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COMUNICATO CIRIO DEL MONTE INIZIA LA CAMPAGNA


Nella mattinata di venerdì 8 c.m., nella sede aziendale CIRIO di S. Polo, si sono incontrate l’Azienda, le Organizzazioni Sindacali Territoriali di categoria e la Rappresentanza Sindacale Aziendale per fare il punto della situazione, soprattutto in relazione all’incontro, del pomeriggio precedente, fra azienda ed Organizzazioni dei Produttori.

L’azienda ha informato, con soddisfazione, dell’accordo raggiunto con i produttori, accordo che prevede, a livello indicativo, l’inizio della campagna entro la fine di questa settimana. Rimangono da definire alcuni aspetti relativi alle quantità giornaliere di conferimento che produrranno, inevitabilmente, ripercussioni sulla quantificazione del personale stagionale da assumere.

L’occasione è stata propizia per evidenziare come l’insieme degli ultimi avvenimenti sia diventato determinante per il raggiungimento dell’intesa; senza l’intervento “in diretta” del Ministro Marzano, le rocciose rigidità non avrebbero cominciato a sgretolarsi; senza l’intervento di mediazione del vice Presidente della Provincia che chiedeva la disponibilità alle organizzazioni Sindacali dei lavoratori di concedere uno spazio temporale di 24 ore (prima di procedere alle iniziative di lotta) per “obbligare” l’azienda e i produttori ad incontrarsi, l’incontro non si sarebbe realizzato; di converso, senza il provvedimento del tribunale di Roma, che affidava la gestione dell’impresa agli organi della stessa e non ai commissari giudiziali, sarebbero mancati i presupposti giuridici “per garantire una pronta ed efficace attività d’impresa”.

Nella circostanza l’azienda ha, inoltre, espresso un doveroso ringraziamento alle Organizzazioni Sindacali, dal livello aziendale fino al livello nazionale, compreso il livello confederale, per il costante, minuzioso e determinante contributo di sostegno e di iniziativa tesa a promuovere le condizioni di avvicinamento delle parti.

La Rappresentanza Sindacale Aziendale e le Organizzazioni Sindacali Territoriali, gratificati dal doveroso contributo apportato, hanno dichiarato la loro disponibile collaborazione, nell’ambito, però, dei reciproci ruoli di competenza, per la tutela dei lavoratori, soprattutto, in riferimento ai pressanti impegni che le parti dovranno affrontare in una situazione aziendale caratterizzata dalla “straordinarietà”.


8luglio 2003



AZIENDA

FAI – FLAI - UILA

R.S.U.
 

COMUNICATO STAMPA 1

Un lavoratore ha trovato la morte questa mattina, mentre svolgeva il suo lavoro, al Consorzio Agrario di Ravenna. 

Le Segreterie provinciali hanno proclamato 4 ore di sciopero per richiamare l’attenzione sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, chiediamo che venga fatta piena luce sulle cause del gravissimo episodio.  

Le scriventi Segreterie Nazionali sono vicine alla famiglia ed ai colleghi nel dolore per la tragica e prematura scomparsa. Ribadiscono l’assoluta necessità di porre grande attenzione a questi temi ed alla applicazione di tutte le norme poste a salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori, non è più accettabile che un lavoratore perda la vita nello svolgimento del proprio compito, sarà importante il modo come affronteremo questo capitolo durante il prosieguo delle trattative  per il rinnovo del CCNL. 

Roma 31 luglio 2003   

LE SEGRETERIE NAZIONALI

FLAI  CGIL                  FISASCAT  CISL                  UILTUCS-UIL             SINALCAP

 


COMUNICATO STAMPA 2

 

Ennesimo grave incidente sul lavoro in una azienda agroAlimentare:

oggi al Consorzio Agrario Provinciale (CAP) di Ravenna è morto un lavoratore mentre eseguiva la manutenzione ad un silos. 

Le RSU (rappresentanze sindacali unitarie) assieme a FAI  FLAI  UILA provinciali hanno proclamato 4 ore di sciopero per richiamare l’attenzione sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro e per chiedere che vengano chiarite le responsabilità sul gravissimo episodio che ha portato alla morte di un lavoratore in fase di manutenzione/pulizia degli impianti

Dichiarazione di Giordano Giovannini Segretario Generale FLAI-CGIL Emilia Romagna:

“Luglio per la nostra categoria è stato un mese terribile; 3 morti sul lavoro nel giro di pochi giorni ed ancora una volta non per ragioni ascrivibili alla fatalità ma per la mancanza di misure e di norme di sicurezza adeguate. 

