vedere se supera l’esame.
La priorità è garantire la continuità della filiera coinvolgendo tutti i soggetti interessati ed in questo senso un ruolo determinante può essere svolto dal Tavolo Interistituzionale.


Antonio Mattioli

 


Roma 25 marzo 2004 Comunicato CIRIO DEL MONTE

Il 23 marzo 2004, dopo numerosi solleciti, sia scritti che telefonici, effettuati dalle segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila, si è svolto l’incontro presso il Ministero delle Attività Produttive per il gruppo Cirio Del Monte. All’incontro hanno partecipato, oltre al sottosegretario Valducci e ai commissari straordinari Resca e Zimatore, il management aziendale rappresentato dal Dr. Bellantonio e dal Dr. Musto, l’assessore all’agricoltura della Regione Campania, le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil con il coordinamento sindacale del gruppo.

Il Commissario Resca ha illustrato la situazione attuale e gli sforzi messi in campo tesi a gestire ed a salvare le aziende alla luce anche della perdita di fatturato relativa al 2003. La valutazione fornita dai Commissari è stata positiva, considerato che, come è stato confermato anche da Bellantonio, nei primi tre mesi del 2004 viene compiuta un’inversione di trend, attestandosi sia Cirio De Rica (+18%) che Cirio Del Monte (+13%) su valori di recupero del fatturato. Viene così confermata la valenza che i marchi hanno ancora sul mercato, nonostante manchi il supporto di azioni promozionali di marketing.

Anche sui programmi futuri le aspettative sono buone. Tutti i contratti per la campagna del “verde” e del “rosso” sono stati stipulati, sia al nord che al sud e per il doppio dei quantitativi dell’anno precedente.

Si è poi passati all’aggiormento sull’iter della vendita, anche con l’apporto del Commissario Zimatore. Il piano predisposto prevede la suddivisione in due aree: funzionali e non funzionali. Fanno parte della prima Cirio De Rica e Del Monte le cui operazioni di vendita avverranno in modo separato. Le ragioni principali che hanno indotto a suddividere tra loro le attività sono sicuramente il maggior margine di profitto, ma anche il verificarsi della mancata integrazione tra Cirio De Rica e Del Monte.

Su questo aspetto, le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila pur trovando coerente l’ipotesi dei commissari hanno ribadito che sarebbe stato auspicabile mantenere integro tutto il gruppo sottolineando la latitanza e la mancanza di confronto e di informazione da parte del Ministero.

E’ stato rivendicato altresì, per il futuro, un diverso sistema di confronto e di relazioni, richiamando i criteri che dovranno guidare nella scelta dei probabili acquirenti: piani industriali basati sulla continuità delle produzioni in grado di coniugare gli interessi di tutta la filiera, garantendo il rilancio delle attività aziendali e il mantenimento dei livelli occupazionali. Criteri questi che dovranno valere sia per Cirio De Rica che per Del Monte. Anche per queste motivazioni, le segreterie hanno reputato inopportuno affrontare al momento possibili percorsi di fuoriuscita dei lavoratori, anche se su base volontaria, finché non si sia delineato un panorama più certo per il futuro.

Le manifestazioni di interesse a tutt’oggi ricevute dai Commissari sono circa 70, delle quali 40 sono per le attività centrali. Nessuna manifestazione da parte di acquirenti italiani è stata avanzata per le attività estere. Quest’ultime, hanno precisato i Commissari, trattandosi tra l’altro di aziende “in bonis”, verranno cedute sulla base del “profilo del corrispettivo” (offerta più vantaggiosa). Per le altre è stata confermata la validità dei criteri richiamati dalle segreterie nazionali.

Il 14 aprile è il termine entro il quale dovranno pervenire le offerte non vincolanti corredate da un piano industriale. Il sottosegretario Valducci, esprimendo la volontà di migliorare i rapporti con le organizzazioni sindacali se non altro dal versante informativo, condividendo tra l’altro le finalità di massima alle quali la procedura dovrà tendere, si è impegnato a promuovere incontri con delegazioni più ristrette. A tal fine, le segreterie nazionali hanno programmato con i Commissari un primo incontro nella seconda decade di aprile per una prima valutazione dei piani industriali pervenuti. Il sottosegretario si è impegnato inoltre a sollecitare gli organi competenti per arrivare allo sblocco dei crediti IVA.

Fai, Flai e Uila hanno inoltre chiesto aggiornamenti riguardo le attività definite nel piano “non funzionali”, in particolare Cirio Ricerche, Cirio Agricola, Cirio Finanziaria e Panificio Moderno.

I lavoratori di Cirio Ricerche, posti in Cassa Integrazione Straordinaria a 0 ore dall’8 gennaio, non percepiscono lo stipendio da novembre. Non viene neanche erogata l’indennità da parte dell’INPS in quanto il Ministero del Lavoro attende di conoscere dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere se l’azienda sarà ammessa allo stato di amministrazione straordinaria. L’udienza è fissata per i primi di aprile. Fai, Flai e Uila hanno sollecitato quindi i Commissari ad interventi mirati a recuperare risorse a favore dei lavoratori.

