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FLAI CGIL  FAI CISL  UILA UIL PARMA

 

COMUNICATO UNITARIO

 

Dopo l’Assemblea Unitaria dei delegati di tutta la provincia, che si è tenuta il 13 Luglio, le organizzazioni sindacali invitano tutti i lavoratori alla FERMATA DI 1 ORA, indicativamente il 20 Luglio, in occasione della discussione in Parlamento della Legge sulle Pensioni sulla quale il Governo ha deciso di porre la fiducia.

-         Il testo presenta condizioni inaccettabili sia per gli interventi sull’età pensionabile che per l’utilizzo del T.F.R

-         La scelta da parte del Governo di porre la fiducia dimostra come il mondo del lavoro continua ad essere inascoltato da questo Esecutivo e viene utilizzato come cassa per pagare il dissesto finanziario dello stato

-         La penalizzazione del sistema previdenziale si aggiunge al decreto Taglia Spese (che ha visto la reazione di tutti i soggetti istituzionali e sociali) ed alla preannunciata manovra finanziaria di 60.000 miliardi delle vecchie lire di ulteriori tagli

Le fermate in tutti i posti di lavoro saranno l’inizio di una fase di mobilitazione che verrà definita nell’assemblea nazionale unitaria di tutti i delegati che si terrà a Settembre. 

Nelle aziende dove si effettuano i turni l’ora di fermata verrà effettuata a cavallo dei due turni giornalieri, per chi opera a spezzato la fermata è prevista all’ultima ora del mattino.

Durante la fermata si presidieranno i cancelli delle fabbriche.

FLAI CGIL FAI CISL UILA UIL

Parma, 16 Luglio 2004.


Dichiarazione stampa 4 Giugno 2004.

Antonio Mattioli Segretario Generale Flai Cgil Parma.

 PIANO PARMALAT.

 “ Il piano finanziario ed Industriale presentato oggi dal Commissario Straordinario nell’incontro con i creditori non è stato oggetto del confronto in sede sindacale.

Se da una parte si recuperano nel “perimetro” della nuova Parmalat, indicato nei criteri presentati a Marzo, importanti realtà produttive italiane come la Boschi Luigi (600 dipendenti tra lavoratori fissi e stagionali con sede in provincia di Parma) ed alcune realtà sudamericane, dall’altra non si risponde alla necessità di determinare il futuro di chi oggi è escluso dal Gruppo.

Il famoso “perimetro” non è stato ancora sottoposto al confronto con le parti sociali e non sono state ancora considerate le osservazioni che potrebbero evitare effetti traumatici nel Gruppo (in Italia ed a livello internazionale).

E’ stato fatto un passo avanti, ma la strada è ancora lunga e quella strada deve essere percorsa insieme ai lavoratori ed alle rappresentanze sindacali.

Ripeto: non abbiamo nessuna intenzione di passare da attori del rilancio a spettatori del futuro e per questo motivo deve essere avviato immediatamente il confronto.

L’incontro del Comitato Aziendale Europeo, previsto per il 7 ed 8 Giugno a Collecchio, rappresenta la prima scadenza utile per iniziare a valutare congiuntamente l’assetto definitivo di Parmalat.

Le assemblee dei prossimi giorni saranno utili per il massimo coinvolgimento dei lavoratori per una trattativa che si presenta in salita per tutto il Gruppo.

Qualcuno si sta chiedendo cosa pretendiamo dopo quello che è successo.

Rispondiamo che le nostri ragioni stanno nel lavoro ed in quello che abbiamo dimostrato in questi mesi e per questo motivo riteniamo indispensabile garantire un  futuro del quale tutti ne potranno trarre benefici; dai produttori ai risparmiatori, passando per l’indotto.

Queste ragioni le sosterremo con tutte le iniziative necessarie che decideremo a livello di Gruppo.”

                                                              Antonio Mattioli  SegretarioGeneraleFLAICgil          

                                                                              Parma, 4 Giugno 2004.


COMUNICATO STAMPA 

Parmalat (Piano Industriale) 

“Sta per iniziare il percorso per il confronto sul piano industriale.

Anche se negli stabilimenti continuano gli incontri di monitoraggio per garantire la continuità produttiva ed occupazionale, il confronto generale non ha ancora fatto quel salto di qualità necessario per capire se ci sono le condizioni per condividere l’assetto futuro del Gruppo.

I lavoratori rischiano di passare da attori del rilancio e della continuità produttiva a spettatori del proprio futuro; non è possibile.

La pretesa di essere coinvolti nel confronto decisivo diventa, in questi giorni, rivendicazione.

Abbiamo programmato l’incontro delle rappresentanze europee del Gruppo Parmalat nelle giornate del 7 e 8 Giugno e convocato le assemblee nello stabilimento di Parma per le giornate del 15 e 17 Giugno.

L’obiettivo è quello di sostenere le ragioni delle tutele di tutte le maestranze coinvolte nel sistema Parmalat e delle dimensioni internazionali del Gruppo.

L’atteggiamento sin qui tenuto ci restituisce il diritto di contribuire a decidere cosa faremo e come saremo “domani”.

La sostenibilità di questo Gruppo è ampiamente dimostrata; il futuro degli stabilimenti e dei lavoratori deve essere ancora stabilito.

Non staremo alla finestra a guardare.”  

                                                                                  Antonio Mattioli

Segretario Generale Flai Cgil Parma

 Parma, 28 Maggio 2004.


 

DICHIARAZIONE di Antonio Mattioli Segretario Generale Flai Cgil Parma

BARILLA – CASO RUBBIANO 

E’ sconcertante quanto sta accadendo nello stabilimento Barilla di Rubbiano.