Altri incidenti mortali si erano verificati quest’anno in imprese saccarifere (zuccherifici), in un’azienda di conserve vegetali, ed in una azienda di panificazione. Aumenti del carico di lavoro, degli orari e dello stress; destrutturazione del ciclo produttivo attraverso gli appalti e le esternalizzazioni; precarizzazione del mercato del lavoro, tutti finalizzati al taglio dei costi,  ne sono state le cause principali. 

In questi giorni è in atto nella categoria la consultazione per l’approvazione dell’ipotesi d’accordo sul rinnovo del CCNL Industria Alimentare; ambiente di lavoro, orari, organizzazione del lavoro sono stati temi molto dibattuti anche durante la trattativa e FAI  FLAI  UILA dell’Emilia Romagna ne hanno fatto terreno di una iniziativa straordinaria  per i prossimi mesi; ciò affinché  la prevenzione la garanzia di un lavoro in sicurezza, la valorizzazione del lavoro diventino i tratti portanti dell’azione sindacale e della civiltà del lavoro oltre che dell’etica dell’impresa. 

Anche in Emilia Romagna ogni anno assistiamo complessivamente a 120 /130 incidenti mortali sul lavoro; questo dato non è più tollerabile”. 

Bologna, 31 Luglio 2003.                                                                          FLAI – CGIL Emilia Romagna  

 

 

COMUNICATO STAMPA 

 

Ennesimo grave incidente mortale in uno zuccherificio.

Oggi a Russi (RA) nello stabilimento SADAM si è tenuta un’assemblea aperta a cui hanno partecipato delegazioni RSU di altri stabilimenti del saccarifero e rappresentanze confederali  e di categoria provinciali e regionali. Per lunedì 21 Luglio FAI-FLAI-UILA Nazionali hanno indetto 4 ore di sciopero nel gruppo SADAM e 1 ora nell’intero settore saccarifero.  

Dichiarazione di Giordano Giovannini Segretario Generale FLAI-CGIL Emilia Romagna 

"Dopo quello del maggio scorso alla SFIR di Forlimpopoli, l’incidente mortale di ieri alla SADAM di Russi rappresenta il secondo grave episodio di morte sul lavoro nel comparto saccarifero nel giro di pochi mesi (alla SFIR c’era già stata un'altra morte nel 1998 ed anche a Russi 10 anni fa è morto un lavoratore di un’azienda appaltatrice). 

Ieri un altro incidente mortale si è verificato alla CO.PA.DOR. (azienda del comparto conserve vegetali di Parma) e qualche mese fa un fatto analogo è avvenuto  alla PAREN (panificazione) dove un operaio della manutenzione è rimasto ucciso (aveva fatto 6 notti di straordinario consecutive); ciò mi porta a dire che anche l’Agroindustria è entrata nella lista dei settori dove salute e sicurezza sul lavoro, condizioni di lavoro, rappresentano una emergenza. 

Aumenti del carico di lavoro, degli orari e dello stress; destrutturazione del ciclo produttivo attraverso gli appalti e le esternalizzazioni; precarizzazione del mercato del lavoro, tutti finalizzati al taglio dei costi, stanno producendo gravi effetti non solo sulle condizioni di lavoro ma sulla stessa sicurezza e sulla vita dei lavoratori. 

In questo quadro sono inaccettabili le misure che stanno per essere emanate dal Governo che prevedono la  depenalizzazione di tutte le sanzioni della L. 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, declassandole a semplici multe pecuniarie e producendo un abbassamento dell’attenzione e della prevenzione sui rischi di incidenti e sulla salute e sicurezza. 

Nell’essere vicini alle famiglie dei due lavoratori e nel porgergli le condoglianze  della FLAI (una delegazione  era presente all’Assemblea aperta a Russi) ci impegniamo contemporaneamente a rafforzare la nostra iniziativa e la pressione verso le aziende e verso gli organi preposti (Istituzioni; Medicina del Lavoro) affinché sia la prevenzione e la garanzia di un lavoro in sicurezza a segnare la civiltà del lavoro e l’etica dell’impresa. Non è  infatti più accettabile che anche in una regione come la nostra ci siano dai 120 /130 incidenti mortali sul lavoro ogni anno. Come sindacato dell’Agroindustria chiederemo pertanto  nei prossimi giorni in SADAM e nel saccarifero che si vada ad una revisione accurata del sistema di valutazione e di gestione dei rischi in tutti i siti." 