Altrettanto preoccupante è la situazione di Cirio Agricola. Viene confermata l’attuale cadenza dei pagamenti da parte di Eurolat ma lo stato finanziario dell’azienda fa ritenere non eludibile ed auspicabile il suo inserimento in amministrazione straordinaria.

Su queste due realtà, l’Assessore campano Aita, ha chiesto al ministero di attivare un tavolo di confronto specifico. La Regione Campania ha infatti deliberato l’istituzione del distretto agroindustriale e ritiene prioritario individuare interventi per non disperdere un patrimonio come quello lattiero-caseario e della ricerca.

Per il Panificio Moderno, per il quale si stanno manifestando volontà di acquisto, la vendita potrà avvenire in due modi: tramite la dismissione delle partecipazioni da parte di Cirio Finanziaria, o passando in amministrazione straordinaria. In ogni caso si è concordato che la vendita avverrà nei rispetti dei criteri e dei vincoli occupazionali come se stesse nella procedura dell’amministrazione straordinaria.

Fai, Flai e Uila congiuntamente al coordinamento delle strutture e delle RSU del gruppo Cirio, danno una valutazione positiva dell’incontro e degli impegni assunti.

Cordiali saluti


FAI CISL FLAI CGIL UILA UIL
Sergio Retini Stefania Crogi Pasquale Papiccio
 


CRISI PARMALAT 25 marzo 2004
Adesso Basta!

A che punto siamo?
Se è vero che le linee generali del piano presentate da Bondi, sconfessano la posizione assunta da tempo da Marzano ed in parte riscontrano le posizioni espresse dalle organizzazioni sindacali, è anche vero che impongono un confronto serrato per recuperare marchi e produzioni di elevata qualità e frutto di importanti innovazioni.
Non possiamo permetterci, e le condizioni ci sono, di assistere ad una destrutturazione del sistema produttivo che produrrebbe un trauma occupazionale e di sistema (nazionale ed internazionale) con una portata devastante.
Abbiamo lavorato in questi mesi per dimostrare che le nostre ragioni sono sostenibili, produzioni e vendite confermano la stabilità del sistema produttivo.
Gli attori presenti al Tavolo Istituzionale hanno avuto e potranno avere un ruolo determinante per garantire la continuità della filiera, ma non possono misurasi con l’aleatorietà del Governo e la “brillante assenza” di Confindustria.
Il “Decreto Alemanno”, approvato anche al Senato così come uscito dalla Camera, non solo non risponde alla filiera ma, muovendosi in una logica di lobby e rispondendo agli imprenditori agricoli indipendentemente dal fatto di essere o meno conferitori di latte alla Parmalat, produce un effetto dirompente nel sistema.
Gli autotrasportatori hanno intrapreso da oggi iniziative a sostegno delle loro ragioni dettate dalla mancanza di liquidità, la distribuzione rischia una paralisi per le stesse ragioni, il factoring chiede piani di rientro ai fornitori mandando in fibrillazione le consegne.
Il disimpegno del Governo, al quale nessuno ha chiesto finanziamenti a pioggia o di legalizzare l’illegalità ma semplicemente di attivare l’accesso ad un fondo fidi, è disarmante e necessita di una risposta immediata da parte di tutti gli attori della filiera Parmalat.
Per il Governo la legge Gasparri, il decreto salvacalcio, la “par condicio” sono le priorità per il futuro di questo paese e le questioni inerenti il lavoro e lo sviluppo passano in secondo piano, così come a livello locale le condizioni precarie di alcuni settori sono da considerarsi “incidenti di percorso”, mentre è determinante la guerra di potere che si è aperta nella nostra città, dopo il crac Parmalat, dove la Confidustria vuole giocare un ruolo tramite il suo Presidente (vedi notizie stampa).
E la coesione sociale che ha permesso la continuità produttiva della Parmalat che fine fa?
E’ forse necessario attivare iniziative corporative o di lobby per risolvere il problema Parmalat o le crisi di settore?
I lavoratori sanno benissimo che esiste una stagione per dimostrare le ragioni del lavoro e della validità delle produzioni ed una stagione per pretendere risposte rispetto al futuro.
La seconda stagione è iniziata.
A partire dallo Sciopero Generale il lavoro dovrà riprendere la dignità che merita, il futuro dovrà vedere diritti e stabilità occupazionale come impegni primari nell’agenda di tutti e, a partire dalla Parmalat, i lavoratori si mobiliteranno per un futuro migliore.
La coesione sociale la ricostruiremo nei fatti: se gli stabilimenti producono tutti potranno trarne benefici, in caso contrario il dramma sociale che ne conseguirebbe avrà responsabilità precise ed i lavoratori non staranno a guardare.

Antonio Mattioli
Segretario Generale Flai Cgil Parma
 

home | contratti | sicurezza sul lavoro | sicurezza alimentare | agroalimentare