Il Gruppo Barilla esce da un piano decennale di ristrutturazione che ha visto la chiusura di 3 stabilimenti nella provincia di Parma con una perdita occupazionale di circa 400 unità e da un accordo di Gruppo che, se da una parte ha permesso di recuperare situazioni “anomale” (differenze salariali – regimi di orario) presenti in diversi siti produttivi nel nostro paese e convenuto un piano d’investimenti che rilanciasse la parte italiana del Gruppo stesso, dall’altra ha peggiorato le condizioni dei nuovi assunti di Parma per i quali l’Azienda si era impegnata ad individuare soluzioni locali.

Il piano investimenti è collegato alla definizione dell’organizzazione che deve essere concordata a livello di sito.

Le organizzazioni sindacali territoriali hanno responsabilmente condiviso questo percorso per creare le condizioni di una stabilità a medio termine della Barilla a Parma pur ribadendo la necessità di ripristinare relazioni sindacali corrette e la piena applicazione degli accordi sottoscritti in questi anni.

Premesso che da tempo Barilla si era impegnata ad un confronto a tutto campo sulla situazione di Parma ed a ogni occasione si è ritirata dal confronto addebitando alla “ridefinizione” delle strategie di Gruppo l’indisponibilità a proseguire il confronto; premesso che Barilla ha scelto la strada dell’espansione con acquisizioni attraverso processi di finanziarizzazione; premesso che Barilla ha un debito cresciuto in modo esponenziale, anche in rapporto al fatturato; premesso che Barilla non investe sull’innovazione di prodotto; premesso che Barilla ha operato, e sta operando in particolare a Rubbiano, con una forte precarizzazione dei rapporti di lavoro; premesso tutto questo è comunque iniziato un confronto in sede aziendale con la R.S.U. per il consolidamento del sito di Rubbiano.

Il confronto ha prodotto un’ipotesi di accordo che, finalizzata all’investimento, ha visto la R.S.U. impegnata a definire condizioni organizzative e di orario che potessero essere condivise con i lavoratori nonostante una forte resistenza dell’Azienda, che pretende la massima flessibilità al minor costo.

Questa ipotesi è stata sottoposta a referendum ed è stata bocciata dai lavoratori.

Questo dovrebbe imporre un ripensamento da parte di Barilla per la resistenza si qui dimostrata ad individuare soluzioni condivise.

In realtà la Barilla ha messo in atto un atteggiamento ricattatorio sospendendo l’investimento, dichiarando che lo farà dove “c’è più convenienza”,  incentivando volontariamente la tensione interna.

Come Flai Cgil respingiamo qualsiasi atteggiamento ricattatorio e di prevaricazione, pretendiamo che i lavoratori sino messi nelle condizioni di cercare soluzioni condivise, coinvolgeremo le istituzioni locali (Comune di Solignano e Provincia di Parma) per illustrare a loro la volontà di proseguire sulla stabilità di Rubbiano, pretendiamo, anche perché esistono le risorse tecniche, umane, professionali, che l’investimento venga fatto a Rubbiano.

SONO ANNI CHE PARMA STA PAGANDO UN PREZZO TROPPO ALTO PER “CREARE LE CONDIZIONI DI SVILUPPO”.

Noi siamo pronti, tocca alla Barilla riconoscere il lavoro sin qui svolto e cambiare atteggiamento nei confronti della R.S.U., dei lavoratori e del sindacato.

FLAI CGIL PARMA Parma, 21 Maggio 2004.


DICHIARAZIONE di Antonio Mattioli Segretario Generale Flai Cgil Parma 

Parmalat: 15 Maggio 2004. 

“Lunedì 17 Maggio si terrà l’incontro tra la R.S.U. Parmalat, le Organizzazioni Sindacali Territoriali, Il Tavolo Interistituzionale, l’onorevole Enrico Letta ed il Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli alle 11 presso la Sala del Consiglio Comunale di Collecchio.

L’incontro, richiesto dall’On. Letta, rappresenta l’occasione per rilanciare i rapporti istituzionali in occasione della presentazione del Piano Industriale prevista per la fine di Maggio, per consolidare le condizioni per una solidarietà di merito sulla questione del lavoro e dell’occupazione in un Gruppo come la Parmalat dove non è ancora garantito il futuro di tutti i lavoratori.

In questi giorni stiamo assistendo ad un teatrino nel quale alcuni personaggi stanno elucubrando soluzioni per il futuro di questa azienda senza considerare quanto fatto in questi mesi.

Da chi sostiene di far “sparire” il nome Parma dall’intestazione del Gruppo, sottacendo il fatto che la credibilità è stata recuperata con il contributo di migliaia di lavoratori che hanno garantito la continuità produttiva e la ripresa industriale, a chi prima sostiene l’azzeramento totale della Parmalat, come l’on. Brunetta, e poi ha la faccia tosta di presentarsi in azienda dichiarando che rappresenta una risorsa per il futuro.

La Parmalat non può essere una passerella sulla quale si sale e si scende secondo le opportunità e le stagioni.

Come lavoratori ed organizzazioni sindacali ci confronteremo con chi ha dimostrato e continuerà a dimostrare sensibilità sul lavoro, sulla risorsa industriale e sull’occupazione; l’incontro di Lunedì ha questo senso.

Coglieremo l’occasione per ribadire che, pur “apprezzando” le comunicazioni attraverso i comunicati stampa, non si può continuare ad agire come se il Piano Industriale fosse questione di “pochi intimi”.

O Bondi ed i Ministeri competenti si confrontano con le Organizzazioni Sindacali, coinvolgendo i lavoratori, o sarà scontro e con questo obiettivo stiamo programmando le assemblee in tutti gli stabilimenti. 

                                                                           Antonio Mattioli

Segretario Generale Flai Cgil Parma

Parma, 15 Maggio 2004.

 

 
 
 
 

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