                                                                           FLAI – CGIL Emilia Romagna  17 luglio 2003

 

FAI-CISL         FLAI-CGIL          UILA-UIL  

EMILIA ROMAGNA

 

PREMIO DI RISULTATO AZIENDE ARTIGIANE 

Il giorno 26 giugno 2003, tra Organizzazioni Sindacali e Associazioni Artigiane, sono stati verificati i risultati relativi all’andamento del settore per l’anno 2002.

Questa verifica permette di individuare le quote di salario variabile da erogare a favore dei lavoratori, come stabilito dall’integrativo Regionale di settore. 

Gli indicatori hanno dato i seguenti risultati:

Indicatore imprese N° 8247

Indicatore sospensioni N° 48

Indicatore dipendenti N° 10.215

Indicatore consumi Regione – 3%

Indicatore qualità prosciuttifici Parma 97,7% 

Pertanto con la mensilità di agosto(che i lavoratori percepiranno entro il 10 settembre) saranno erogate le seguenti somme

 

Tabella Produzione e Servizi

 

Tabella Panificazione

LIVELLO

PRODUZIONE

SERVIZI

PROSCIUTTIFICI PARMA

 

LIVELLO

Panificatori

Premio

produzione

Premio

Servizi

1 S

690

431

960

 

A1S—B1

578

361

1

578

361

804

 

A1

497

311

2

497

311

692

 

A2

440

275

3 A

440

275

612

 

A3 — B2

394

246

3

394

246

548

 

A4 — B3

365

228

4

365

228

508

 

B4

330

207

5

330

207

460

 

 

 

 

6

287

180

400

 

 

 

 

 Lavoratrici e lavoratori delle aziende alimentari e di panificazione  artigiane, è possibile incrementare la quota di salario variabile se si sceglie di aderire al Fondo di previdenza Integrativa ARTIFOND.

Infatti in base al contratto regionale, se un lavoratore sceglie di versare al fondo 28,52 €  del premio variabile(l’azienda è impegnata ad incrementare di ulteriori 51,64 € il versamento verso il fondo stesso. 

Per informazioni rivolgetevi alle sedi sindacali. 

FAI FLAI UILA Emilia Romagna

 

Bologna 7 luglio 2003               il testo originale

COMUNICATO UNITARIO 

            Le notizie e le iniziative che si susseguono sulla vicenda Cirio rischiano di porre in secondo piano la reale posta in gioco, e cioè la sopravvivenza di un grande Gruppo alimentare italiano, che dà occupazione e reddito ad alcune decine di migliaia di persone nel mondo ed a circa 10.000 in Italia tra dipendenti diretti e dell’indotto e produttori agricoli anche grazie al possesso di un marchio che è tra i più prestigiosi del “made in Italy” nell’alimentare di qualità.

            Il salvataggio di questo patrimonio che è di tutti, dovrebbe essere l’obiettivo, non solo del Sindacato, ma di chiunque è chiamato in causa nella vicenda (risparmiatori – banche – azionisti – amministratori – mondo politico – Governo – produttori), con la consapevolezza che la partita si gioca tutta nel corrente mese di luglio, perché è in questo mese che si avvia o no la compagna di trasformazione del pomodoro e che si approva o no il piano di salvataggio varato dal nuovo gruppo dirigente Cirio.

A giudizio di Fai, Flai e Uila l’unico modo per salvaguardare un patrimonio industriale e di risorse umane prezioso è quello della realizzazione del piano industriale concordato nel dicembre scorso tra nuovo vertice aziendale e sindacato, che prevede la concentrazione ed il rilancio delle attività produttive su tre siti industriali italiani (Piacenza, Modena, Napoli), in aggiunta al piano di ristrutturazione e riconversione del debito.

La realizzazione di questo piano, per altro rappresenta l’unica possibilità concreta, per i sottoscrittori di bond di recuperare da subito una parte dei loro risparmi, contando di poter realizzare ulteriori recuperi in futuro con lo sviluppo industriale dell’azienda; per i produttori agricoli di salvaguardare gli equilibri di mercato nel settore della trasformazione industriale.

