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FAI FLAI UILA NAZIONALI
COMUNICATO STAMPA
E’ con
profondo stupore che Fai, Flai e Uilapesca hanno letto il comunicato
delle tre centrali cooperative relativo agli esiti della riunione della
commissione consultiva centrale tenutasi ieri a Roma.
Rispetto
alla proposta di allungare il fermo pesca nell’alto e medio adriatico,
proposta peraltro non all’ordine del giorno della riunione e senza alcun
documento scritto, le organizzazioni sindacali, dopo averne riconosciuto
la bontà, da un punto di vista della conservazione della risorsa, hanno
espresso perplessità su un’ulteriore settimana di fermo obbligatorio non
retribuito, poiché uscire in mare e guadagnare alla parte comporta per i
lavoratori un guadagno maggiore di quanto stabilito dai minimi garantiti
contrattuali. In alternativa, il sindacato ha proposto la soluzione, già
sperimentata in passato per il mar Tirreno, di prevedere un fermo
settimanale facoltativo per impresa e, a livello compartimentale, la
possibilità di convertire la facoltatività in obbligatorietà con il voto
favorevole di almeno il 70% delle imprese interessate, previa
consultazione dei lavoratori imbarcati.
Rispetto
agli accenni fatti, nel comunicato del movimento cooperativo, al
contratto nazionale di lavoro, Fai-Flai-Uilapesca, firmatarie di quell’accordo,
ritengono che il Ccnl sia lo strumento più adeguato per regolare i
rapporti di lavoro dipendente del settore, una delle poche certezze di
legalità e di rispetto dei diritti degli imbarcati presente nel comparto
pesca.
Nel corso
della riunione, inoltre, un autorevole rappresentante del mondo della
cooperazione ha sostenuto che un voto contrario del sindacato avrebbe
portato allo sbarco dei lavoratori.
Non sono
queste affermazioni che possono creare i presupposti per un lavoro
comune di tutti i soggetti rappresentativi del settore finalizzato a
risollevare il comparto.
Così come
suggerito dal presidente della riunione, le parti interessate dovrebbero
trovare una soluzione entro venerdì prossimo. Fai-Flai-Uilapesca,
nonostante la inusuale procedura di affrontare proposte non previste
all’ordine del giorno, nonostante le gravi affermazioni riportate nel
comunicato delle centrali cooperative, nonostante l’atteggiamento di chi
minaccia licenziamenti per chi non è d’accordo con le sue tesi, sono
comunque disponibili a incontrarsi con i massimi rappresentanti delle
imprese armatoriali e cooperativistiche in vista di una soluzione
positiva della vicenda.
Roma, 25
luglio 2006
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