La realizzazione di questo piano, infine, significa effettivamente voltare pagina e liberarsi in un colpo solo dei vecchi amministratori, responsabili dell’attuale disastro finanziario, e delle equivoche “sirene turche” dagli stessi evocate nell’intento di seminare confusione ulteriore.

Le Segreterie Nazionali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil fanno appello a tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda Cirio a sostenere il piano industriale innanzi menzionato ed invitano il Governo a riconvocare urgentemente il “tavolo di crisi” allargandolo ai risparmiatori ed ai produttori agricoli per coinvolgere tutti nell’opera di salvataggio e di rilancio del Gruppo e si riservano di adottare le iniziative di mobilitazione e di lotta dei lavoratori necessarie a sostenere gli obiettivi innanzi specificati.

Roma, 4 luglio 2003  

Le Segreterie Nazionali 

 FAI-CISL                                                     FLAI-CGIL                                          UILA-UIL

(S. Retini)                                                       (E. Lacorte)                                        (P. Papiccio)

 

                                 Comunicato stampa     Regione Emilia Romagna su crisi AIA

 

AGROINDUSTRIA: PER LA PROSPETTATA  CHIUSURA  DELLO STABILIMENTO AIA -TREVALLI DI REGGIO EMILIA E PER I  GRAVI PROBLEMI DEL SETTORE AVICOLO PRIMI IMPORTANTI RISULTATI DOPO L’INCONTRO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA E DEI SINDACATI CON IL MINISTRO MARONI.

 

A seguito delle  azioni avviate nelle scorse settimane dalle organizzazioni sindacali del settore agroalimentare, e dalle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna per scongiurare   la chiusura dello stabilimento Aia - Trevalli di Reggio Emilia e affrontare la grave crisi del settore avicolo, alcuni importanti risultati sono scaturiti ieri dall’incontro, tenutosi a Roma, tra i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, della Regione Emilia-Romagna, il sottosegretario on. Dozzo e il ministro del Lavoro Roberto Maroni.

L’incontro ha sancito la possibilità concreta di attivare immediatamente per gli oltre 300 lavoratori dello stabilimento reggiano la Cassa integrazione straordinaria per un anno. Pur in una situazione che resta difficile, il provvedimento  consente di affrontare con maggiore serenità il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie e la prospettiva per  l’unità produttiva. Il periodo di cassa integrazione per lo stabilimento di Reggio Emilia deve impegnare l’Aia a ricercare soluzioni di sviluppo e di innovazione del gruppo e del comparto. 

La nuova situazione permette di  esaminare e tentare di risolvere con i tempi necessari i gravi problemi del settore avicolo italiano, tramite le iniziative  che il  Ministero delle Politiche agricole  intende intraprendere  con il contributo delle Regioni Emilia-Romagna e Veneto. Lo scopo è individuare una strategia per il comparto avicolo che sia di riferimento per i processi di riorganizzazione delle imprese in termini di competitività, qualità delle produzioni, tutela dei livelli occupazionali e degli stabilimenti. L’annunciata creazione di una commissione di esperti e la convocazione per il 7 luglio di Avitalia, unione nazionale delle associazioni dei produttori del settore avicolo, vanno in questa direzione.

“A questi risultati – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Guido Tampieri – non si sarebbe potuti pervenire senza la forte ed unitaria mobilitazione di tutte le organizzazioni sindacali e il tenace impegno del sottosegretario Dozzo,

al quale va il mio riconoscimento. Da parte nostra continueremo nell’impegno a sostegno del settore e per assicurare la continuità produttiva dello stabilimento di Reggio Emilia”.

 

Bologna, 25 giugno 2003

 

 

·        SUCCESSO DELLO SCIOPERO UNITARIO DI IERI DEI LAVORATORI DEL GRUPPO AIA TRE VALLI.

     

La stragrande maggioranza dei lavoratori del Gruppo Aia Tre Valli - con punte di stabilimento del 100% di adesioni - ha partecipato allo sciopero unitario indetto ieri dal Coordinamento e dalle OO.SS. di categoria. Una manifestazione si è svolta davanti allo stabilimento di Reggio Emilia con la presenza di Regione, Provincia e del Sindaco. Nel pomeriggio le OO.SS. emiliane e del Veneto hanno incontrato l’Assessore all’agricoltura dell’Emilia Romagna Guido Tampieri che ha assunto l’impegno di convocare, in accordo con l’Assessore all’agricoltura della Regione Veneto un tavolo istituzionale. 

Si era svolto venerdì 24 aprile l’incontro tra la direzione Aia Tre Valli e le organizzazioni sindacali Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uil per approfondire la grave situazione produttiva ed occupazionale. L’azienda aveva in quella sede comunicato al Coordinamento sindacale la volontà di chiudere lo stabilimento di Reggio Emilia (316 posti di lavoro ) entro il mese di luglio e di ridurre gli organici per altre 150 unità negli stabilimenti del Veneto.

           Tale decisioni, secondo l’azienda, si rendevano necessarie a fronte della difficile situazione di mercato, con la scelta conseguente di ridurre in modo significativo le quantità di animali allevati ( 12,5% dei polli e 24% dei tacchini nel 2003 .

            Il documento presentato alle OOSS sulla situazione aziendale, le prospettive produttive e la gestione degli esuberi, accanto ad alcuni elementi di novità che devono essere meglio approfonditi, mantiene un orientamento e scelte produttive in gran parte difensive e di arretramento, che alimentano grande preoccupazione nel Coordinamento sindacale soprattutto per le ricadute occupazionali e le prospettive future.

           Inoltre non emergono da parte aziendale disponibilità a ricercare soluzioni diverse rispetto alla grave decisione di cessare l’attività nel stabilimento di Reggio Emilia.

           Le OOSS nel ribadire la necessità di scelte industriali ed investimenti orientati all’innovazione produttiva, alla qualità ed al rilancio sul mercato, considerata l’importanza che questo settore ha per la Regione Veneto ed Emilia Romagna e viste le pesanti ricadute occupazionali, hanno ritenuto indispensabile, insieme al Coordinamento di gruppo, proclamare lo sciopero di ieri. Necessario anche un coinvolgimento delle Istituzioni Pubbliche competenti al fine di evitare  soluzioni occupazionali traumatiche e la chiusura di siti produttivi.

           Un ulteriore pacchetto di ore di sciopero sarà gestito dalle singole realtà aziendali.

 

COMITATO DIRETTIVO  FLAI  Emilia Romagna

Cà Vecchia 6 maggio 2003

 

Il Comitato Direttivo della FLAI Emilia Romagna riunito il 6 maggio 2003 nell’analizzare la situazione politico sindacale ed i futuri appuntamenti della categoria  assume le seguenti decisioni ed orientamenti:

 

  1. REFERENDUM: il Comitato Direttivo condivide e sostiene le valutazioni e le decisioni assunte dal Direttivo nazionale della categoria per una indicazione di votare SI nel referendum sull’articolo 18 ed auspica che una tale decisione venga presa anche dal C.D. della CGIL Nazionale riunito a Roma in questi giorni. La strategia della CGIL fatta di contrasto al disegno di Confindustria e Governo (superamento del Contratto Collettivo Nazionale; L. n° 30 e dlgs 848bis), di progettualità  e nuove leggi per modulare un più largo ed universale sistema di diritti e tutele, di contrattazione per ampliare la rappresentanza nei confronti dei lavoratori precari e/o delle nuove forme di lavoro non verrà cambiata dalla semplificazione imposta dal quesito referendario; il nostro SI sarà pertanto un SI per un’ampia ed autonoma campagna di informazione, di contrattazione e di pressione affinché i contenuti delle quattro proposte di legge di iniziativa popolare predisposte dalla CGIL in seguito alla raccolta di 5.200.000  firme, si traducano in dispositivi legislativi ed in soluzioni contrattuali. Su tali contenuti chiameremo, anche al di là della campagna referendaria, con iniziative nei territori e nei luoghi di lavoro, a pronunciarsi le forze politiche, i singoli parlamentari, i movimenti e gli altri sindacati; su ciò chiameremo ad impegnarsi ed a pronunciarsi gli stessi promotori del referendum; su ciò misureremo le nostre coerenze nella contrattazione, con l’obiettivo di consolidare ed estendere l’ampio ed unitario movimento costruito in questi anni. Invitiamo ad andare a votare e diciamo di votare SI anche se il referendum estensivo non è lo strumento e la strategia scelti dalla CGIL, perché di fronte all’alternativa secca posta dal quesito referendario il SI è l’unico voto utile e perché la vittoria dei no ucciderebbe la battaglia sui diritti condotta dalla CGIL ridando forza a Confindustria ed al Governo nel loro progetto di manomissione dell’art. 18  (dlgs 848bis) sulla tutela dei licenziamenti per giusta causa.

Un SI per le riforme; con le nostre proposte, le nostre iniziative, i nostri strumenti.

 

  1. CONTRATTI: la categoria, in piena stagione di rinnovi dei contratti, riconferma la sua volontà di difendere il contratto collettivo nazionale ed i due livelli di contrattazione. Nel sollecitare l’avvio della trattativa per il rinnovo del CCNL Industria Cooperative, respinge il tentativo di Federalimentare di svuotarne il peso ed il significato con una proposta di puro adeguamento economico, per altro assai lontana dai valori delle nostre richieste, e di “contratto delega” per tutta la parte normativa (leggasi rinvio alle leggi predisposte dal Governo su MdL, Orari, appalti, ecc. e ad un loro successivo recepimento). Capitoli quali i diritti, la lotta alla precarietà e misure per la stabilizzazione; norme più vincolanti sugli appalti e le esternalizzazioni che tutelino il lavoro e l’occupazione, contrastino la destrutturazione del processo produttivo, garantiscano la sicurezza alimentare; interventi sugli orari che ne consentano il controllo, il collegamento con la contrattazione degli organici ed allevino il disagio sui turni più gravosi; diritto alla formazione ed un nuovo sistema di inquadramento che garantiscano percorsi di qualificazione, crescita e riconoscimento professionale; sono, questi, capitoli irrinunciabili per il nostro contratto. FEDERALIMENTARE, con le negative risposte date sulla piattaforma e con le reticenze e chiusure ribadite negli incontri di approfondimento tecnici, si sta progressivamente allineando sulle posizioni di Confindustria di eliminare il CCNL ed espone anche la nostra categoria alla scadenza del contratto (31 maggio) senza che nel frattempo ci sia il rinnovo. Un contratto che non tuteli i salari ed il reddito, che deleghi alle leggi e ad un loro successivo recepimento la parte normativa trasformando il sindacato in “agenzia di servizi” a pagamento gestiti dalla bilateralità come proposto nella Legge delega N°. 30, non è per noi un contratto possibile. 

Ad una tale prospettiva è necessario pertanto rispondere confermando gli assi portanti della piattaforma approvata unitariamente a Bellaria ed adottando da subito iniziative conseguenti e coerenti comportamenti nei luoghi di lavoro e nella contrattazione di secondo livello; ciò a partire dalle vertenze aperte nei Grandi Gruppi e dai rinnovi dei CPL che devono segnare una nuova stagione della contrattazione in agricoltura centrandola sulla valorizzazione salariale e professionale, sui diritti, sulla stabilizzazione del lavoro in agricoltura.

 

  1. FORUM AGROALIMENTARE e DECLINO INDUSTRIALE: di fronte al perdurare di un basso tasso di sviluppo ed al rischio di declino industriale determinato dalla situazione internazionale ma anche dall’assenza, da parte del Governo, di qualsiasi politica di sostegno all’innovazione, alla ricerca ed alle sviluppo industriale, anche nel nostro settore e nella nostra Regione si aggravano le crisi  ponendo a rischio intere filiere agroalimentari come quella zootecnica o quella delle conserve vegetali o quella saccarifera. Il Comitato Direttivo FLAI Emilia Romagna nel decidere una iniziativa da sviluppare attraverso un FORUM sull’AGROALIMENTARE  da tenersi nella seconda metà del 2003 con approfondimenti interni e conferenze tematiche rivolte a testimoni privilegiati ed esperti ed un forum conclusivo in cui presentare la nostra piattaforma e le nostre proposte agli interlocutori istituzionali, alle controparti ed al mondo del lavoro e della ricerca, si propone di costruire un punto alto di riflessione ed iniziativa capace di indicare gli snodi  e le prospettive di innovazione e cambiamento che stanno davanti al settore.

A FAI e UILA dell’Emilia  Romagna, con le quali già abbiamo un confronto aperto ed iniziative comuni su singoli questioni, proporremo un approfondimento sullo stato del settore con l’obiettivo di definire un programma di iniziative a sostegno dello sviluppo, della qualità e della presenza industriale in Regione.

In questa fase assume valore emblematico la lotta dei lavoratori dell’AIA di Reggio Emilia minacciati dalla chiusura della stabilimento in un settore, quello avicolo, colpito da emergenze sanitarie ricorrenti e da una caduta di redditività e di competitività alle quali è necessario rispondere con più qualità e sicurezza, innovazioni ed investimenti e non con chiusure che mettono solo a rischio l’intera filiera zootecnica; il CD della FLAI fa pertanto proprie le ragioni dei lavoratori dell’AIA e si impegna a mettere in piedi un percorso di iniziative unitarie a partire dalla giornata di mobilitazione decisa per l’8 maggio.

 

  1. LA GUERRA e la LOTTA per la PACE: con la presa di Bagdad e l’occupazione dell’Iraq è stata dichiarata conclusa la guerra  ma i morti continuano. Già si manifestano i primi effetti di destabilizzazione e di radicalizzazione; si preparano altre “guerre preventive”; si organizza una occupazione unilaterale dell’Iraq, con la decisione del nostro paese di inviare  truppe a dispetto dell’art. 11 della nostra Costituzione; non si inverte il progressivo sfascio delle regole e delle istituzioni internazionali. Ad una tale pericolosa deriva è necessario rispondere con il rilancio/riforma dell’ONU e con un ruolo attivo e forte dell’Europa sostenuto e richiesto da una nuova capacità del movimento sindacale mondiale ed europeo di essere soggetto attivo nel contesto internazionale.

 

Il Segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani nella relazione e nelle conclusioni dei lavori del Comitato Direttivo nazionale della Cgil ha confermato e rafforzato la linea del Congresso di Rimini.
Sull’ordine del giorno finale, presentato dal Segretario generale e approvato con l’88% dei voti, 9 compagne/i non hanno partecipato al voto dichiarando il proprio dissenso in particolare sul punto legato al percorso referendario.
La Segreteria nazionale della Flai Cgil ritiene la non partecipazione al voto un atto lesivo del ruolo del massimo organismo della Confederazione, una forma di delegittimazione aggravata da una dichiarazione comune apparentemente precostituita e dal fatto che 4 di questi compagne/i sono membri della Segreteria nazionale della Cgil e ne rappresentano tutti gli iscritti.
La Segreteria nazionale della Flai Cgil ritiene questo comportamento inammissibile anche per la storia e il ruolo che questi compagni hanno svolto in Cgil e chiederà nei prossimi giorni un chiarimento al Segretario generale.

La Segreteria nazionale FLAI CGIL
Roma, 07 maggio 2003


 



COMUNICATO STAMPA 17 APRILE


La situazione internazionale, SI al Referendum sull’articolo 18, la contrattazione:

il documento approvato dal Comitato Direttivo nazionale della Flai Cgil .

Si è concluso oggi a Roma, nella Sala Di Vittorio della Cgil, il Direttivo nazionale della Flai che ha condiviso i contenuti della relazione del Segretario generale Franco Chiriaco e l’intervento del Segretario della Cgil Carlo Ghezzi.
Al termine dei suoi lavori il Direttivo ha approvato, con nessun voto contrario e 15 astensioni, un documento nel quale, fra l’altro, la categoria ha definito la sua posizione in merito al Referendum sull’articolo 18 per il quale i cittadini e i lavoratori italiani saranno chiamati ad esprimersi nel giugno prossimo.
“A causa della fermezza delle sue posizioni – si afferma nel documento - la Cgil era, è e continuerà ad essere sotto attacco. Ogni affermazione è occasione di interpretazioni strumentali e di subdoli tentativi di indurre cambiamenti nella nostra linea politica: la guerra, l’unità sindacale e lo sviluppo del Patto per l’Italia, il Referendum sull’art.18, i Ccnl in rinnovo, la cosiddetta “riforma” del mercato del lavoro e la versione delle relazioni sindacali in stile Enti bilaterali.
Sul Referendum sull’articolo 18 la posizione della Cgil è chiara: la Flai condivide appieno i deliberati del Comitato Direttivo della Cgil del giugno 2002, contrari al Referendum perché divide e non unisce il movimento e contrari ad aderire e partecipare ai Comitati per il SI’ e a quelli per il NO.
Il sostegno alle leggi di iniziativa popolare per l’estensione dei diritti e delle tutele è per la Flai la strada giusta da percorrere per sconfiggere l’obiettivo portato avanti da Governo e Confindustria di lasciare da solo e senza strumenti di difesa individuali e collettivi il lavoratore, sul mercato del lavoro così come nelle aziende. Il Referendum non offre le stesse garanzie. Anche in caso di vittoria del SI’ questo Referendum non risolverebbe alcuni problemi: le tutele dovrebbero comunque essere completate in base alle proposte di legge della Cgil, per le quali abbiamo raccolto oltre 5.200.000 di firme.
Tuttavia la nostra scelta deve essere guidata dalla chiarezza e dalla solidarietà nei confronti dei lavoratori e dei cittadini che hanno condiviso le nostre lotte nell’ultimo anno e pertanto, il CD Flai invita a votare “SI” al Referendum e per sostenere questa scelta al CD Cgil del 6-7 maggio prossimi.
Un SI’ che deve essere compreso come qualcosa di più grande e diverso dalla semplice risposta ad un quesito referendario. Un sì di lotta e di opposizione contro il Patto per l’Italia, il Libro bianco di Maroni, la legge 30 e per sostenere la conversione in legge delle nostre quattro proposte di legge di iniziativa popolare su diritti e lavoro.

Ufficio stampa
Roma, 17 aprile 2003

* Il testo integrale del Documento e l’ordine del giorno su Agenzia Flai on line e su www.flai.it
 

 

  COMUNICATO STAMPA

 

 

 

Le Segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila ribadiscono il più fermo dissenso del mondo del lavoro agroalimentare per questa guerra illegittima ed intendono sostenere, nel pieno rispetto della legalità, ogni iniziativa nazionale ed internazionale tesa a fermare la guerra. 

Le Segreterie nazionali impegnano le proprie strutture ad attivarsi per la riuscita delle iniziative di sciopero generale decise da CGIL, CISL e UIL. 

 

Le Segreterie nazionali

Roma, 20 marzo 2003

 

ORDINE DEL GIORNO ASSEMBLEA QUADRI E DELEGATI

FLAI CGIL EMILIA ROMAGNA 

NO ALLA GUERRA

 

L’assemblea dei quadri e delegati della FLAI CGIL Emilia Romagna, convocata il 16 gennaio 2003 è contraria alla guerra in ogni sua forma. 

La guerra non può essere la soluzione a nessun problema di ordine internazionale e di lotta al terrorismo. 

La prevista guerra preventiva all’Iraq finirebbe per determinare migliaia di vittime tra la popolazione inerme ed innocente. 

Terrorismo internazionale e stati pericolosi per la democrazia vanno contrastati sul piano dell’estensione dei diritti stessi, obiettivo che si realizza anche attraverso un più equo riequilibrio della ricchezza mondiale. 

Le azioni di contrasto devono, in ogni caso, essere mirate e non coinvolgere mai la popolazione civile. 

Occorre anche evitare che nello scenario di contrapposizione tra occidente e paesi islamici, la parte più moderata di queste nazioni finisca per subire l’egemonia e l’influenza nefasta dell’integralismo religioso. 

I delegati della FLAI CGIL parteciperanno quindi convinti alla manifestazione Europea per la Pace del 15 febbraio e chiedono che la Comunità Europea e lo stesso sindacato svolgano un ruolo incisivo ed autonomo sullo scenario internazionale della crisi.

 

 

Cà Vecchia Bologna  16 gennaio ’03

 

 


ORDINE DEL GIORNO

COMITATO DIRETTIVO NAZIONALE FLAI
27 gennaio 2003

Il Comitato Direttivo Nazionale della Flai - Cgil esprime la più profonda preoccupazione per i venti di guerra che, al di la dei rinvii possibili, soffiano con sempre maggiore insistenza.
La Flai condanna il pervicace rifiuto dell’amministrazione Bush di perseguire la via politico-diplomatica come iniziativa privilegiata per la soluzione di difficili problemi, ancorché legati al terrorismo integralista oltre che alla disponibilità di risorse energetiche strategiche.
La Flai ribadisce la sua contrarietà totale all’uso della guerra nella soluzione dei conflitti, anche se sotto l’egida dell’Onu, e si augura il successo dei tentativi diplomatici in corso.
Il Comitato Direttivo Nazionale della Flai – Cgil auspica che la Ue sia in grado di recuperare e ricostruire un ruolo politico sullo scenario internazionale in grado di imporre soluzioni politiche in primo luogo alla crisi irachena e chiede al Governo italiano di farsi parte attiva in questa iniziativa, abbandonando le posizioni ambigue e di dubbia autonomia fin qui manifestate.


Roma, 27 gennaio 2003.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’
 

 

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